Pari opportunità tra uomo e donna nella musica? Qualcosa sta cambiando, eppure ci sono ruoli e strumenti che storicamente sembrano preclusi ad entrambi: se non è facile vedere un uomo suonare l’arpa, altrettanto si può dire per una donna che suoni il sax o la batteria, ma certo non mancano le piacevoli eccezioni come quella di Marin Alsop, entrata nella storia della musica come prima donna a dirigere una grande orchestra.

Chi si immagina il classico direttore d’orchestra infervorato dalla bianca chioma scomposta e capace di comandare “a bacchetta” schiere di musicisti sottomessi, sarà forse sorpreso nel vedere sul podio una bionda dagli occhi castani. Furono sorpresi anche i suoi insegnanti, quando la Alsop, folgorata da un concerto diretto da Leonard Bernstein, a 9 anni decise di intraprendere questa carriera.

Più che sorpresi, i suoi primi maestri le dissero semplicemente che una donna non poteva condurre un’orchestra. La sua fortuna fu avere un padre musicista che le regalò una scatola di bacchette e in seguito diventare proprio allieva del grande Bernstein, che tra il 1989 e il 1996 la portò a dirigere l’ensemble americano Eugene Symphony.

Prima di assumere la conduzione della Baltimore Symphony Orchestra, ruolo che ricoprerà dal 2007, la Alsop ha avuto modo di dirigere la Colorado Symphony e la Bournemouth Symphony; nel 2003 è stata giudicata artista dell’anno dalla rivista Gramophone, nel 2005 ha vinto il premio MacArthur Genius di mezzo milione di dollari, nel 2010 una sua registrazione ha ricevuto una nomination ai Grammy come Best Classical Album, mentre dal 2012 è anche il principale direttore della São Paulo State Symphony Orchestra.

Ovviamente non mancano le difficoltà nel ricoprire un ruolo considerato da sempre una precisa prerogativa maschile e dove gli aspetti caratteriali di energia, forza e vitalità si fondono con l’ideale virile rappresentato dai miti del passato, da Arturo Toscanini a Herbert Von Karajan. Anche tra i musicisti c’è comunque chi considera positivo l’ingresso sul podio di una nuova sensibilità femminile più comprensiva e magari meno dittatoriale.

La Alsop si augura che il numero di donne “maestre” possa presto aumentare, ma per ora può contare sull’appoggio di poche eroiche colleghe, a cominciare da Nadia Boulanger, nata nel 1897 e prima donna a dirigere la Boston Symphony. Ma c’è anche JoAnn Falletta, a capo della Denver Chamber Orchestra nel 1982; Anna Wilhelm, che ha diretto negli anni ’80 alcuni concerti da camera alla Scala; Sian Edwards alla English National Opera; Xian Zhang, direttore delle Nozze di Figaro alla Central Opera House di Pechino; Susanna Malkki, maestra finlandese dell’Ensemble Intercontemporain che ha appena diretto un’opera lirica (prima volta per una donna) al teatro della Scala di Milano.

Certo il pubblico segue con occhio particolare le loro performances e anche la critica a volte sembra essere più interessata al loro aspetto che non all’esecuzione. Ma a parte questo, la Alsop ha un vero cruccio: “Perchè quando io e le mie colleghe alziamo la voce siamo considerate ‘isteriche e aggressive’, mentre un uomo che si comporta nello stesso modo è un direttore di orchestra ‘forte e virile’?”.