musica classica per bambini

La riforma Moratti della scuola entra nel vivo presentando sul sito Istruzione.it i quadri orari dei futuri otto licei. Al coro di perplessità di studenti ed insegnanti di vario genere e grado che questa riforma ha, a ragione o a torto suscitato, ora si uniscono anche le proteste della SIEM (Società Italiana per l’Educazione Musicale) e quelle della Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia.

I dubbi sul nuovo sistema liceale nascono dal fatto che, malgrado l’insegnamento della musica sia incluso in un apposito Liceo Musicale/Coreutico, non è invece previsto in nessun altro tipo di liceo, ed è anzi l’ora di musica è stata soppressa anche in quei licei – come il Liceo delle Scienze Umane – dove l’insegnamento della musica è sempre stato presente.

Non ci sarà l’ora di musica “nel liceo tecnologico dove, giustamente, sono presenti le tecniche di rappresentazione grafica e comunicazione visiva”. Non un ora nel liceo artistico, (mentre la storia dell’arte visiva è presente in tutto il quinquennio del liceo musicale) e “nemmeno un’ora nel liceo classico e nel liceo scientifico, dove persiste il silenzio della cultura musicale a fianco delle presenti culture letteraria e visiva.”

Si fa poi notare come “privare gli studenti della possibilità di comprendere nei loro percorsi di studio classici, scientifici, umanistici, artistici, il mondo della musica – significa ignorare totalmente quale impatto essa abbia avuto nell’evoluzione della civiltà; di misconoscerne la forza impressiva ai più diversi livelli della comunicazione artistica e mediatica.”

Si pone cioè l’accento su una anomalia tutta italiana che sembrerebbe considerare la musica destinata solo ai musicisti, come se la storia dell’arte fosse destinata solo ai pittori e agli scultori. Se questa è la realtà dei fatti, sarebbe interessante sapere sulla base di quali considerazioni la commissione di esperti e il “gruppo di saggi” hanno lavorato allo stesura dello schema del decreto.