L’importanza della scrittura a mano libera nell’era digitale, tra benefici cognitivi, emotivi e sociali. Le sfide per preservare questa arte antica e preziosa che rappresenta le identità, fa bene alla memoria, stimola il pensiero creativo e libera dallo stress

La scrittura a mano è un’arte antica che negli ultimi anni ha perso un po’ di terreno a causa della crescente digitalizzazione e dell’uso di pc e smartphone. Ma sottovalutare il potere dello scrivere a mano sarebbe un errore. Digitare su tastiere elettroniche o dispositivi touch screen e comunicare solo con il linguaggio dei simboli rischia di impoverirci con idee e contenuti standardizzati.

La scrittura a mano libera lega da millenni linee e pensieri con ritmo e musicalità, donando forma ai pensieri. Con l’abbandono del corsivo anche la creatività in generale rischia di essere sminuita, livellata a semplice segno senza identità. Sarà vero? Scopriamolo in questo articolo partendo dall’inizio, esplorando la storia dello scrivere a mano e la sua importanza non solo sul piano culturale ma anche su quello del benessere.

Indice

Storia della scrittura a mano

L’origine della scrittura a mano si perde nella notte dei tempi. Circa 6000 anni fa si cominciarono ad utilizzare i simboli e un sistema di segni per comunicare. Nel corso dei millenni a mano si sono scritti patti, guerre, invenzioni, mappe e studi che hanno fatto progredire la società. Nella storia della scrittura esistono molti stili calligrafici, ma lo stile d’eccellenza è il corsivo: la prima calligrafia dello scrivere a mano seguendo un tratteggio veloce e inclinato che unisce le lettere.

Ancora oggi lo stile di scrittura a mano corsivo, il cosiddetto Italico, è il più utilizzato. Si presta a moltissime varianti e nel quotidiano è il metodo più veloce. La scrittura in corsivo non è solo un modo per dare forma ai pensieri, ma è un segno di identità personale. I Sumeri 6000 anni fa crearono le prime scuole per insegnare a scrivere, passando dai simboli sui papiri dell’Antico Egitto all’alfabeto greco, e oggi si insegna ai bambini.

Una buona calligrafia è da sempre sinonimo di eleganza e viene associata con l’intelligenza e la virtù. Insegnare a scrivere ad un bambino a scuola con bella calligrafia significa insegnare l’ordine e l’educazione. Impugnare una penna e muoverla con grazia lasciando dei bei segni puliti e controllati su un foglio non è semplice e innato, ma è frutto di impegno ed educazione che l’istruzione scolastica dovrebbe dare.

La scrittura a mano è stata una parte essenziale della comunicazione umana per secoli ma il solo sapere scrivere è stato anche un modo per distinguersi. Uno status che fino all’avvento della scuola obbligatoia nel ‘900, era riservato solo a ricchi e benestanti. Nel 1874 è stata inventata la prima macchina da scrivere e la pratica della dattilografia ha cominciato a cambiare le carte in tavola. Oggi privilegiamo il rapporto con le tastiere QWERTY ma facciamo bene?

L’importanza della scrittura a mano

Scrivere a mano è una antica arte che anche nell’era tecnologica non può essere sottovalutata, anche se la scrittura in bella grafia è un fatto superato dalla automaticità cognitiva delle tastiere. Trasmettere idee e informazioni a mano con pratica e pazienza, è un mezzo di espressione personale. Permette di mettere stile e personalità su carta, il che può essere difficile da replicare con i mezzi digitali.

Fare fluire i pensieri il più in fretta possibile sembra un traguardo liberatorio indotto dalla tecnologia. In realtà c’è una relazione molto stretta tra i tempi del pensiero e quelli della scrittura. Un bambino che impara a scrivere a mano libera correttamente e in bella grafia ha anche maggiore consapevolezza comportamentale e maggiore manualità. Ma le differenze esistono anche e soprattutto per gli adulti.

