orchestra amatoriale

Dicono che Milano abbia l’innata capacità di anticipare i processi di cambiamento del paese: moda, tecnologia, design, architettura. Sarà, ma a volte vien da sperare che non sia così vero. L’Orchestra Verdi, ‘monumento’ della cultura milanese e ultima formazione sinfonica della città, rischia di chiudere: venti milioni di euro di passivo e orchestrali da quattro mesi senza stipendio.

Questa volta non c’entra la crisi della musica, la pirateria, le reti peer to peer o il costo troppo alto dei cd. Il problema non è di carattere musicale, semplicemente mancano i soldi. Stato, Regione, Comune e Provincia sono sempre più restii nel dare i giusti finanziamenti per dare lavoro alle quasi 200 persone che gravitano attorno all’Orchestra.

Così, mentre i politici di entrambi gli schieramenti si rimpallano le responsabilità, Milano rischia di perdere uno dei suoi simboli. Ad andarci di mezzo, come al solito, saranno la musica e quindi i cittadini. Basti pensare che sul palco della Verdi si sono esibiti direttori del calibro di Muti, Accardo, Chailly, Flor, Ceccato, Castani, Jia, Rilling e molti altri.

“La cultura rappresenta un elemento decisivo per la qualità della vita di una città e di un territorio, ma anche per l’immagine complessiva. Le attività culturali sono certo importanti come vera e propria “impresa” che contribuisce ad una occupazione di qualità e per l’indotto che produce. Ma ancor di più la cultura è oggi un fattore decisivo nella competitività. Contribuisce, cioè, a quel “made in Italy allargato” che mette insieme qualità del prodotto, cultura, storia ed ambiente. Ecco perché occorre puntare sul rafforzamento di questo settore in collaborazione con le istituzioni, il mondo associazionistico e culturale”.

Queste sopra non sono le parole di un extraterrestre, ma di Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano. Insomma, a parte qualsiasi discorso sentimental-filosofico, salvare una orchestra dovrebbe essere un dovere e un obbligo di qualsiasi stato. Per chi volesse, sul sito dell’orchestra c’è una petizione che è possibile sottoscrivere per far sentire al ministro l’interesse e l’attenzione dei cittadini per la musica.