riciclo creativo di tessuti nella moda

Riciclo creativo e riuso nella moda, design, architettura e arte per risparmiare e ridurre gli sprechi. Idee di economia circolare e progetti sostenibili di designer e artisti visionari per cambiare stili di vita in nome della sostenibilità

Il riciclo creativo su internet, social media e YouTube sta diventando una vera tendenza. Dal cibo in cucina al riuso nella moda, fino a quello che riguarda cose e materiali di ogni tipo, i cittadini adottano nuovi stili di vita cercando di limitare l’impatto ecologico dei loro consumi sull’intero pianeta. Riciclare l’esistente per sprecare meno energia è un imperativo che serve a salvare il pianeta ma può essere anche un gioco divertente capace di coinvolgere grandi e bambini.

Il riciclo creativo è un modo di vivere che ha risvolti importanti anche da un punto di vista economico. Secondo gli ultimi report intitolati l’Italia del riciclo, realizzati dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, l’industria dei rifiuti riciclati finalmente cresce anche da noi. Questo modello di economia circolare vede la carta in prima posizione, a seguire acciaio, alluminio e vetro. Tra i settori emergenti il legno riciclato segna la crescita più significativa. Anche altri settori registrano un incremento: rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, riciclo dei pneumatici e tessili, con la moda sostenibile in prima linea attenta ai nuovi trend.

Riciclo creativo e riuso

La differenza tra riciclare e riusare è sempre più sottile secondo i tanti architetti e designer sempre più impegnati su questi fronti legati alla sostenibilità. Il significato di riciclo è la trasformazione di prodotti, mentre quello di riuso è più immediato. Riciclare è uno dei termini più in voga nel mondo dell’architettura sostenibile. In questo caso si cerca di dare una nuova vita a strutture e oggetti esistenti, oppure riutilizzarli con nuove finalità. Riciclo creativo e riuso servono comunque entrambi a ridurre lo spreco che riguarda tutti gli ambiti e settori e anche la vita di tutti i giorni.

Come possiamo imparare a ridurre lo spreco alimentare, possiamo riutilizzare oggetti in modo creativo, ad esempio usando un vasetto di vetro di marmellata come vaso di fiori. Oppure un bancale per fare delle panchine o la struttura di un letto. Ma si può fare molto di più. C’è chi ha costruito una scuola galleggiante in mezzo al mare utilizzando materiale di riciclo e legno trovato direttamente sul luogo. La Makoko Floating School in Nigeria è stata realizzata da un studio di architettura che ha unito la bandiera della sostenibilità ambientale all’impegno sociale.

Riciclo creativo urbanistico

Il riciclo creativo non riguarda quindi solo oggetti e prodotti di uso comune. Non si tratta di ripensare solo allo stile di vita dei privati, ma anche al modello economico di sviluppo delle città. Nel campo dell’urbanistica si tratta di rigenerare e riutilizzare vecchie aree dismesse per renderle fruibili ai cittadini attraverso un interscambio di esperienze tra aziende, università, centri di ricerca e società civile. In questo caso si parla di una vera e propria economia circolare che ha lo scopo di diffondere valore nell’interesse collettivo, appoggiandosi anche su finanziamenti etici.

Capacità umane ed economiche si possono incontrare per migliorare la qualità di vita in nome della sostenibilità ambientale. Un gruppo di architetti danesi ad esempio ha progettato Upcycle House, abitazione di 129 metri quadrati, realizzata seguendo i principi di riciclo e riuso dei materiali, che dal punto di vista estetico non ha niente a cui invidiare alle moderne abitazioni. La struttura principale di questa casa è stata realizzata con due container navali in disuso, mentre il resto con legno, vetro e tappi di sughero.

In Italia ci sono associazioni come Temporiuso che operano sul territorio italiano con progetti di riutilizzo di spazi aperti vuoti pubblici o privati, per creare diversi tipi di attività culturali e non. Ma un esempio di riuso creativo riguarda sicuramente le Ferrovie dello Stato che da alcuni anni hanno messo a disposizione 1700 stazioni dismesse in Italia a chiunque presenti progetti o attività di riqualificazione in linea con le comunità e l’ambiente. Spesso in totale abbandono, queste strutture sono in attesa che qualcuno si prenda cura di loro e le faccia rinascere.

Già centinaia di stazioni sono state assegnate a varie associazioni in intesa con le istituzioni. In Toscana la stazione di Ronciglione si è trasformata in casa di accoglienza per famiglie con bambini affetti da tumore, mentre un’altra idea è incentivare la costruzione di percorsi greenways sulle vecchie tratte ferroviarie. L’idea di riorganizzare e riqualificare spazi inutilizzati situati in luoghi dimenticati meravigliosi o di qualche valore storico culturale non è nuovo in Italia.

Riciclo plastica carta tessuti

Tra le altre forme di riciclo creativo c’è anche chi pensa di saltare addirittura la fase di produzione per ridurre gli sprechi, dato che produrre e riciclare materiali biodegradabili (come la plastica) comunque comporta l’utilizzo di energia. Un esempio sono le posate commestibili Bakeys made in India create con farina di miglio, riso e sorgo mischiate con acqua. In aggiunta all’impasto base ci sono aromi naturali, sale o zucchero e nessun conservante. Le posate sono pronte per essere gustate a fine pranzo oppure finire insieme al rifiuto umido o nel compost.