Fermare le parole su un foglio usando una penna o scrivere un messaggio con lo smarphone sui social è molto diverso. La lentezza aiuta a memorizzare e a selezionare gli argomenti più importanti, tanto che alcuni professori impongono agli studenti di prendere appunti con carta e penna piuttosto di utilizzare smartphone e tablet. Rivalutare la scrittura a mano è una vera scuola di pensiero diffusa in tutto il mondo.

Grafologia e psicologia del tratto

Ogni persona ha uno stile di scrittura unico, che riflette il suo carattere, il suo umore e il suo atteggiamento. La grafologia è la disciplina che si occupa di analizzare la scrittura a mano per scoprire i tratti psicologici di chi scrive. Ha origini antiche e nasce da una branchia della fisiognomica che con Cesare Lombroso ha avuto il suo massimo esponente nel 1800. Anche se non è una scienza esatta, può fornire spunti interessanti sulla nostra personalità e su quella degli altri.

Ad esempio se una scrittura grande indica sicurezza e estroversione, chi scrive caratteri piccoli denota timidezza e introversione. Una scrittura inclinata verso destra suggerisce affettività e emotività, mentre inclinata verso sinistra rivela riservatezza e razionalità. Malgrado questu studi non siano validati scientificamente, la perizia calligrafica fondamentale quando si vuole validare un documento.

In Italia uno dei massimi esponenti del settore é Girolamo Moretti che ha coniato un metodo originale per interpretare i segni della scrittura in maniera precisa e definire la personalità dell’autore. Oggi ci sono associazioni come la Smed o l’Associazione Calligrafica Italiana che propongono corsi ed eventi su scrittura a penna e grafologia per gli appassionati dell’argomento.

Benefici dello scrivere a mano

Scrivere a mano è un’attività complessa che coinvolge diverse aree del cervello. Quando scriviamo a mano, dobbiamo coordinare la vista, il tatto, il movimento e il pensiero. Questo richiede una maggiore attenzione e concentrazione rispetto alla scrittura al computer o al cellulare, dove basta premere dei tasti. Inoltre si attiva la parte del cervello deputata alla percezione spaziale, che ci aiuta a orientarci nello spazio e a rappresentare le forme.

Il solo gesto dello scrivere a mano lega da millenni linee e pensieri con ritmo e musicalità, donando leggerezza e personalità alle idee. Ciò ha un effetto positivo sulla nostra capacità di visualizzare le idee e di risolvere i problemi. Non è solo una questione di eleganza o lessico, ma è un vero esercizio che necessita di una certa destrezza. La pressione della penna esercitata sul foglio fin dall’infanzia sviluppa capacità motorie, scioltezza ma anche creatività.

Diversi studi hanno dimostrato che gli studenti che prendono appunti a mano hanno una migliore ritenzione e comprensione delle lezioni rispetto a quelli che usano il computer. Nella scrittura a mano libera si crea una connessione tra gesto e significato, che rinforza la traccia mnemonica. Elaborare le informazioni in modo più profondo, selezionando le idee principali e organizzandole in modo logico, facilita il ripasso, in quanto possiamo rileggere i nostri appunti con più facilità e aggiungere delle annotazioni o dei disegni.

Utilizzare una penna su un foglio di carta aumenta la concentrazione, favorisce la creatività e migliora l’utilizzo del linguaggio. Scrivere a mano allontana lo stress, libera la mente e obbliga a riflettere su quello che si vuole scrivere. E’ proprio l’atto di scrivere che aiuta a seguire un tracciato personale, a riversare sulla carta le proprie sensazioni a chiarire la situazione del momento. Ad esempio su un diario su cui annotare quotidianamente pensieri e sensazioni.

Scrivere a mano nel modo migliore

Per trarre il massimo beneficio dalla scrittura a mano, è importante seguire alcune buone pratiche. Innanzitutto bisogna scegliere un ambiente tranquillo e confortevole, dove possiamo concentrarci e non essere disturbati. Poi bisogna adottare una postura corretta, sedendosi dritti e appoggiando bene la schiena e i piedi. Bisogna tenere la carta o il quaderno in modo che sia inclinato di circa 20 gradi rispetto alla linea orizzontale, per facilitare il movimento della mano.

