Bambino fa compiti scuola a casa

La scuola a casa o homeschooling è sempre più diffusa in America, mentre si affaccia anche l’apprendimento spontaneo. Perchè e con quali pro e contro tanti genitori scelgono di fare studiare i figli tra le mura domestiche?

La scuola a casa, detta anche educazione parentale o scuola familiare, inizia a diffondersi anche in Italia. Ma è l’America la vera patria dell’homeschooling o home education: già 2 milioni di bambini studiano a casa con mamma o papà seguendo programmi didattici dettati dalle autorità. La percentuale è in continuo aumento per una serie di motivi che cercheremo di capire in questo articolo, ma avanza anche l’unschooling, ovvero l’educazione lasciata nella mani dei bambini: con quali risultati?

La scuola a casa apparentemente non avrebbe ragione di esistere se la corretta gestione dell’apparato scolastico garantisse a tutti una educazione statale di buon livello. Spesso invece tutto è lasciato al caso e alla fortuna di capitare in istituti decenti con presidi, maestri e professori preparati e appassionati. Cosa che in teoria dovrebbe essere garantita dalla scuola privata, che in ogni caso non tutti si possono permettere per i costi troppo elevati.

Scuola a casa pro e contro

In realtà i problemi dell’educazione scolastica pubblica, specie negli Usa, sono solo uno dei motivi che spingono un numero sempre maggiore di genitori di tutto il mondo a scegliere l’homeschooling per i propri figli. Se mamma e papà si trasformano in maestri, oltre alla scarsa qualità dell’offerta didattica e alla richiesta di scuole molto religiose, è perchè i genitori hanno sempre più paura delle diversità e dei fenomeni di violenza e bullismo, specie nelle zone periferiche e malfamate.

La scuola a casa a prima vista ha molti limiti. Anche se il fine non è certo quella di fuggire ed isolarsi dal mondo, il primo rischio è tenere i ragazzi sotto una campana di vetro troppo a lungo. Ma i genitori che fanno questa scelta vogliono dare ai figli un’istruzione più attenta e ampia, oltre le convenzionali realtà di tutti i giorni. Ognuno a casa propria è libero di sperimentare percorsi alternativi alla classica istruzione accademica. Senza contare che spesso sono gli stessi insegnanti a scegliere questo percorso scolastico per i propri figli.

Scuola a casa in Italia

Malgrado tutto in America l’homeschooling secondo il National Home Education Research Institute, riguarda oltre 2 milioni di studenti. Un numero più che raddoppiato in soli 10 anni. Certamente per qualcuno non è una scelta saggia dato che a casa viene a mancare il primo e unico luogo di confronto per i figli nella difficile arte di arrangiarsi e di adattarsi alla vita. Ma molti genitori condividono lezioni di gruppo private anche con altri ragazzi. In ogni caso ad andare in questa direzione non ci sono solo mamme e papà americani.

La scuola a casa in Italia e Europa si sta diffondendo più lentamente, ma è un fenomeno in crescita. Secondo le stime studiano con i genitori 70 mila studenti in Inghilterra, 60 mila in Canada, 3 mila in Francia e 2 mila in Spagna. In Italia l’educazione familiare non è ancora così diffusa e forse c’è da rallegrarsene. Per ora riguarda un migliaio di ragazzi, ma già stanno nascendo i primi gruppi desiderosi di divulgare la nuova filosofia. Tra questi controscuola e il gruppo di educazione domestica e libertaria sono nati per condividere insieme ad altre famiglie percorsi ed esperienze diverse.

Pro e contro homeschooling

Voi sareste favorevoli o contrari? Tra i pro e i contro si possono elencare alcuni punti.

Vantaggi

  • Insegnamento religioso Libertà si stabilire tempi e modi.
  • Più tempo da dedicare ai figli e di approfondire i legami con la propria famiglia
  • Stabilità emotiva I figli sono messi al riparo da bullismo e competitività esasperata
  • Orari flessibili In poche ore a casa si ottengono risultati che a scuola richiedono giorni. Il resto del tempo è dedicato a gioco, sport o a imparare altre materie come la musica

Svantaggi

  • Un genitore non lavora Stare a casa ad insegnare ai figli è di per sè un lavoro.
  • Finanze famigliari Anche se non si paga la scuola privata, dedicare tutta la giornata al figlio è sicuramente un onere anche da un punto di vista economico
  • Sport a scuola Chi fa homeschooling non può entrare a far parte di circoli sportivi e gruppi scolastici con cui sicuramente possono nascere amicizie e legami
  • Diffidenza della gente Il diverso fa un pò paura. Molti genitori non accettano di buon grado le scelte di famiglie che educano i bambini a casa, con tutto ciò che ne deriva a livello di vita sociale e rapporti umani.

Unschooling e apprendimento spontaneo

Se anche il modello della scuola a casa non vi convince e lo ritenete troppo restrittivo per i vostri pargoli, ecco affacciarsi la tendenza dell’unschooling, che si potrebbe tradurre come apprendimento spontaneo. In cosa consiste? In pratica si tratta semplicemente di non mandare i figli a scuola, di non farli studiare a casa, ma di inserirli naturalmente nei contesti sociali in modo che possano automaticamente apprendere le regole, senza forzature. Il risultato? Secondo alcuni studi svolti da Alan Thomas e Harriett Pattison, dell’Università di Londra, l’apprendimento spontaneo avviene senza problemi tra i 5 e i 9 anni di età e riguarda sia le regole matematiche che le abilità di lettura e scrittura.

In compenso gli unschooler sviluppano maggiore creatività, empatia e hanno una capacità di concentrazione elevata, tanto che università prestigiose come Yale o Harvard, destinano loro una quota di iscrizioni. Si tratta indubbiamente di una scelta di vita estrema che comunque delega alla famiglia un ruolo educativo fondamentale. Per chi volesse saperne di più sulle basi scientifiche e pedagociche, c’è il libro Io imparo da solo: l’apprendimento spontaneo e la filosofia dell’unschholing scritto da Elena Piffero, mamma che ha adottato questa filosofia con buoni risultati.