Ragazzo copre orecchie nel rumore di una fabbrica

L’inquinamento acustico delle città è un problema grave. Il rumore fa male alla salute e fa invecchiare causando stress, cardiopatie, disturbi neurovegetativi e del sonno, ritardi nell’apprendimento, favorendo anche la diffusione di virus

Quando si parla di danni del rumore sulla salute tutti pensano all’udito. C’è del vero, tanto che le persone con problemi uditivi nel mondo sono 590 milioni e nel 2050 si stima saranno 900 milioni. Ma l’inquinamento acustico è responsabile di svariate patologie a carico di altri organi, tanto che di rumore si può anche morire. Secondo varie ricerche dell’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, il 3% dei decessi in Europa per infarto sono provocati da una prolungata esposizione ai rumori.

I danni del rumore possono essere anche inaspettati. L’effetto secondario dell’alzare la voce nei luoghi chiusi più rumorosi e affollati è ad esempio un maggiore trasmissione dei virus. Studi effettuati durante l’epidemia di Coronavirus hanno appurato che l’emissione di particelle che possono trasmettere malattie ed influenze aumenta esponenzialmente parlando ad alto volume. Diminuendo di 6 decibel l’intensità del tono della voce si riduce la probabilità di infettare i presenti allo stesso modo che raddoppiando la ventilazione nella stanza.

Conseguenze rumore sulla salute

I focolai di infezione da Coronavirus negli impianti di lavorazione della carne potrebbero quindi dipendere anche dal rumore degli ambienti, mentre in bar o ristoranti diventa pericolosa la presenza di sottofondi musicali troppo alti. Gli studiosi del Karolinska Institute di Stoccolma invece si sono soffermati sugli effetti del rumore sull’apparato cardiocircolatorio. Vivere in zone particolamente rumorose infatti aumenta il rischio di infarto cardiaco. Il gruppo di studiosi svedesi capitanati dal professor Goeran Pershagen ha preso in esame oltre 1.500 persone colpite da infarto nel periodo 1992-94 confrontandole con 2000 cittadini di Stoccolma residenti in varie zone della città.

Tra le varie situazioni di rischio analizzate per ogni indirizzo di residenza, è stato studiato in particolar modo il livello di rumore in decibel presente nelle case dei pazienti presi in esame. Il risultato sembra non lasciar dubbi: i ricercatori hanno verificato che la probabilità di avere un infarto aumenta del 40% con un livello di rumore superiore ai 50 decibel. Un livello molto, basso, considerando i rumori in cui normalmente siamo immersi ogni giorno.

Quanto rumore ci circonda?

In città come Milano e Roma i livelli di rumore diurno rilevati per strada sono di 70-80 db. Il problema non è certo solo italiano: in Europa sono 210 milioni le persone che vivono costantemente sopra la soglia dei 55 db, in casa, per strada, al lavoro. Per non essere pericoloso al cuore il rumore dovrebbe essere inferiore ai 50 decibel secondo questo schema:

< 45 db: zona di benessere.
> 55 db: rumore fastidioso.
> 85 db: forti effetti nocivi.

Secondo l’Oms la soglia di 42 db non dovrebbe essere superata per avere un buon sonno, mentre 35 db è il limite per evitare problemi di tipo nervoso. Il frastuono aumenta anche il rischio di obesità ma, giusto per avere un’idea, già il livello di una normale conversazione è sui 40-60 db. Quindi per entrare nella zona pericolosa non serve infilarsi le cuffiette ascoltando canzoni ad alto volume e nemmeno andare in discoteca, dove la musica può arrivare a superare la soglia del dolore di 110-120 db.

Più in generale questi sono i livelli di decibel mediamente riscontrati nei vari ambienti interni ed esterni del nostro vivere quotidiano:

  • Ospedale: 35
  • Biblioteca: 40
  • Zona pedonale: 45
  • Appartamento finestre chiuse: 40
  • Appartamento finestre aperte: 50
  • Parco: 55
  • Ufficio: 60
  • Pensilina Tram: 75
  • Strada: 80/90
  • Fabbrica: 85
  • Ferrovia: 85
  • Metropolitana: 90
  • Cuffie smartphone (max): 100
  • Discoteca: 110

Rumore fa male alla mente

La lista delle conseguenze negative del rumore è lunga e in caso di esposizioni prolungate, provoca gravi forme di malessere legate a tachicardia, nausea, alterazioni del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi, quando non diventa addirittura una vera e propria minaccia diretta per l’udito. Alcuni gestori di locali tendono ad alzare il volume musicale per aumentare i consumi ma con gravi rischi per i clienti. Il problema è che se fino ad ora è stato dimostrato come il rumore fa male alla salute degli organi, alcune ricerche ora si concentrano sui pericoli per la mente.

