soldi non rendono felici

Che le disparità tra ricchi e poveri siano sempre esistite è innegabile, ma se in Italia oggi i 10 più ricchi posseggono quanto gli ultimi 3 milioni di poveri significa che qualcosa è sfuggito di controllo.

Lo studio ‘Ricchezza e diseguaglianza in Italia’ realizzato dalla Banca d’Italia nel 2012 non lascia spazio ad interpretazioni anche perchè, oltre al dato sui 10 più ricchi che dispongono di beni come 3 milioni di poveri, dice che il 10% di italiani possiede quanto il 40% dei loro concittadini e soprattutto contiene un altro dato ancora più inquietante: la ricchezza non si guadagna con impegno, preparazione, merito, passione e competenza: si eredita.

Ecco perchè questo tipo di ricchezza che si fonda non sul lavoro del presente, ma sui patrimoni ereditati dal passato, è sempre più nelle mani di persone anziane, mentre chi lavora diventa sempre più povero: fatta 100 la media della ricchezza nazionale, chi ha meno di trent’anni è a 60 e gli ultra sessantacinquenni sono a 100, mentre per quanto riguarda le professioni gli operai sono a 45, i professionisti a 200, gli imprenditori a 153. Tutti dati in diminuizione rispetto ad un passato recente. Ma la questione disuguaglianza ricchi e poveri riguarda solo l’Italia? No di certo, ma nella classifica dei paesi dove la ricchezza si conquista per merito però l’Italia è al 48esimo posto. L’America invece è al primo posto, anche se l’1% degli americani più ricchi hanno aumentato i loro patrimoni del 256% dal 1978 ad oggi e c’è chi da solo possiede quanto 150 milioni di americani messi insieme con ovvie ripercussioni a livello politico e sociale.