riciclo creativo

Cittadini consapevoli e istituzioni promuovono sempre più forme di riciclo creativo e di riutilizzo di materiale. Al risparmio si uniscono i vantaggi per l’ambiente: ogni giorno nuove idee provenienti da tutto il mondo appaiono sui social network e fanno discutere

Dal cibo in cucina al riuso di materiali: si chiama riciclo creativo e su internet, social media e YouTube va per la maggiore. Complice la crisi economica, molti cittadini hanno adottato uno stile di vita attento a non sprecare e riciclare è diventato un imperativo a cui è facile abituarsi fino a diventare un gioco divertente capace di coinvolgere grandi e bambini.

Secondo il rapporto L’Italia del riciclo 2015 realizzato da Fise Unire e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, l’industria dei rifiuti riciclati finalmente cresce anche da noi. Questo tipo di economia circolare vede la carta in prima posizione, a seguire acciaio, alluminio e vetro mentre tra i settori emergenti il legno riciclato segna la crescita più significativa. Anche altri settori registrano un incremento: rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, riciclo dei pneumatici e tessili con la moda in prima linea attenta ai nuovi trend.

Le idee non mancano e tutto serve per sensibilizzare l’opinione pubblica anche con soluzioni che per ora riguardano solo i piccoli numeri. Ad esempio in un comune di Padova c’è un progetto-pilota di riciclo incentivante dove sono previsti bonus spesa e ricariche per telefonini dedicati ai cittadini virtuosi del riciclo che si servono di applicazioni e di una macchina capace di riconoscere all’istante il tipo di rifiuto e avviare la pratica di scambio. Si tratta di valutare se la messa in atto dell’intera struttura potrà abbattere i costi e diventare sostenibile anche economicamente.

Tra le altre forme di riciclo creativo c’è anche chi pensa di saltare addirittura la fase di produzione per ridurre gli sprechi, dato che produrre e riciclare materiali biodegradabili (come la plastica) comunque comporta l’utilizzo di energia. Un esempio sono le posate commestibili made in India create con farina di miglio, riso e sorgo mischiate con acqua. In aggiunta all’impasto base ci sono aromi naturali, sale o zucchero e nessun conservante: le posate sono pronte per essere gustate a fine pranzo oppure finire insieme al rifiuto umido o nel compost.

Infine ad esprimere tutte le sue potenzialità nel riciclo creativo non può che essere l’arte. Si chiama Enrica Borghi l’artista italiana che da anni utilizza plastiche e diversi materiali di scarto adatti per le sue creazioni: installazioni, abiti, decorazioni e sculture che evocano esempi classici… dietro si nascondono dei significati che vanno ben al di là della semplice azione di riciclo di oggetti.