Ragazza alla finestra sente rumore cittadino

Il rumore fa male alla salute e l’inquinamento acustico per le grandi città è un problema pari a quello dell’aria. Causa stress, cardiopatie, disturbi neurovegetativi e del sonno, ritardi nell’apprendimento e fa invecchiare

Quando si pensa a come il rumore fa male alla salute tutti pensano ai danni all’udito. C’è del vero, tanto che le persone con problemi uditivi nel mondo sono 590 milioni e nel 2050 si stima saranno 900 milioni. Ma l’inquinamento acustico è responsabile di altrettante patologie a carico di altri organi. Basti pensare che di rumore si può anche morire: secondo uno studio dell’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità il 3% dei decessi in Europa per infarto è provocato da una prolungata esposizione ai rumori.

Quanto rumore ci circonda? Tanto per fare un esempio, in città come Milano e Roma per strada i livelli di rumore diurno rilevati sono di 70-80 db. Il problema non è certo solo italiano: in Europa sono 210 milioni le persone che vivono costantemente sopra la soglia dei 55 db, in casa, per strada, al lavoro. Difendersi dai rumori nelle città è possibile solo attraverso interventi mirati sul traffico, o con l’utilizzo di materiali fono assorbenti nelle strade. Di tutto ciò poco o nulla viene fatto, anche perchè, come dicevamo, le amministrazioni sono già alle prese con il problema irrisolto dello smog e d’altronde i materiali fin qui utilizzati non sembrano poter risolvere il problema efficacemente.

Quanto rumore fa male alla salute?

Per non essere pericoloso per il cuore il rumore dovrebbe essere inferiore ai 50 decibel. Sempre secondo l’Oms, per avere un buon sonno la soglia di 42 db non dovrebbe essere superata, mentre 35 db è il limite per evitare problemi di tipo nervoso. Il frastuono aumenta anche il rischio di obesità e, tanto per avere un’idea, il livello di una conversazione è sui 40-60 db. Quindi per entrare nella zona pericolosa non serve infilarsi le cuffiette ascoltando canzoni ad alto volume e nemmeno andare in discoteca, dove la musica può arrivare alla soglia del dolore di 110-120 db.

Rumori città diurni espressi in db

< 45 db: zona di benessere.
> 55 db: rumore fastidioso.
> 85 db: forti effetti nocivi.

  • Ospedale: 35
  • Biblioteca: 40
  • Zona pedonale: 45
  • Appartamento finestre chiuse: 40
  • Appartamento finestre aperte: 50
  • Parco: 55
  • Ufficio: 60
  • Pensilina Tram: 75
  • Strada: 80/90
  • Fabbrica: 85
  • Ferrovia: 85
  • Metropolitana: 90
  • Cuffie smartphone (max): 100
  • Discoteca: 110

Conseguenze rumore salute

Gli studiosi del Karolinska Institute di Stoccolma si sono soffermati sugli effetti del rumore sull’apparato cardiocircolatorio e sono giunti alla conclusione che vivere in zone particolamente rumorose aumenta il rischio di infarto cardiaco. Il gruppo di studiosi svedesi capitanati dal professor Goeran Pershagen ha preso in esame oltre 1.500 persone colpite da infarto nel periodo 1992-94 confrontandole con 2000 cittadini di Stoccolma residenti in varie zone della città.

Tra le varie situazioni di rischio analizzate per ogni indirizzo di residenza, è stato studiato in particolar modo il livello di rumore in decibel presente nelle case dei pazienti presi in esame. Il risultato sembra non lasciar dubbi: i ricercatori hanno verificato che la probabilità di avere un infarto aumenta del 40% con un livello di rumore superiore ai 50 decibel. Un livello molto, basso, considerando il limite di 42 db che abbiamo visto citare dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per avere un buon sonno.

