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Dopo una prima serata soddisfacente con il 45,93% di ascolti, nella seconda serata con l’effetto nostalgia Sanremo 2014 crolla al 33.52% di share, un risultato che non si vedeva dal 2008 con Pippo Baudo. Ripartono le cannonate contro Fazio e le polemiche su compensi ai conduttori e costi del Festival.

Dopo essere stata previsto anche dai bookmakers e non certo contrastata da uno spettacolo esagerato quanto a ritmo e idee, la crisi per Sanremo è arrivata puntuale insieme alla conferma che il pubblico davanti alle quasi 80 enni sorelle Kessler cambia canale e non è sufficiente la poesia di una Franca Valeri, le canzoni di Claudio Baglioni, di Renzo Arbore e degli altri spaesati big a risollevare le sorti di un Festival che nella seconda serata ha raccolto una media di 7 milioni 711 mila spettatori con un picco nella prima parte di quasi 9 milioni, mentre nella terza 7 milioni e 637 mila spettatori con il 34,94% di share contro 10 milioni e 700 mila spettatori e il 42,5% di share dell’anno scorso.

Significa avere perso per strada 3 milioni e passa di spettatori, circa il 9% in meno del 2013, risultati troppo bassi per soddisfare chi nel Festival ha investito molto ritrovandosi dati simili a quelli del 2008 con Pippo Baudo. Nell’ambiente dello spettacolo, che come è noto pullula di amicizie sincere, poca invidia e zero astio, saranno in molti a brindare paventando presunte incapacità nell’organizzazione e nella scelta dei collaboratori, ma la polemica si è già spostata anche sui compensi e sui costi che servono a mandare avanti un baraccone che non solo non sembra in grado di rendere economicamente, ma fa pure perdere soldi alla Rai, allo stato e quindi ai cittadini.

Tra compensi ai presentatori, ospiti e costi fissi, il Festival infatti è in perdita da molti anni di circa 1 milione a puntata e i 20 milioni raccolti nel 2014 tra pubblicità e sponsorizzazioni, un record assoluto, evidentemente coprono solo in parte l’evento. Ma a parte colleghi rancorosi, politici e giornalisti di parte che corrono a farsi pubblicità sulle disgrazie altrui – Fazio è ritenuto di sinistra – c’è anche il Codacons che insieme alle Associazione Utenti Radiotelevisivi si chiede come sia possibile che il presentatore abbia portato in scena uno spettacolo così deludente, tanto da paventare una richiesta formale di risarcimento a lui e a Luciana Littizzetto che per rispetto verso i consumatori dovrebbero restituire almeno parte del maltolto…