Pat Metheny nel 2010 si è fatto accompagnare da musicisti elettroacustici per realizzare un progetto che ha portato in tournèe nei teatri di tutto il mondo. Ma quella dei robot che suonano non è certo solo una sua idea.

L’uomo è sempre stato stimolato nell’inventarsi strumenti musicali automatici e robot che suonano. Pensate che hanno più di un secolo i primi pianoforti capaci di suonare senza pianista, grazie a sistemi meccanici e a rulli di legno o carta perforata. E se in Europa, già nel 1500, piccoli strumenti automatici venivano costruiti da maestri orologiai,

Molto apprezzati da re e regine, furono via via perfezionati fino a quando, a metà dell’ottocento, si realizzarono addirittura strumenti come l’Orchestrion, l’Helios o il Panorchestrion capaci di imitare intere orchestre. In realtà si trattava di enormi macchine pneumatiche dotate di pompe, mantici, leve e cilindri. E pensare che in tempi moderni e dall’avvento dell’elettronica, qualsiasi tastiera Midi a basso costo può suonare da sola con il semplice inserimento di un dischetto! Nel corso della storia della musica pochissimi si sono invece cimentati nel tentativo di creare macchine capace di suonare strumenti a corde. Nel 1849, Ludwig Hupfeld di Lipsia inventò il Phonolistz-Violina che imitava il violinista, con tre o sei violini.

Mai nessuno però era ancora riuscito a fare suonare una chitarra senza chitarrista. Ci hanno pensato qualche tempo fa Jason Lawrence, Turner Howard e Susan Knueven, tre laureati del Georgia Institute of Technology, che hanno inventato e realizzato un robot capace di suonare la chitarra ed anche in modo virtuoso. Il dispositivo è un insieme di hardware e software, un apparecchio meccanico con 23 dita metalliche che, comandato via Midi con una tastiera o con un computer dove sia stata trascritta la partitura, può pizzicare le corde della chitarra e produrre musica con un range di 29 note musicali.

Su questo sito è possibile vedere le fattezze del simpatico robot chitarrista ed ascoltare le sue prodezze musicali che, a parte qualche falla nell’interpretazione, non sembrano essere neppure male. Il tutto per la gioia dei tastieristi: infatti il timbro della chitarra e il tocco del chitarrista sono tra le poche cose non ancora riproducibili in modo accettabile picchiando sui tasti delle moderne tastiere elettroniche.

Già, perchè non pensate che far suonare le macchine sia solo un giochino per ingegneri. Recentemente il grande chitarrista Pat Metheny ha creato un vero e proprio ‘Orchestrion Project’ diventato un disco e una tournèe in cui si è presentato sul palco accompagnato da apparecchi elettromeccanici in grado di percuotere percussioni e campane, suonare marimba, pianoforti, bassi e tutti gli altri strumenti di una band come fossero tra le mani di un uomo.