Rumore fa male alla mente

La lista delle conseguenze negative del rumore è lunga e in caso di esposizioni prolungate, provoca gravi forme di malessere legate a tachicardia, nausea, alterazioni del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi, quando non diventa addirittura una vera e propria minaccia diretta per l’udito. Il problema è che se fino ad ora è stato dimostrato come il rumore fa male alla salute degli organi, alcune ricerche ora si concentrano sui pericoli per la mente.

Gli effetti psicologici del frastuono sono molto frequenti e in grado di generare stress, aggressività, emicrania, capogiri, inappetenza, difficoltà di concentrazione, insonnia. Un recente studio pubblicato da Environmental Health Perspectives, ha evidenziato ad esempio come l’inquinamento acustico è un problema che riguarda direttamente la salute mentale. Lo studio ha rilevato che le persone che vivono in aree con traffico intenso hanno il 25% di probabilità in più di essere colpiti da depressione rispetto alle persone che vivono in quartieri più tranquilli.

Il rumore notturno fa dormire male, cancella il sonno profondo e la fase ‘Rem’, causando l’insonnia. I dati raccolti da una ricerca dell’Istituto di Medicina del Lavoro di Trieste parlano chiaro: le farmacie che operano nei quartieri dove il livello sonoro notturno è compreso tra i 55 e i 75 decibel vendono una quantità di sonniferi e tranquillanti doppia o addirittura tripla rispetto alla media. Uno studio effettuato su 96 città italiane dice che la rumorosità notturna è superiore ai livelli massimi di tollerabilità per l’orecchio umano nel 98% delle aree urbane. La conseguenza? Nel futuro in Italia ci saranno più sordi che anziani.

Rimedi contro rumore

Doppi vetri Nelle grandi città è fondamentale proteggersi dal rumore dotando le finestre di vetri fonoisolanti, con i dovuti distinguo. Alcuni studi hanno evidenziato ad esempio che i famosi “doppi vetri” in sè non presentano vantaggi dal punto di vista acustico. Un vetro singolo con lo stesso spessore di due vetri ha lo stesso potere fonoisolante, a meno che tra i due vetri non ci sia una intercapedine d’aria di almeno 20 cm o un gas pesante come l’SF6 (esafluoruro di zolfo). Maggiore potere fonoisolante ha il vetro stratificato, realizzato unendo due o più strati di vetro alternati ad un foglio plastico.

Materiali speciali si studiano per silenziare le metropoli. Ricercatori del politecnico di Valencia sembra abbiano inventato un particolare “cristallo sonico” costituito da piccolissimi cilindri di molecole in grado di porre una vera barriera alle onde sonore. Se verrà commercializzato questo particolare mantello anti-rumore forse potrà isolare le case. Purtroppo non educherà i cittadini al silenzio, altro aspetto fondamentale del problema che non riguarda solo il rapporto tra rumore e salute, ma tra cultura, società e stili di vita.

Educazione contro rumore

Cosa fare per sconfiggere il rumore? Il primo passo è sensibilizzare i più giovani sui rischi della musica ad alto volume. Un’indagine dell’Università di Boston dimostra che tra chi ascolta musica con lettori mp3 e smartphone, ben un quarto tiene il volume ad un livello molto superiore alla soglia raccomandata. In questo caso il rischio per l’udito esiste davvero, dato che numerosi dispositivi per ascoltare musica hanno una capacità di suono di 91/121 decibel che diventano 139 db con gli auricolari: il rumore di un aereo al decollo.

Educare al silenzio è un altro aspetto del rumore. Oltre a studiare nuovi materiali, sarebbe fondamentale insegnare alle persone che il rispetto per se stessi e per gli altri comincia dall’educazione. Abbassare il volume del televisore, ascoltare musica a basso volume, non gridare quando si parla al telefono nello scompartimento di un treno, sono cose facili e che fanno vivere meglio. Poi magari si potrebbe abbassare il tono della voce nelle conversazioni e imparare ad ascoltare gli altri. Fino a che un bel giorno si comincerà ad apprezzare il silenzio come vero lusso da regalare e diffondere.