Se poi si passa al riuso e riciclo creativo per gli oggetti di uso comune, basta perdersi sul web tra le soluzioni più disparate nei video di YouTube, tutte quante valide. Infine ad esprimere tutte le potenzialità nel riciclo non può che essere l’arte. Si moltiplicano le iniziative di artisti che decidono di sfidare la creatività utilizzando materiale da riciclo: dai vecchi container trasformati in case moderne alla moda pret a porter con bottiglie in plastica passando da illustrazioni di semplici oggetti quotidiani, riciclare è un’arte.

Nel riciclo creativo nella moda l’esempio da seguire è quello dell’artista Enrica Borghi che dagli anni novanta lavora in particolare con le bottiglie di plastica e strisce di resti di sacchetti dell’immondizia intrecciati all’uncinetto per creare abiti trasparenti in plastica e non solo. Le sue installazioni, decorazioni e sculture evocano esempi classici con significati che vanno ben al di là della semplice azione di riciclo di oggetti.

Riuso nella moda

Ma il riuso nella moda non riguarda solo forme estreme e stravaganti e va ancora oltre il fascino degli abiti vintage usati. Il nuovo trend dei grandi stilisti è il riuso creativo o upcycling, non per scarsità di materiali come avvenuto in passato, ma proprio per l’eccesso di capi e scarti che sono sempre più difficili da vendere e smaltire. Ecco allora l’idea di elaborare rimanenze di stoffe, tessuti d’archivio e vecchie collezioni per trasformarle in qualcosa di nuovo e attuale.

Il vintage d’autore nella moda non prevede quindi di distruggere nulla, ma si alimenta di talento e artigianato per scomporre e ricomporre vecchi abiti e rielaborarli secondo i nuovi paradigmi dello stile. Dal progetto Upcycled di Miu Miu fino al brand Upcycling Ideology del designer di Louis Vittuon Virgin Abloh, le idee dei creativi tra passato e presente non mancano. E dato che la moda è un mondo per pochi, si tratta comunque di pezzi esclusivi numerati che dipendono dalla quantità di stoffa disponibile.

Riciclare è un’arte

Se riciclo creativo nella moda può creare un vero mercato di nicchia, nell’arte può diventare un messaggio di denuncia contro gli sprechi dell’umanità ed aiutare chi è in difficoltà. La trash art può essere un’arte che a partire dai rifiuti potrebbe arrivare a creare nuovi trend per la moda del futuro. A volte cambiare prospettiva e guardare il mondo con occhi diversi può far scattare la scintilla, un’idea capace di trasformare un rifiuto in un oggetto che torna a vivere. Il risultato regala quella sensazione di leggerezza, simile a una poesia.

Per l’artista californiano Gregory Kloehn adattare vecchie porte, finestre, contenitori e vari rifiuti abbandonati in strada è diventato un vero e proprio lavoro creativo a scopo umanitario: permette di donare una casa davvero ‘alternativa’ a chi non può permetterselo. Altro discorso per Javier Pérez, meglio conosciuto come Cintascotch che invece si occupa di illustrazione. I suoi disegni sono semplici, puliti con una particolarità: riesce a far rivivere linguette di lattine che si trasformano in ali di farfalle, resti di cannuccia in telescopio, cucchiaini incastonati in vecchie chitarre.

Museo dello sterco

Infine in questo carrellata del ricliclo creativo non poteva mancare lo sterco: se pensiamo ai rifiuti cosa più lo rappresenta? Il museo dello sterco lo declina in ogni ambito: dai reperti scientifici, manufatti, opere d’arte nel tempo all’uso e riuso dei rifiuti fino ai giorni nostri con tanti oggetti curiosi. Scienza, arte della trasformazione e spirito ecologico guidano questo insolito progetto ricavato nello spazio di un vecchio castello limitrofo all’azienda agricola di Castelbosco, in provincia di Piacenza.

Gianantonio Locatelli, proprietario e produttore di Grana Padano, qui tiene 2500 bovini da latte e mette in mostra scarabei stercorarii, abitazioni africane antichissime, opere storico-letterarie come la Naturalis Historia di Plinio, fino alle ricerche scientifiche attuali e alla produzione artistica a base di riuso di scarti e rifiuti. Ci sono anche oggetti realizzati in merdacotta come vasi, portafiori, ma anche piatti e tazze. Impossibile dimenticare il contributo dato al settore dell’arte contemporanea con le famose scatolette di Merda d’artista firmate da Piero Manzoni degli anni ’60 che ancora oggi fanno discutere e valgono un patrimonio. Una delle 90 scatolette di Manzoni è stata venduta nel 2012 per circa 120mila euro.

Più vicino ai giorni nostri c’è artista belga Wim Delvoje che ha creato Cloaca, una macchina mastodontica fatta di tubi e meccanismi capace di digerire e quindi produrre sterco come una persona umana. Ma sono i nomi di importanti esperti nel campo artistico contemporaneo a fare la differenza da Massimo Valsecchi a Luca Cipelletti a Gaspare Luigi Marcone che hanno organizzato lo spazio necessario per creare iniziative legate a questo nuovo oggetto da collezione…