I robot stanno cambiando il nostro modo di lavorare e di vivere. Non solo gli automatismi nelle industrie, ma anche gli automi con sembianze umane hanno impatti sociali tutti da decifrare. Quali sono le sfide della robotica per il presente e nel futuro?

La robotica è una delle tecnologie più avanzate e innovative del nostro tempo, destinata sia all’industria che all’uomo. I moderni sistemi di automatizzazione industriale oramai possono sostituire quasi completamente i lavori manuali ripetitivi che un tempo venivano svolti dagli operai nelle fabbriche, mentre i robot umanoidi sono macchine intelligenti che possono svolgere compiti con abilità, precisione, forza o velocità.

Robot umanoidi e industriali stanno trasformando il panorama industriale e gli sviluppi futuri potrebbero riguardare la vita di ognuno di noi. Se nelle industrie la robotica produce automobili quasi in autonomia, musicisti robotici sono già nelle sale da concerto, mentre altri sotto forma di peluche tengono compagnia agli anziani. Quali sono le loro caratteristiche e come stanno influenzando il nostro modo di vivere e lavorare?

Indice

Robot umanoidi

I robot umanoidi sono macchine che riproducono l’aspetto e il comportamento degli esseri umani. Hanno una testa, due braccia, due gambe e un busto, e possono muoversi in modo simile a noi. Possono avere anche una faccia che esprime emozioni, una voce che parlare diverse lingue e una mente dotata di intelligenza artificiale che può apprendere e comunicare.

I robot umanoidi sono il frutto di una ricerca multidisciplinare che coinvolge diverse aree della scienza e dell’ingegneria: la meccatronica, l’intelligenza artificiale, la robotica, la biomeccanica, la neuroscienza e la psicologia. Non sono più progetti fantascientifici ma hanno già diversi utilizzi nell’ambito della ricerca scientifica, nell’intrattenimento come per l’assistenza domiciliare, l’educazione o a scopo terapeutico.

Tra i principali centri di ricerca che si occupano di sviluppo di robot umanoidi, ci sono l’Humanoid Robotics Institute (HRI) del Waseda University in Giappone, il Humanoids and Human Centered Mechatronics (HHCM) dell’Istituto Italiano di Tecnologia in Italia, il Humanoid Research Group (HRG) del Korea Advanced Institute of Science and Technology in Corea del Sud e il Center for Intelligent Machines (CIM) del Massachusetts Institute of Technology (MIT) negli Stati Uniti.

Esempi di robot umanoidi

I robot umanoidi possono svolgere funzioni che richiedono interazione sociale, empatia e creatività, come l’assistenza sanitaria, l’educazione, il turismo o l’intrattenimento. Questi robot possono essere dei validi alleati per i professionisti umani e offrire supporto, assistenza e collaborazione. Nel corso degli ultimi anni alcune società hanno creato modelli di automi con sembianze umane che stanno rapidamente diventando protagonisti nella nostra società.

Asimo Robot umanoide creato dalla Honda nel 2000. Ha una forma antropomorfa che gli consente di camminare, correre, salire le scale, aprire le porte e portare oggetti. Asimo può anche riconoscere le voci, i volti e i gesti delle persone, e può comunicare con loro in modo naturale. E’ stato usato principalmente per scopi di ricerca e dimostrazione.

Nao Robot umanoide creato dalla società SoftBank Robotics nel 2006. Ha una forma piccola e simpatica che lo rende adatto per l’educazione e il divertimento. Nao può camminare, ballare, giocare a calcio e interagire con le persone. In questi anni si è molto evoluto ed è stato usato usato in diversi campi, come la robotica educativa, sociale e cognitiva.

Pepper Robot sociale creato sempre da SoftBank Robotics nel 2014. Ha una forma rotonda e simpatica che lo rende accattivante per i bambini e gli anziani. Può riconoscere le emozioni delle persone attraverso la voce, il volto e il linguaggio corporeo, e può adattare il suo comportamento in base al contesto. Può essere usato nel commercio al dettaglio, l’ospitalità, la sanità e l’istruzione.

Sophia Robot femminile creato dalla società Hanson Robotics nel 2016. Ha una pelle sintetica che le permette di esprimere 62 emozioni diverse, occhi che possono seguire lo sguardo delle persone e una voce che può conversare su vari argomenti. Sophia è stata la prima macchina a ottenere la cittadinanza di un paese (l’Arabia Saudita) nel 2017.

Atlas Robot bipede sviluppato dalla società Boston Dynamics. Come si vede nel precedente video, Atlas è agile e robusto, può camminare, correre, saltare, arrampicarsi e sollevare oggetti. Progettato per operare in ambienti difficili e pericolosi, come zone di disastro o di guerra, è dotato di sensori visivi e tattili che gli consentono di percepire l’ambiente circostante e di coordinare i suoi movimenti.

