Che in ristorante contro lo spreco alimentare

Nei ristoranti contro lo spreco alimentare verdure ammaccate e cibo che scade diventano gli ingredienti principali per elaborare piatti prelibati. Chef esperti di riciclo si confrontano per sensibilizzare le persone a non sprecare

I ristoranti contro lo spreco alimentare cercano di contrastare un fenomeno in aumento in tutto il mondo. I dati dello spreco di cibo in tutto nel mondo sono sconfortanti. Ogni anno un terzo del cibo prodotto a livello mondiale finisce in pattumiera con problemi enormi a livello ambientale per risorse inutilizzate. Una spesa accorta e la consapevolezza e anche in cucina riciclare può fare la differenza

Il successo di ristoranti contro lo spreco alimentare e quello di imprese che lavorano sulla sostenibilità dovrebbe far riflettere sulla concreta possibilità di cambiare sistema. Sembra infatti che la maggior parte delle persone non abbia ancora capito il valore del cibo e non solo dal punto di vista economico, dato che ci sono quasi 800 milioni di poveri nel mondo che non hanno una adeguata alimentazione. Di fronte a questa urgenza con quale coraggio buttare nella spazzatura il pane avanzato o lasciare marcire nel frigorifero l’insalata? Serve sensibilizzare le persone e non solo quando consumano pasti a casa, ma anche al ristorante.

Ristoranti contro spreco alimentare

Erik Andersson, chef del ristorante Spill a Malmö, in Svezia ha scelto una politica anti spreco e la comunica in maniera efficace. Le persone che hanno assaggiato la sua cucina sono doppiamente entusiaste. Il piacere di gustare ottimi piatti si unisce alla soddisfazione di contribuire alla sostenibilità. I piatti sono cucinati rigorosamente con cibi vicino alla scadenza o con qualche difetto, che solitamente rimangono inutilizzati e rischiamo di finire nel cassonetto. Il successo del ristorante è comunque sintomatico di una sensibilità ambientale di una delle città più verdi del mondo.

La stessa filosofia contro lo spreco alimentare anima il ristorante Rub & Stub nel centro di Copenhagen. Il poco personale specializzato è sostenuto da un centinaio di volontari pronti a servire piatti gustosi con il cibo in eccedenza proveniente da cucine e supermercati della città. Un’idea no-profit che unisce passione a voglia di condivisione reale al punto di trasformarsi in impresa sociale. Non più ristorante tout-court ma un progetto in divenire che organizza corsi di formazione e consulenza a sostegno del valore del cibo anche nelle scuole. Mostre e cene tematiche saltuarie animano il ristorante che comunque non smette di funzionare per la gioia dei suoi frequentatori più accaniti.

Iniziative anti spreco alimentare

La speranza è di cambiare le abitudini delle persone? Sembra di sì, anche il Restlos Glücklich a Berlino, dopo aver iniziato un’attività di ristorazione anti spreco, si è rivolto all’attività didattica. Sensibilizzare il pubblico a un consumo consapevole diventa una priorità. Corsi di cucina, workshop animano l’attività di questo locale caratteristico dove riciclare è la parola d’ordine.

Verdure ammaccate, prodotti in scadenza e in eccedenza entrano nelle cucine di Instock ad Amsterdam, Utrecht e l’Aia. La catena olandese della ristorazione paladina anti spreco attiva anche sul territorio con campagne volte a sensibilizzare le persone, corsi di cucina e catering. L’aspetto didattico viene preso seriamente in considerazione con l’organizzazione di corsi nelle scuole. Da dove viene il cibo, cosa serve per produrlo, come si conserva e soprattutto come fare a non sprecarlo sono le linee base a cui ispirarsi quando si parla di prevenzione. La vendita di un libro di cucina con ricette per conservare il cibo e alcuni prodotti di produzione propria come la birra, concorrono al sostegno dell’iniziativa che si identifica come impresa sociale.

Ristoranti contro spreco in Italia

Ristoranti contro lo spreco alimentare in Italia si trovano a Roma, Milano e Torino, specialmente con iniziative rivolte ai più bisognosi. Ad esempio il ristorante solidale non è un vero e proprio locale aperto al pubblico, ma un progetto che prevede il recupero di cibo in esubero presso ristoranti partner dell’iniziativa e la consegna di cibo a domicilio a chi vive situazioni di disagio.

Chef stellati sono anche molto attivi sul campo, disposti a collaborare e a sostenere progetti che diffondano il più possibile il concetto legato al riciclo contro lo spreco in cucina. Carlo Cracco, Rubio, Giorgio Barchiesi, Alain Ducasse, Davide Oldani, René Redzepi e Ferran Adrià sono solo alcuni nomi che compaiono nelle diverse campagne alimentari, nelle interviste e programmi televisivi.

Premi contro lo spreco alimentare

Massimo Bottura, fondatore dell’associazione no profit Food For Soul è tra gli chef in prima linea per combattere lo spreco alimentare. La volontà è quella di sensibilizzare le organizzazioni coinvolgendo nomi importanti del panorama culinario nella costruzione di progetti comunitari per coordinare mense collettive al sostegno della comunità. Il sostegno concreto parte da Milano, presso il Refettorio Ambrosiano come mensa comunitaria e si sposta al Refettorio Paris.

La lotta contro lo spreco alimentare si fa anche con la comunicazione. E’ importante che le persone capiscano la portata del problema anchei avvalendosi di testimonial che partecipano a importanti premi a livello mondiale. Alla Osteria Francescana di Massimo Bottura è stato consegnato un premio a New York per Sustainability Forward Award della White Guide a fronte del suo impegno sul fronte della sostenibilità. A livello internazionale ci sono altre iniziative come il Food Media Award che mette al centro la sostenibilità della nutrizione per un futuro più equo.