ritratti in jazz murakami

Parlare di musica non è mai facile, figuriamoci parlare di jazz. Per questo leggere Ritratti in jazz, il libro di Haruki Murakami rimane sempre una bella sorpresa. Perchè è leggero, ma non superficiale.

Gli scaffali delle librerie sono piene di manuali, guide all’ascolto, storie, biografie curate da critici specializzati che ti spiegano l’armonia, ma rararmente ti raccontano le emozioni. Che poi è anche l’unica cosa che dovrebbe contare quando si parla di musica, ma è anche la più difficile. Per questo ho trovato bello e interessante il libro Ritratti in jazz di Haruki Murakami (Einaudi).

Un altro motivo per cui credo valga la pena leggerlo, è che un libro sul jazz uno se lo immagina scritto da un americano di Harlem e non da un giapponese di Kyoto. Invece l’autore, celebre per i suoi romanzi, primo tra tutti ‘1Q84’, non solo ama la musica jazz, ma con il jazz si è pure guadagnato da vivere aprendo un jazz bar con la moglie a Tokyo. Era il 1974 e il Peter cat da semplice caffetteria di sera si trasformava in un posto molto frequentato per ascoltare musica e leggere libri.

Questa esperienza, che ha poi avuto un seguito in un suo nuovo locale chiamato Stregatto, si rivelerà fondamentale nel suo lavoro di scrittore, come fondamentale la musica che ha ascoltato in quel posto. Dopo alcuni libri di successo ora proprio il jazz diventa narrazione, con le figure dei grandi artisti che ne hanno fatto la storia raccontate in ritratti, che Murakami scrive facendosi accompagnare dai disegni di Wada Makamoto, artista e illustratore giapponese nonchè appassionato musicofilo.

Alla fine tra le pagine di Ritratti in jazz ci sono tutti i grandi jazzisti o quasi, da Chet Baker a Gil Evans: due paginette ciascuno per oltre cinquanta personaggi intervallate dal loro ritratto e poi qualche riga di cenni biografici e la foto del disco in bianco e nero, rigorosamente un vinile, che secondo Murakami meglio identifica la loro carriera.

Non si va mai in profondità con notizie biografiche o discografia, ma per chi già conosce e ama la musica jazz il libro è come una fiamma di un camino in cui ritrovarsi e scaldarsi in una sera d’inverno lontani dal frastuono quotidiano. Per gli altri Ritratti in jazz è un modo dolce e poetico per scoprire un genere, ma anche le atmosfere e i personaggi che hanno dipinto un’epoca irripetibile.