robot intelligenza artificiale

Nel prossimo futuro le sfide di scienza e tecnologia si concentreranno su robot e intelligenza artificiale. Come influiranno con le attività dell’uomo? Alcune ipotesi e applicazioni che non appartengono alla fantascienza ma sono già utilizzate nella società presente

Un buon modo per capire le tendenze del futuro è guardare su cosa punta l’industria. Negli ultimi 5 anni gli investimenti sull’intelligenza artificiale sono cresciuti di ben 15 volte. L’automazione cognitiva è un mercato strategico in continua evoluzione che mira a sostituire l’uomo anche nei lavori intellettuali. Ecco che di fronte al proliferare delle macchine robot sono gli stessi addetti ai lavori che invocano la figura di un supervisore a livello mondiale che sappia controllare l’operato degli scienziati.

I robot ci soppianteranno? Il dibattito anima gli scienziati di tutto il mondo convinti che in questo campo sia necessario adottare regole ben precise. Anche Bill Gates, pur mantenendo e incentivando l’innovazione nella stessa Microsoft, è sceso in campo a favore di un’evoluzione tecnologica ‘controllata’ . A questo proposito esiste una guida creata dal British Standards Institute che si occupa di normative su prodotti e servizi a livello internazionale dal titolo evocativo: ‘Guida alla progettazione etica e di sistemi robotici‘ che affronta dal punto di vista scientifico i pericoli che una progettazione indiscriminata può nascondere.

Nessun allarmismo, ma secondo uno studio della Forrester Research, la società americana indipendente di ricerca specializzata sull’analisi dei rapporti tra tecnologia e società, nel 2025 si lavorerà affiancati a robot. Si parla di trasformazione e alcune figure professionali scompariranno. Negli Usa 6 lavoratori su 100 saranno sostituiti dalle macchine e serviranno altre figure professionali pronte a sostenere nuove strategie aziendali.

Robot tra servizi pubblici e privati

Nelle città i servizi automatizzati possono agevolare la vita urbana a diversi livelli. Dalle applicazioni per trovare parcheggio, agli autobus senza conducente, fino ai dispositivi per i cassonetti dell’immondizia che segnalano quando è colmo. Queste sono alcune delle innovazioni già presenti a Londra mentre sempre nel Regno Unito, presso l’Università di Leeds, si progettano città che si auto-riparano grazie a robot che possono individuare i problemi infrastrutturali. Ad esempio si studia lo sviluppo di droni appollaiati su pali della luce per cambiare le lampadine, macchine automatizzate per coprire le buche sulla strada.

Chatbot e assistenti virtuali

Si tratta di veri e propri umanoidi che simulano una conversazione rapida tra robot e essere umano tramite messaggistica, sulla scia di WhatsApp, Messenger e Facebook a cui si aggiungono assistenti virtuali con i quali è possibile dialogare in tutte le lingue del mondo. Una innovazione pronta ad invadere tutto il mondo dei servizi anche se con diversi limiti: non è possibile parlare in maniera soddisfacente con un chatbot, poiché non è in grado di riprodurre tutte le conoscenze umane, anche come bagaglio innato di esperienze e sensibilità. O almeno per ora.

Diffusione nel mondo

Gli Stati Uniti sono in prima fila con progetti che prevedono nel prossimo futuro automi pronti a gratificare la vita di coppia, automobili che si muovono da sole nel traffico per non parlare dell’evoluzione nel campo della medicina e dello spazio con la colonizzazione del pianeta Marte come prossimo obiettivo prioritario.

L’Italia è il sesto mercato mondiale di dispositivi di robotica industriale e tra i primi dieci produttori al mondo. I robot vengono usati soprattutto nei settori dell’automotive, dell’aerospace, dell’agroalimentare: spostano carrelli e merci fanno assemblaggi, montaggi, saldatura e inseriscono componenti in ingranaggi e taglio laser. Il futuro è già iniziato.