La penna o la matita si tengono in modo ben saldo tra il pollice e l’indice, ma senza stringerla troppo. Per migliorare la qualità della nostra scrittura a mano, possiamo anche fare degli esercizi specifici. Ad esempio scrivere frasi o testi usando diverse dimensioni, forme e stili di caratteri. Oppure delle parole o delle lettere seguendo dei modelli o dei tracciati. Questi esercizi ci aiutano a sviluppare la coordinazione motoria, la precisione e la fluidità della scrittura.

Cosa usare per scrivere a mano

Per scrivere a mano, possiamo usare diversi strumenti, a seconda delle nostre preferenze e delle nostre esigenze. Oltre allo strumento per scrivere, è importante scegliere anche il supporto su cui scrivere. Possiamo usare della carta comune o dei quaderni di varie dimensioni e tipologie. Oppure supporti digitali, come dei tablet o dei notebook che ci permettono di scrivere a mano usando una penna apposita o il dito.

La penna a sfera è lo strumento più diffuso e pratico per la scrittura a mano libera, in quanto scrive su quasi tutte le superfici e non sbava. Tuttavia richiede una certa pressione sulla carta e può causare affaticamento della mano. La penna a gel è simile alla penna a sfera, ma ha un inchiostro più fluido e brillante. Scrive con più facilità e offre una maggiore varietà di colori. Però può sbavare se non si asciuga bene e può finire presto.

La penna a stilografica è lo strumento più elegante e raffinato, che dà un tocco di classe alla scrittura. Ha un inchiostro liquido che scorre dalla punta metallica e che si adatta al gesto della mano. Permette di scrivere con meno pressione e più armonia. Richiede una certa abilità e cura, in quanto può macchiare o graffiare la carta se non si usa bene.

Infine per scrivere a mano si può usare la matita: è lo strumento più semplice e versatile, che si presta sia alla scrittura che al disegno. Ha una mina di grafite che si consuma con l’uso e che si può temperare o sostituire. Permette disegnare tratti leggeri e di cancellare gli errori. Però, può sbiadire o cancellarsi con il tempo e lasciare delle tracce sulle dita o sulla carta.

Il futuro della a scrittura a mano

I gesti armoniosi dello scrivere a mano libera non hanno nulla a che vedere con i dittafoni di Google. Eppure tra lavagne elettroniche e supporti digitali la tecnologia aumenta anche nelle scuole pubbliche di ogni grado. In Italia la bella scrittura si considera sempre meno ma anche le attività manuali alternative sono poche. Molti genitori o insegnanti l’hanno dimenticata ma soprattutto non la considerano davvero importante.

Alcuni paesi hanno invece capito il pericolo legato alla perdita della capacità di scrivere e sono ricorsi a misure preventive. In Gran Bretagna alcuni istituti hanno ripreso ad usare la penna stilografica per costringere gli studenti a imparare la bella scrittura in corsivo. La perdita della grafia con cosa si sostituisce? In alcune nazioni l’abbandono della scrittura a penna è stato sostituito da attività manuali come disegno, scultura e musica.

Se l’utilizzo dello smartphone nei giovani sta provocando molti problemi e le dipendenze dalla tecnologia riguardano sempre più adulti, riscoprire la scrittura a mano potrebbe essere un modo per affrontare la progressiva perdità di sensibilità di un uomo troppo connesso. Scrivere è molto più di una semplice abilità; è un’arte che offre benefici cognitivi, emotivi e creativi che ci connette con noi stessi e con il nostro mondo in modo unico e preziosi. Non lasciamola andare perduta.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un imprenditore online, musicista, produttore e blogger. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. È il fondatore di Bintmusic.it, si occupa di comunicazione e scrive articoli di musica e dintorni, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.