Dopo il trombettista e il violinista ora c’è anche un robot direttore d’orchestra. Asimo, un androide progettato da Honda, si è esibito alla bacchetta in un concerto a scopo benefico dove ha diretto l’orchestra sinfonica di Detroit.

A conforto dei veri direttori d’orchestra, l’esibizione è stata solo un esperimento che ha segnato una nuova tappa nella straordinaria evoluzione degli androidi. In effetti Asimo, (acronimo di Advanced Step in Innovative Mobility) 52 chili per 120 cm di altezza, è considerato l’androide tecnologicamente più avanzato mai costruito dall’uomo. Dotato di sedici processori sparsi nel “corpo”, è capace di offrire una gestualità del tutto naturale anche in un contesto difficile come quello artistico musicale. In particolare la direzione d’orchestra rappresenta una prova davvero impegnativa.

Un buon direttore è fondamentale ai fini dell’esecuzione di un brano orchestrale, specie se di musica classica: è lui che decide come interpretare un pezzo, il tempo, gli attacchi, le pause, il respiro che deve avere la musica. E’ lui che dirige e coordina i musicisti, come un regista con gli attori di un film. Un bravo direttore d’orchestra è anche in grado di stimolare e fare suonare nel modo ideale gli strumentisti. Come può un robot sostituire l’uomo in questo compito?

L’esibizione di Detroit risponde alla domanda. In Asimo la partitura è memorizzata nella sua memoria digitale, mentre dei sofisticati sensori gli consentono di sentire il ritmo guardando e coordinando i vari strumenti e musicisti maneggiando liberamente la bacchetta. Il tutto muovendosi con disinvoltura, grazie ad un sistema predittivo che fa spostare il suo centro di gravità con un anticipo di pochi microsecondi rispetto ai movimenti.

Malgrado il successo dell’esperimento e dell’iniziativa benefica (Honda ha versato circa un milione di dollari nel Fondo per l’educazione musicale della Detroit Symphony Orchestra), c’è chi nell’ambiente musicale ha accolto la performance del robot direttore d’orchestra con un certo scetticismo, se non disappunto. Daniel Oren, Maestro israeliano già direttore dell’Opera di Roma e di altri importanti teatri nel mondo, ha affermato “La musica è una cosa viva, calda e farla con un robot può essere solo un gioco, pericoloso se preso sul serio”.