musica e ricordi

La musica non è fatta solo di parole e note. Quando ascoltiamo una canzone il nostro cervello elabora dei collegamenti con ciò che stiamo vivendo, atmosfera, odori, colori… un mondo di emozioni attraverso cui successivamente sviluppare i ricordi. Studiosi di psicologia cognitiva provano a verificare come la musica possa aiutare a risvegliare la memoria aiutando la cura di patologie degenerative.

In particolare i ricercatori dell’Università di Leeds e della British Association for Advancement of Science hanno creato un sito e si sono concentrati sui ricordi legati alle canzoni dei Beatles, invitando gli stessi visitatori a fornire le proprie esperienze e i propri ricordi in relazione alle più famose melodie del gruppo di Liverpool.

Hanno partecipato al test migliaia di visitatori provenenti da 69 differenti nazioni con un’età che va dai 17 agli 83 anni. Le informazioni raccolte sono state presentate al British Association Science Festival in un sito in cui tutti potevano leggere una top ten di situazioni e di ricordi legate ai Beatles, oppure scegliere una canzone, un album, un film o un concerto e vedere i ricordi ad esso legati.

Un esempio? “Yesterday”: “ero in vacanza nell’estate 1990, un cantante da piano bar cantava la canzone storpiando le parole”… “avevo 6 o 7 anni. Mi ricordo un 33 giri di “Yesterday” e questa canzone malinconica sul primo giradischi che ho imparato ad usare nella mia vita”… “il primo pezzo che ho ascoltato dei Beatles è stato “Yesterday”, mia nonna diceva fosse una canzone dolce; la prima volta che ho ballato con un ragazzo fu su “Abbey Road” nel 1970.

Quasi sempre sono descritti ricordi positivi e precisi di colori, suoni, sapori, odori. Una curiosità: per gli inglesi la canzone più evocativa è risultata “She loves you”, (il singolo più venduto degli anni ’60), mentre per gli americani “I want to hold your hand”. E’ proprio vero: una buona canzone dura tutta una vita.