rumore e salute

Che rapporto c’è tra rumore e salute? Nelle grandi città spesso si parla di qualità dell’aria ma raramente di inquinamento acustico. Eppure causa dipendenza, cardiopatie, disturbi neurovegetativi e del sonno, stress, ritardi nell’apprendimento e invecchiamento precoce…

Quando si parla del rapporto tra rumore e salute tutti pensano immediatamente ai danni all’udito. C’è del vero, tanto che le persone con problemi uditivi nel mondo sono 590 milioni e nel 2050 si stima saranno 900 milioni. Ma l’inquinamento acustico è responsabile di tante patologie a carico di molti altri organi. Se non ci credete, basti pensare che di rumore si può anche morire: secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il 3% dei decessi in Europa per infarto è provocato da una prolungata esposizione ai rumori. Per non essere pericoloso per il cuore il rumore dovrebbe essere inferiore ai 50 decibel.

Sempre secondo l’Oms, per avere un buon sonno la soglia di 42 db non dovrebbe essere superata, mentre 35 db è il limite per evitare problemi di tipo nervoso. Mentre è appurato che il frastuono aumenti anche il rischio di obesità, tanto per avere un’idea, il livello di una conversazione è sui 40-60 db e quindi per entrare nella zona pericolosa non serve andare in discoteca, dove la musica può arrivare alla soglia del dolore di 110-120 db, o infilarsi le cuffiette ascoltando canzoni ad alto volume.

E qui entriamo in un altro ambito del rapporto tra rumore e salute. Perchè se fino ad ora sono stati dimostrati i danni dei rumori a carico degli organi, alcune ricerche ora si concentrano sui pericoli per la mente. Uno recente studio pubblicato da Environmental Health Perspectives, ha evidenziato ad esempio come l’inquinamento acustico è un problema che riguarda direttamente la salute mentale. Lo studio ha rilevato che le persone che vivono in aree con traffico intenso hanno il 25% di probabilità in più di essere colpiti da depressione rispetto alle persone che vivono in quartieri più tranquilli.

Rumori città diurni espressi in db

– Appartamento con finestre chiuse: 40
– Appartamento con finestre aperte: 50
– Strada: 80/90
– Pensilina Tram: 75
– Ferrovia: 85
– Metropolitana: 90
– Biblioteca: 40
– Ospedale: 35
– Fabbrica: 85
– Ufficio: 60
– Parco: 55
– Zona pedonale: 45
– iPod (volume max): 100
– Discoteca: 110

Zona di benessere sotto 45 db; oltre 55 db rumore fastidioso; sopra 85 forti effetti nocivi.

Basta vivere in città come Milano e Roma dove per strada i livelli di rumore diurno rilevati sono di 70-80 db. Il problema non è certo solo italiano: in Europa sono 210 milioni le persone che vivono costantemente sopra la soglia dei 55 db, in casa, per strada, al lavoro. Difendersi dai rumori nelle città è possibile solo attraverso interventi mirati sul traffico, o con l’utilizzo di materiali fono assorbenti nelle strade. Di tutto ciò poco o nulla viene fatto, anche perchè, come dicevamo, le amministrazioni sono già alle prese con il problema irrisolto dello smog e d’altronde i materiali fin qui utilizzati non sembrano poter risolvere il problema efficacemente.

Per questo si studiano nuovi materiali per silenziare le metropoli e ad esempio ricercatori del politecnico di Valencia sembra abbiano inventato un particolare “cristallo sonico” costituito da piccolissimi cilindri di molecole in grado di porre una vera barriera alle onde sonore. Se verrà commercializzato questo particolare mantello anti-rumore forse potrà isolare le case. Purtroppo non educherà i cittadini al silenzio, altro aspetto fondamentale del problema che non riguarda solo il rapporto tra rumore e salute, ma tra cultura, società e stili di vita.

Perchè oltre a studiare nuovi materiali, sarebbe fondamentale insegnare alle persone che il rispetto per se stessi e per gli altri comincia anche dall’abbassare il volume del televisore, dall’ascoltare musica nei lettori mp3 e smartphone a basso volume, dal non gridare quando si parla al telefono nello scompartimento di un treno, per poi magari imparare ad abbassare il tono della voce nelle conversazioni e un giorno cominciare ad apprezzare il silenzio, unico vero lusso che ci rimane, da regalare e diffondere.