scultura classica

Scolpire, modellare, creare e assemblare è sempre stata una perogativa dell’uomo fin dalla presistoria. La scultura nasce dalla costruzione di oggetti tridimensionali o utensili e poi diventa gesto creativo consapevole per esprimere pensieri ed emozioni. Esistono sculture di qualsiasi forma o dimensione di carattere sacro o puramente estetico, le statue monumentali e gli oggetti di design moderno.

Dall’uomo di Neanderthal passando da Michelangelo fino alle macchine a controllo numerico, ogni epoca preistorica, classica, gotica, rinascimentale o moderna è ricca di scultori incredibili che hanno realizzato opere su commisione per papi, re, imperatori e tiranni di ogni specie. C’è la scultura evocatrice di significati religiosi e mistici e quella imperiale, quella che esprime potere e gloria e che comunica messaggi politici come la Statua della Libertà.

Origine della scultura

Quando parliamo di scultura come arte antica è perchè sulle alture del Golan è stata ritrovata una statuetta basaltica denominata Venere di Berekhat Ram che potrebbe risalire a 230 mila anni fa. L’Uomo Leone è il primo esempio di scultura figurativa intagliata in avorio e dovrebbe risalire a circa 40 mila anni fa. Ci sono poi le veneri di epoca paleolitica realizzate con pietre, ossa di mammut o argilla ritrovate in tutta Europa.

Sono del periodo mesolitico (10.000 – 4.000 a.C) ritrovamenti di statuette in ceramica come Il pensatore di Cernavoda che testimoniano l’evoluzione della lavorazione della pietra sia per scopi utilitaristici che nella produzione artistica. All’era neolitica (4.000-2.000 a.C.) fanno riferimento le statuette ritrovate nell‘antico Egitto dove le tecniche costruttive anche in ambito architettonico diventano sempre più sofisticate, fino ad assumere un ruolo di strumento di potere monumentale per i sovrani.

Nella scultura greca classica si arriva alla raffigurazione umana realistica imitata dagli antichi romani e ripresa nel Rinascimento italiano da artisti come Michelangelo e Donatello. Nelle varie epoche in tutto il mondo ci sono esempi di scultura (celtica, cinese, indiana, bizantina) con tecniche, materiali e soggetti in continua evoluzione. Nel medioevo in Europa la costruzione di nuove chiese ha dato nuovo impulso all’arte della scultura che con la pittura era uno strumento di ispirazione per i fedeli.

Barocco e neoclassicismo

Sempre in ambito ecclesiastico la scultura barocca (1600-1700) è utilizzata insieme ad architettura, pittura e musica come forma di linguaggio grandioso e drammatico per stupire i fedeli. Basti pensare a Piazza San Pietro a Roma dell’architetto scultore Bernini (1598-1680), mentre un rococò più leggero nel secolo successivo si diffonde in tutta Europa e anticipa la scultura più severa del neoclassicismo di cui Antonio Canova (1757-1822) è tra i principali interpreti.

Scultore e pittore veneto Canova (1757-1822) è il primo artista moderno precursore di una concezione dinamica della forma nello spazio che avrà così tanto seguito nello sviluppo della scultura contemporanea. La danza e la musica giocano un ruolo fondamentale nel fare rivivere l’arte classica della grecia antica con una poetica fatta di grazia e leggerezza. Oltre a essere un grande appassionato di musica e assiduo frequentatore di teatri, era un amico del coreografo e ballerino Carlo Blasis, maestro di danza alla Scala di Milano.

Diversi i suoi capolavori sono tesi a catturare il movimento: la celebre Tersicore, la statua in movimento di Orfeo e la versione di Ebe, Dea greca dell’eterna giovinezza, rappresentata su una nuvola a sottolineare ancora una volta il motivo del movimento legato alla figura in volo. La perfezione della scultura è nelle diverse versioni della Danzatrice, da quella con le mani sui fianchi, a quella col dito sul mento. Interessante è scoprire come questa passione giochi un ruolo fondamentale nella poetica di Canova e di diversi artisti dell’Ottocento, prima fra tutti Francesco Hayez.

Scultori più famosi

Alcuni dei più famosi e importanti scultori della storia sono italiani. Sia che si trattasse di modellare bronzo, pietra, legno e terracotta, niente era impossibile nelle loro mani. Basti pensare al David in bronzo di Donatello (1386-1466), fiorentino e più grande scultore del primo rinascimento. Al David o alla pietà di Michelangelo (1475-1564), opere che insieme ai quadri lo hanno reso uno dei più importanti artisti del mondo.

Di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) è impossibile non ammirare la leggerezza con la quale ha scolpito nel marmo figure come quelle di Apollo e Daphne. Oppure arrivando più verso i nostri giorni pensiamo ai bronzi di Auguste Rodin (1840-1917) o al bacio di Constantin Brancusi (1876-1957). Ma tanti altri ce ne sono nella storia dell’arte greca e romana, fino ad arrivare ad oggi.

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Scultura moderna e contemporanea

Finito il mecenatismo della chiesa, contrariamente a quanto accade nella pittura moderna, il diciannovesimo secolo non è un periodo d’oro per la scultura. In Europa gli scultori venivano assoldati da re, vescovi e governanti per realizzare monumenti e opere commemorative come possono essere la Statua della Libertà dello scultore francese Auguste Bartholdi (1834-1904). Tra i nomi più noti un altro francese, Augusto Rodin (1840-1917) che ha conquistato grande fama modellando il bronzo.

Come nella pittura il cubismo di Pablo Picasso stravolge le forme, nella scultura ci sono Constantin Brancusi (1876-1957), Umberto Boccioni (1882-1916), Marcel Duchamp (1887-1968) e Alexander Archipenko (1887-1964) ad utilizzare nuovi materiali per creare forme astratte. Negli anni successivi ci sono sculture che fanno uso di meccanismi come nell’arte cinetica, o realizzate assemblando oggetti, piuttosto che neon fluorescenti o pezzi di automobili per un arte surrealista che si trasfromerà in pop art negli anni ’60.

Dalla pop art al minimalismo, nel novecento la scultura contemporanea è sperimentazione e quando non bastano più le sale dei musei o le gallerie, si utilizza il paesaggio e nasce la land art con le opere di artisti come Robert Smithson (1938-73). Nei musei la scultura invece perde il tratto puramente estetico e diventa installazione come le opere di Anish Kapoor, Damien Hirst o lo stesso Maurizio Cattelan, autore di un wc d’oro 18 carati per il Guggenheim di New York.

Sculture di canzoni in 3d

Perfino la musica oggi acquista una terza dimensione e diventa scultura con le nuove stampanti in 3D. Il progetto HoloDecks – Augmented Sound Sculpture si rifà ad una sorta di ponte ad ologrammi di fantascientifica memoria dell’universo di Star Trek, per visualizzare le onde sonore che vengono in primo luogo trasformate in un oggetto in 3D con il computer e poi in una scultura.

Il video rende bene l’idea del progetto e la forma scelta dal designer per rappresentare la visualizzazione del suono simile ad un occhio. Se l’idea dei colori della musica non è certo nuova dato che ne parlava già Isaac Newton prima di artisti e scienziati come Schonberg e Kandinskij, la musica in 3D mette la musica sotto una luce diversa, al di là delle onde invisibili o di una semplice forma su uno schermo, per esplorare una nuova libertà della dimensione.