Non solo forme e figure create dalla musica mediante algoritmi capaci di convertire la musica in colori, ora la musica acquista anche la terza dimensione e diventa scultura con le nuove stampanti in 3D.

Proprio oggi che la musica è diventata liquida, trasformatata in bit e stipata invisibile in qualche server lontano di iTunes o Spotify e non nelle nostre sale con cd in bella vista, qualcuno le vuole donare una nuova vita tattile. E’ il designer Lukasz Karluk che sta lavorando ad una serie di progetti per trasformare il suono. HoloDecks – Augmented Sound Sculpture si rifà ad una sorta di ponte ad ologrammi di fantascientifica memoria dell’universo di Star Trek, per visualizzare le onde sonore che vengono in primo luogo trasformate in un oggetto in 3D con il computer e poi in una scultura mediante una stampante in 3D. Il video dimostrativo rende bene l’idea del progetto e la forma scelta dal designer per rappresentare la visualizzazione del suono simile ad un occhio. Se l’idea dei colori della musica non è certo nuova dato che ne parlava già Isaac Newton prima di artisti e scienziati come Schonberg e Kandinskij, la musica in 3D secondo l’artefice del progetto mette la musica sotto una luce diversa, al di là delle onde invisibili o di una semplice forma su uno schermo, per esplorare una nuova libertà della dimensione.