Bambino fa compiti scuola a casa

Scuola a casa e apprendimento spontaneo non sono solo esigenze dettate dal Coronavirus. In America tanti genitori hanno sempre scelto di fare studiare i figli tra le mura domestiche: con quali costi, vantaggi e svantaggi?

Parlare di scuola a casa di questi tempi non è certo semplice. Tutti conosciamo le difficoltà provate da bambini, ragazzi, famiglie, insegnanti ed apparato scolastico nel gestire l’emergenza Coronavirus. Il lockdown ha imposto nuovi ritmi e modalità di studio spesso impossibili da sostenere. Tutt’altra cosa è l’educazione parentale o scuola familiare di cui l’America è sempre stata la vera patria. La percentuale di chi faceva home education già prima dell’emergenza era in continuo aumento, ma avanzava anche l’unschooling, ovvero l’educazione lasciata nella mani dei bambini. In questo articolo cercheremo di capire per quali motivi e con quali risultati a livello didattico e non.

Salvo brevi periodi dovuti a cause particolari fare scuola a casa apparentemente non avrebbe ragione di esistere, specialmente se l’educazione scolastica statale fosse di buon livello. A volte conta il caso e la fortuna di capitare in buoni istituti con presidi, maestri e professori adeguatamente preparati ed appassionati. Lo stesso discorso vale per la scuola privata, non necessariamente migliore e che in ogni caso non tutti si possono permettere per costi di accesso troppo elevati.

Scuola a casa in Italia e nel mondo

L’home schooling in America é l’alternativa alla scuola tradizionale e riguarda circa 2 milioni di bambini che studiano a casa con mamma, papà e tutor seguendo programmi didattici dettati dalle autorità. Secondo il National Home Education Research Institute il numero di questi studenti è più che raddoppiato in soli 10 anni. La tendenza a forme alternative di insegnamento si sta allargando anche all’Europa e anche in Italia la scuola a casa è un fenomeno in crescita.

Secondo le stime studiano con i genitori 70 mila studenti in Inghilterra, 60 mila in Canada, 3 mila in Francia e 2 mila in Spagna. In Italia l’educazione familiare non è ancora così diffusa e forse c’è da rallegrarsene. Per ora riguarda un migliaio di ragazzi, ma già stanno nascendo i primi gruppi desiderosi di divulgare la nuova filosofia. Tra questi controscuola e il gruppo di educazione domestica e libertaria sono nati per condividere insieme ad altre famiglie percorsi ed esperienze diverse.

Perchè studiare a casa?

I problemi dell’educazione scolastica pubblica, specie negli Usa, sono solo uno dei motivi che spingono un numero sempre maggiore di genitori di tutto il mondo a scegliere l’homeschooling per i propri figli. Se mamma e papà si trasformano in maestri, oltre alla scarsa qualità dell’offerta didattica e alla richiesta di scuole molto religiose, è perchè i genitori hanno sempre più paura delle diversità e dei fenomeni di violenza e bullismo, specie nelle zone periferiche e malfamate.

Oltre a fuggire dalle forme di bullismo e da un ambiente scolastico negativo per la formazione dei ragazzi, tra i motivi che spingono i genitori a scegliere l’homeschooling ci sono la volontà di offrire una formazione scolastica migliore, offrendo molte più attività formative extra scolastiche. Un discorso a parte meritano i bambini con difficoltà di apprendimento, dislessia o handicap fisici, che ovviamente possono godere di percorsi di insegnamento calibrati e maggiore assistenza. Infine c’è chi per lavoro è obbligato a trasferte continue e deve scegliere un programma di apprendimento flessibile.

Vantaggi e svantaggi scuola a casa

Indipendentemente dalla questione economica, c’è chi ritiene che l’home schooling non sia una scelta saggia, dato che a casa viene a mancare il primo e unico luogo di confronto per i figli nella difficile arte di arrangiarsi e di adattarsi alla vita. Molti genitori ovviano al problema condividendo lezioni di gruppo private anche con altri ragazzi. I limiti della scuola a casa comunque a prima vista potrebbero essere molti e anche se il fine ultimo non è fuggire ed isolarsi dal mondo, il rischio è tenere i ragazzi sotto una campana di vetro troppo a lungo.

In realtà i genitori che fanno studiare i figli a casa vogliono dare ai figli un’istruzione più attenta e ampia, oltre le convenzionali realtà di tutti i giorni. Ognuno a casa propria è libero di sperimentare percorsi alternativi alla classica istruzione accademica, senza contare che spesso sono gli stessi insegnanti a scegliere questo percorso scolastico per i propri figli. Voi sareste favorevoli o contrari? Certamente esistono vantaggi e svantaggi: tra i pro e i contro si possono elencare alcuni punti.

Vantaggi

  • Insegnamento religioso Libertà di stabilire tempi e modi secondo la cultura familiare
  • Più tempo da dedicare ai figli e di approfondire i legami con la propria famiglia
  • Stabilità emotiva I figli sono messi al riparo da bullismo e competitività esasperata
  • Orari flessibili In poche ore a casa si ottengono risultati che a scuola richiedono giorni. Il resto del tempo è dedicato a gioco, sport o a imparare altre materie come la musica

Svantaggi

  • Lavoro genitori Mamma o papà di chi sceglie la scuola a casa non può lavorare: stare a casa ad insegnare ai figli è di per sè un lavoro
  • Costi elevati Anche se non si paga la scuola privata, dedicare tutta la giornata al figlio è sicuramente un onere anche dal punto di vista economico
  • Sport a scuola Chi fa homeschooling non può entrare a far parte di circoli sportivi e gruppi scolastici con cui sicuramente possono nascere amicizie e legami
  • Diffidenza gente Il diverso fa un pò paura. Molti genitori non accettano di buon grado le scelte di famiglie che educano i bambini a casa, con tutto ciò che ne deriva a livello di vita sociale e rapporti umani.

Apprendimento spontaneo

Se anche il modello della scuola a casa non vi convince e lo ritenete troppo restrittivo per i vostri pargoli, ecco affacciarsi la tendenza dell’unschooling, che si potrebbe tradurre come apprendimento spontaneo. In cosa consiste? In pratica si tratta semplicemente di non mandare i figli a scuola, di non farli studiare a casa, ma di inserirli naturalmente nei contesti sociali in modo che possano automaticamente apprendere le regole, senza forzature. Il risultato?

Secondo alcuni studi svolti da Alan Thomas e Harriett Pattison, dell’Università di Londra, l’apprendimento spontaneo avviene senza problemi tra i 5 e i 9 anni di età e riguarda sia le regole matematiche che le abilità di lettura e scrittura. In compenso gli unschooler sviluppano maggiore creatività, empatia e hanno una capacità di concentrazione elevata, tanto che università prestigiose come Yale o Harvard, destinano loro una quota di iscrizioni.

Si tratta indubbiamente di una scelta di vita estrema che comunque delega alla famiglia un ruolo educativo fondamentale. Per chi volesse saperne di più sulle basi scientifiche e pedagogiche, c’è il libro Io imparo da solo: l’apprendimento spontaneo e la filosofia dell’unschholing scritto da Elena Piffero, mamma che ha adottato questa filosofia, sembra con buoni risultati.