Riz Ortolani

Riz Ortolani è stato tra i protagonisti della stagione d’oro del cinema italiano degli anni ’60. Non era solo un grande compositore di musiche da film, ma un maestro di fama internazionale che ha lavorato per radio, tv e canzone

Riz Ortolani è conosciuto in tutto il mondo come grande compositore di colonne sonore. Ma il suo lavoro non si limita ai sottofondi di molte prestigiose pellicole cinematografiche, la sua carriera percorre tutta la storia della Rai. Dai programmi radiofonici degli albori, fino alla televisione, come autore di musiche, arrangiatore e direttore d’orchestra.

Riz Ortolani si diplomò a Pesaro in composizione e flauto all’età di 19 anni, ma diventò molto noto al pubblico come autore della canzone More. E’ il brano titolo di testa del film Mondo cane candidato all’Oscar come migliore colonna sonora nel 1963. Il brano, inizialmente solo strumentale, poi vinse un Grammy quando divenne una famosissima canzone originale. Un ever green dal titolo Ti guardero nel cuore inciso da oltre 300 artisti di fama internazionale tra cantanti e jazzisti.

Ci sono versioni di More su dischi incisi da Erroll Garner, Joe Pass, Charlie Byrd e tanti altri. Frank Sinatra registrò la canzone nel disco It Might as Well Be Swing arrangiato da Quincy Jones con l’orchestra di Count Basie.

L’elenco delle colonne sonore composte dal maestro è infinito. Facendo una rapida carrellata sulla sua carriera di compositore di musiche da film non si possono non citare pellicole come ‘Il sorpasso’ (1962) di Dino Risi, Fratello sole, sorella luna (1972) di Franco Zeffirelli, ‘Io ho paura’ (1977) di Damiano Damiani. Sono sue le musiche utilizzate da oltre 25 film di Pupi Avati e Vittorio De Sica. Ha collaborato con Quentin Tarantino in numerose pellicole a cominciare da ‘Kill Bill’ (2003 e 2004), per passare a ‘Bastardi senza gloria (2009) fino a Django Unchained del 2012.

Riz Ortolani insomma è una figura di musicista d’altri tempi. Una sensibilità unica e una visione della musica e del lavoro di musicista più che mai attuale e moderna e senza confini. Dalla composizione classica al jazz raffinato, ma sempre attento alle nuove generazioni. Un lavoro che continua anche dopo la sua scomparsa attraverso la Fondazione a suo nome di Pesaro, che oltre a salvaguardare e valorizzare l’opera del maestro, è impegnata a promuovere la musica tra i giovani.