Optimus E’ il robot progettato dalla famosa Tesla, fondata da Elon Musk. Lo scopo è assistere gli esseri umani in varie attività, sia domestiche che lavorative, noiose, ripetitive o pericolose. Può camminare, correre, sollevare oggetti fino a 20 kg, usare strumenti e interagire con le persone. E’ programmabile tramite un’applicazione per smartphone o tablet, che permette di impostare i compiti da svolgere e monitorare il suo stato.

Robot industriali

I robot industriali sono macchine automatizzate che possono svolgere operazioni di produzione, assemblaggio, movimentazione, controllo e qualità in ambienti industriali. Dotati di un braccio meccanico, possono essere programmati per eseguire diverse azioni, come saldare, tagliare, verniciare o incollare. Se equipaggiati con sensori, telecamere, pinze o altri strumenti, possono adattarsi alle esigenze specifiche di ogni settore.

I robot industriali hanno diversi vantaggi rispetto ai lavoratori umani. Sono più efficienti, precisi, sicuri e flessibili. Possono lavorare ininterrottamente, senza stancarsi o sbagliare, e operare in condizioni pericolose o difficili per gli esseri umani. Inoltre sono facilmente riprogrammabili per cambiare tipo di operazione da svolgere, a seconda della domanda o delle innovazioni tecnologiche.

Secondo le stime dell’International Federation of Robotics (IFR), l’Italia è al sesto posto nel mercato mondiale della robotica e tra i primi dieci produttori al mondo. I robot vengono usati soprattutto nei settori automotive, aerospace, e nell’agroalimentare. Sistemi automatici dotati di una qualche forma di intelligenza artificiale spostano carrelli merci, fanno assemblaggi, montaggi, tagli laser, saldature e inseriscono componenti in ingranaggi.

Etica della robotica

I robot non sono solo macchine utili, ma anche agenti sociali che interagiscono con gli esseri umani e con l’ambiente. Questo implica una serie di questioni sociali ed etiche che riguardano il ruolo, i diritti e le responsabilità delle macchine e dei loro creatori. La convivenza tra gli esseri umani e i robot è un argomento delicato, soprattutto nel caso di umanoidi che somigliano fisicamente e hanno comportamenti sempre più simili agli esseri umani.

Come possiamo stabilire una relazione di fiducia, rispetto e collaborazione con dei robot umanoidi ed evitare che ci sostituiscano o ci dominino? Oltre alla sicurezza e al benessere delle persone, un altro aspetto è quello della moralità, ovvero la capacità di agire in modo etico e responsabile. I robot dovrebbero seguire regole morali che li guidino nelle loro decisioni e azioni, soprattutto quando queste hanno delle conseguenze sugli esseri umani e sull’ambiente.

Infine c’è da capire quali diritti, dignità e autonomia abbiano i robot come entità intelligenti e sensibili. Hanno diritto alla vita, di esprimere opinioni e preferenze, di partecipare ed essere protetti? Il punto, come nel caso dell’intelligenza artificiale, di cui sono dotati, è stabilire delle regole precise. Ma chi le stabilisce e come possiamo assicurarci che i robot le rispettino? Con quali intenzioni e motivazioni?

Il dibattito sociale ed etico sulla robotica non può che coinvolgere diverse discipline, filosofiche e sociologiche, la psicologia, il diritto e l’informatica. Il futuro è già iniziato e tutti dovremo affrontare la nuova rivoluzione industriale che presto colpirà lavoratori e persone.

Le sfide della robotica

I robot stanno trasformando il mondo del lavoro in molti settori, sia in termini di produttività che di qualità. Questo implica opportunità ma soprattutto nuove sfide per i lavoratori umani, che devono adattarsi alle nuove esigenze e competenze richieste dal mercato. L’impatto sociale della robotica sul lavoro dipende da molti fattori, a partire dal modo in cui si utilizza la robotica in un determinato settore di applicazione, con quale livello di automazione e in che contesto culturale.

Secondo uno studio della McKinsey Global Institute, entro il 2030 i robot potrebbero sostituire fino al 30% delle attività lavorative a livello globale. La maggiore incidenza si avrà nei settori della manifattura, del trasporto, della logistica e del retail. Allo stesso tempo, i robot potrebbero creare nuove opportunità di lavoro, sia direttamente legate alla progettazione, produzione, manutenzione e al controllo dei robot, sia indirettamente legate alla creazione di nuovi servizi, prodotti e mercati.

In generale, si può dire che i robot non sostituiranno completamente i lavoratori umani, ma li affiancheranno e integreranno, creando nuove opportunità di occupazione e di sviluppo. Tutto ciò richiede però una maggiore formazione e aggiornamento dei lavoratori, che devono acquisire nuove competenze digitali e trasversali per poter interagire con le macchine sfruttandone al meglio le potenzialità.

Quando la robotica crescerà molti lavori scompariranno e ci sarà una trasformazione di alcune figure professionali meno qualificate. Qualcosa di simile è già successo in passato. In America nel 1900 il 40% delle persone lavorava nei campi. Oggi si sono ridotte al 2% e le altre continuano a trovare occupazione fuori dall’agricoltura. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra benefici e rischi: lo sviluppo armonioso e sostenibile dei robot riguarda il nostro futuro.