concerto rock

La musica rock? Tira fuori la bestia che c’è in noi. Non sono le parole di un fan scatenato di musica metal, ma di un gruppo di scienziati della University of California che hanno recentemente studiato il comportamento degli animali e il significato dei loro richiami e rumori confrontandoli con le emozioni suscitate dalla musica distorta sull’uomo.

Daniel Blumstein, biologo presso l’Università della California di Los Angeles, ha analizzato le urla dei cuccioli di marmotte e di molti altri animali in difficoltà quando vengono catturati e separati dai genitori, scoprendo che hanno caratteristiche e distorsioni molto simili a quelli della musica rock. Per catturare l’attenzione nel mondo naturale la distorsione si verifica quando l’emissione vocale viene forzata rapidamente attraverso il sistema vocale. All’uomo basta una chitarra distorta ma l’effetto per catturare la sua attenzione è lo stesso. Per verificarlo Blumstein con i suoi collaboratori ha provato a comporre una serie di brani musicali originali di 10 secondi per verificare se era possibile aumentare o sopprimere i sentimenti degli ascoltatori.

Al gruppo di studenti universitari sottoposti al test è stato poi chiesto di dare un voto in base alle sensazioni positive o negative di paura o tristezza. Quando la musica era caratterizzata da una distorsione, gli studenti la hanno sempre percepita come più emozionante rispetto alle composizioni senza distorsione descrivendola anche come fortemente carica di emozioni negative. Insomma dietro il successo di personaggi come Jimi Hendrix ci sarebbero precise predisposizioni evolutive che condizionano l’ascolto della musica da parte dell’uomo. D’altronde un altro studio approfondito sulle colonne sonore di film classici di vario genere aveva già stabilito che a seconda del tipo di scena da sonorizzare, i compositori seguono intuitivamente delle regole già ben presenti nel mondo animale. La sfida dei ricercatori ora sarà cercare di scoprire e dare una spiegazione a questi segreti.