Gli effetti psicologici del frastuono sono molto frequenti e in grado di generare stress, aggressività, emicrania, capogiri, inappetenza, difficoltà di concentrazione, insonnia. Un recente studio pubblicato da Environmental Health Perspectives, ha evidenziato ad esempio come l’inquinamento acustico è un problema che riguarda direttamente la salute mentale. Lo studio ha rilevato che le persone che vivono in aree con traffico intenso hanno il 25% di probabilità in più di essere colpiti da depressione rispetto alle persone che vivono in quartieri più tranquilli.

Il rumore notturno fa dormire male, cancella il sonno profondo e la fase ‘Rem’, causando l’insonnia. I dati raccolti da una ricerca dell’Istituto di Medicina del Lavoro di Trieste parlano chiaro: le farmacie che operano nei quartieri dove il livello sonoro notturno è compreso tra i 55 e i 75 decibel vendono una quantità di sonniferi e tranquillanti doppia o addirittura tripla rispetto alla media. Uno studio effettuato su 96 città italiane dice che la rumorosità notturna è superiore ai livelli massimi di tollerabilità per l’orecchio umano nel 98% delle aree urbane. La conseguenza? Nel futuro in Italia ci saranno più sordi che anziani.

Ridurre rumori delle città

Difendersi dai rumori nelle città sarebbe possibile solo attraverso interventi mirati sul traffico, o con l’utilizzo di materiali fono assorbenti nelle strade. Di tutto ciò poco o nulla viene fatto, anche perchè, come dicevamo, le amministrazioni sono già alle prese con il problema irrisolto dello smog, mentre i materiali fin qui utilizzati non sembrano poter risolvere il problema efficacemente.

Nelle grandi città è fondamentale proteggersi dal rumore dotando le finestre di doppi vetri fonoisolanti, con i dovuti distinguo. Alcuni studi hanno evidenziato ad esempio che i famosi “doppi vetri” in sè non presentano vantaggi dal punto di vista acustico. Un vetro singolo con lo stesso spessore di due vetri ha lo stesso potere fonoisolante, a meno che tra i due vetri non ci sia una intercapedine d’aria di almeno 20 cm o un gas pesante come l’SF6 (esafluoruro di zolfo). Maggiore potere fonoisolante ha il vetro stratificato, realizzato unendo due o più strati di vetro alternati ad un foglio plastico.

Materiali speciali si studiano per silenziare le metropoli. Ricercatori del politecnico di Valencia sembra abbiano inventato un particolare “cristallo sonico” costituito da piccolissimi cilindri di molecole in grado di porre una vera barriera alle onde sonore. Se verrà commercializzato questo particolare mantello anti-rumore forse potrà isolare le case. Purtroppo non educherà i cittadini al silenzio, altro aspetto fondamentale del problema che non riguarda solo il rapporto tra rumore e salute, ma tra cultura, società e stili di vita.

Educare al silenzio

Cosa fare per sconfiggere il rumore? Il primo passo è sensibilizzare i più giovani sui rischi della musica ad alto volume. Un’indagine dell’Università di Boston dimostra che tra chi ascolta musica con lettori mp3 e smartphone, ben un quarto tiene il volume ad un livello molto superiore alla soglia raccomandata. In questo caso il rischio per l’udito esiste davvero, dato che numerosi dispositivi per ascoltare musica hanno una capacità di suono di 91/121 decibel che diventano 139 db con gli auricolari: il rumore di un aereo al decollo.

Educare al silenzio è un altro aspetto del rumore. Oltre a studiare nuovi materiali, sarebbe fondamentale insegnare alle persone che il rispetto per se stessi e per gli altri comincia dall’educazione. Abbassare il volume del televisore, ascoltare musica a basso volume, non gridare quando si parla al telefono nello scompartimento di un treno, sono cose facili e che fanno vivere meglio. Poi magari si potrebbe abbassare il tono della voce nelle conversazioni e imparare ad ascoltare gli altri. Fino a che un bel giorno si comincerà ad apprezzare il silenzio come vero lusso da regalare e diffondere.