concerto rock

Sesso droga e rock’n’roll. Sembrava strano che quella vita così affascinante non nascondesse un sacco di insidie. Ora a confermarlo ci sono almeno un paio di studi ufficiali, uno pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health e l’altro dell’università di Sidney che hanno preso in esame la vita di migliaia di artisti di successo e rockstar.

Risultato? La vita da star può essere molto più breve del normale. Qualcuno starà già facendo i dovuti scongiuri ma qui non si tratta di tirare in ballo la cabala, quanto piuttosto di prendersela con la statistica. Comunque per gli amanti del genere il primo studio è del 2009, quando Mark A. Bellis e altri ricercatori della Liverpool John Moores University presero in condiderazione le vite di 1050 musicisti e cantanti americani e europei che hanno raggiunto grande fama fra il 1956 e il 1999.

Per definire la categoria (a questo punto si tratta di stabilire se invidiabile o meno…) di star della musica, avevano selezionato gli artisti dei 1000 dischi più venduti di sempre fino al 2000 e in tutti i generi musicali. Insomma gli artisti definiti di successo. Poi la loro sopravvivenza fino al 2005 era stata confrontata con quella del resto della popolazione dello stessa età, sesso, etnia e nazionalità.

Ebbene, a cinque anni dal raggiungimento della fama, avevano scoperto che la probabilità di morte delle rockstar risultava doppia rispetto alla popolazione normale. La differenza di longevità diminuiva col passare del tempo fino a scomparire dopo 25 anni dal raggiunto successo. Questo in realtà in l’Europa, mentre in America, anche dopo quel lasso di tempo, le star della musica sembravano rischiare di più.

Ovviamente tutti i decessi erano imputabili ad una condotta di vita che un dottore definirebbe non troppo sana e morigerata. Inutile negarlo, specie dopo avere raggiunto il successo, molti artisti tendono a sbroccare abusando di alcol e sostanze stupefacenti, così la loro aspettativa di vita si abbassa drasticamente: 42 anni in America e soli 35 anni in Europa.

Se ancora covate sogni da rockstar, l’altro recente studio non migliora le cose, anzi. Considerata la vita di oltre 12 mila musicisti vissuti tra il 1950 e il 2014, la ricerca ha scoperto che oltre alla propensione a scherzare con la propria salute abusando di alcool e droga, nei musicisti aumentano esponenzialmente suicidi, omicidi e incidenti per cui alla fine l’aspettativa di vita risulta decisamente più bassa rispetto alla media, e comunque oltre i 70 anni.

Insomma vi venisse in mente di diventare star della musica, prima magari date un occhio ai dati della Sig.ra Dianna Theodora Kenny, professoressa di Psicologia dell’università di Sidney, anche perché ogni genere musicale tra rock, blues, jazz, hip-hop o pop sembrerebbe garantire una vecchiaia per così dire diversa… A proposito, mai sentito parlare di canto gregoriano?