robot musicista

Un robot capace di improvvisare musica? Il livello non è quello dei più famosi jazzisti al mondo, ma gli esperimenti nel campo dell’intelligenza artificiale avanzano facendo nascere seri interrogativi anche sul futuro della creatività

Immaginatevi un robot musicista capace di scrivere canzoni e di suonarle con variazioni estemporanee. Certo niente a che vedere con l’uomo. Non ha polpastrelli per sfiorare le corde o un cervello sensibile per interpretare emozioni, storie vissute, umori del pubblico. Però ha quattro braccia, e qui arrivano i problemi. Specie se suona la marimba, dato che con due bacchette per ogni braccio arriva a suonare 8 note contemporaneamente.

Il robot musicista, anzi il suonatore di marimba robotico chiamato Shimon, è stato sviluppato dal Georgia Tech Center for Music Technology. Un centro di ricerca che non ha lo scopo di eliminare dalla faccia della terra i musicisti in carne ed ossa, ma portare l’esperienza musicale verso lidi inesplorati. Stiamo parlando di esecuzione, composizione, didattica e rapporto con l’uomo. Perchè il robot Shimon non avrà un cervello umano sensibile, istintivo e naturale, ma può ascoltare, imparare e capire cosa gli succede intorno. E’ costruito per collaborare con altri musicisti dando vita a vere e proprie jam session.

Come suona un robot musicista?

Per ora non è nemmeno così importante valutare se questo robot musicista riesce a suonare musica coinvolgente, bella, piacevole o fa del puro tecnicismo senza senso. Come dicevamo può reggere otto bacchette contemporaneamente con cui fare melodie e accordi su una marimba. Ma su un palco capisce anche cosa si sta suonando e risponde in modo logico, concentrandosi non tanto su ogni singola nota, ma su un senso compiuto da dare ad una intera composizione.

5.000 canzoni imparate a memoria sono il suo bagaglio di esperienza, frutto di un vastissimo repertorio scansionato con sofisticati algoritmi matematici. Si va da Beethoven ai Beatles fino a Lady Gaga e Miles Davis fino a contenere due milioni di singole melodie, riff e fraseggi musicali. Il video può dare un’idea del livello raggiunto dopo tutta questa fatica.

Robot che improvvisa musica

D’altronde che l’intelligenza artificiale potesse dare risultati strabilianti anche nel settore musicale e creativo lo avevamo già intuito da vari esperimenti più o meno recenti come MusicNet o lo stesso progetto Magenta di Google, tanto per citarne due tra i tanti. Ma Shimon sembra volere addirittura spostare l’asticella più in alto, dove le macchine non avevano ancora osato. Sfidare l’uomo nel campo dell’improvvisazione musicale, un’arte che richiede moltissimo talento, preparazione e sensibilità.

Eppure il robot musicista Shimon è programmato per suonare musica imprevedibile, in qualche modo improvvisata, partendo da quanto precedentemente imparato. Un percorso troppo simile a quello di un vero jazzista per non destare qualche sospetto sul futuro della musica. Prima o poi spunterà sulla terra un nuovo John Coltrane che funziona a batterie? Probabilmente no. Anche se tanti anni passati a studiare armonie e fraseggi possono essere in linea teorica facilmente condensati da un computer che in un istante apprende automaticamente qualche miliardo di bit, cè da sperare che il genio umano sia fuori portata.

Ma non è escluso che questo solista robotico in futuro possa creare nuove composizioni anche complesse. È forse un giorno si esibirà dal vivo, magari in uno stadio davanti a migliaia di persone. Senza mai fare errori o tradire alcuna emozione. Per fortuna l’imperfezione è una faccenda troppo umana per essere copiata anche dal più bravo dei robot.