Negozio per riciclare vestiti usati

Riciclare vestiti usati vecchi non fa solo per risparmiare, ma significa salvaguardare l’ambiente. Il riciclo creativo è una tendenza della moda sostenibile che riguarda anche l’abbigliamento per bambini e adulti

Riciclare vestiti usati e vecchi non è una solo un fenomeno utile a risparmiare, ma è una nuova consapevolezza dei consumatori che vogliono sprecare meno. Senza arrivare ad una vera e propria filosofia di vita minimalista della gioia del meno, la nuova tendenza basata sul recupero e riuso di oggetti fa riflettere sugli sprechi di tutta la filiera della produzione.

Riciclare vestiti usati o acquistare abbigliamento vintage nei mercatini o nelle vendite online, è una moda che fa parte di un nuovo atteggiamento mentale complessivo di alcuni consumatori nei confronti della parola sostenibilità. Da una parte c’è un mercato dove prezzi bassi e nuovi trend veicolati da media invogliano le masse allo shopping compulsivo. Eppure jeans, magliette e scarpe prodotte e acquistate ogni giorno da milioni di persone, hanno un enorme impatto ambientale dovuto alla loro produzione e smaltimento. Il risultato è un accumulo che non solo fa spendere inutilmente soldi, ma è anche impossibile da gestire.

Non a caso anche i grandi stilisti cominciano a parlare di moda sostenibile come parte integrante di questo nuovo approccio allo shopping. Nascono e si moltiplicano marchi di abbigliamento che fanno della sostenibilità la propria eccellenza.

Moda sostenibile

La moda sostenibile è una pratica apprezzata e condivisa anche da grandi aziende di fama internazionale. La parola green e i progetti di riciclo sono anche un modo per fare marketing. H&M, Intimissimi, OVS, Patagonia, The North Face, Terranova e Kiabi. Tutte alle prese con impegni etici considerevoli e politiche attive per la sostenibilità a partire dal progetto iniziale fino alla fase conclusiva.

Il colosso norvegese di H&M ha lanciato la campagna Bring it – Portali da noi. Si possono consegnare nei punti vendita vestiti di qualsiasi marca e condizione per essere riciclati e in cambio si ottengono buoni sconto. Entro il 2020 l’obbiettivo è raccogliere 25 mila tonnellate di indumenti usati e vecchi ogni anno. L’azienda vuole anche che il cotone utilizzato per l’intera produzione entro il 2030 provenga da fonti rinnovabili.

Ma senza rivolgersi all’abbigliamento nuovo, perchè non cominciare dal riciclo di abiti? Anche riciclare vestiti usati è un atteggiamento di shopping consapevole, in cui il consumatore più attento ai nuovi stili di vita, cerca una nuova via.

Perchè riciclare vestiti usati

Nel riciclo di vestiti si tratta di risparmiare soldi e risorse ambientali, oltre che il lavoro delle persone. Utilizzando materie prime già raffinate si riducono sprechi energetici e materie prime. Basti pensare che per realizzare una maglietta di cotone sono necessari 2700 litri di acqua. Per fortuna la maggior parte di questi tessuti, scarpe e accessori vari, può essere riciclata. Così un semplice indumento usato in qualsiasi condizione può diventare una ricchezza. Con quali benefici?

  • Risparmiare energia necessaria alla produzione di nuovo abbigliamento. In particolare per produrre nuovo abbigliamento servono tantissima acqua ed elettricità.
  • Produrre nuovi materiali Riciclando si possono anche produrre altri tipi di materiali a costo zero. Un vecchio vestito può rinnovarsi e diventare un regalo gradito, oppure trasformarsi in materiale isolante, imbottitura per cuscini e tappeti, in carta e filati.
  • Riduzione discariche inquinanti e costose per i cittadini. Il riciclaggio dei vestiti può contribuire a diminuirne il numero liberando risorse municipali per scopi migliori.
  • Riduzione gas serra La maggior parte dei vestiti è in tessuto e quindi biodegradabile, ma ciò non significa che nello smaltimento non inquini. La decomposizione nelle discariche libera gas serra pericolosi e responsabili dei cambiamenti climatici. Smaltire 100 milioni di chili equivale all’inquinamento di 30 mila automobili.
  • Aiutare paesi poveri attraverso la donazione di abiti dismessi che sono anche una fonte di reddito per molti piccoli proprietari di imprese.

Dove riciclare vestiti usati

  • Annunci vestiti usati Vendere, donare, affidarsi a negozi di seconda mano oppure sviluppare la creatività. Subito, eBay, secondamano, girotondoweb, mercatopoli, mercatinousato, sono tra i più conosciuti in Italia. Videdressing invece è una piattaforma specializzata in abbigliamento di moda firmata.
  • Idee per il riciclo Il web si rivela una fonte inesauribile di idee e proposte per il riciclo di vestiti dvoe trovare negozi e mercatini di seconda mano. Se in buono stato è facile affidarsi a queste realtà di acquisto e scambio anche e soprattutto per l’abbigliamento dei bambini. Esistono catene dell’usato in tutta Italia, cooperative, negozi in conto vendita e molti siti specializzati e piattaforme di e-commerce che mettono in contatto le persone per scambio di merce a tutti i livelli.
  • Donare e riciclare vestiti per chi ha bisogno rimane un gesto semplice e immediato. L’importante è verificare che l’ente sia affidabile. Caritas e oratori accettano di buon grado vestiti usati. In Italia ci sono molte organizzazioni umanitaria a sostegno di progetti ambientali e sociali come il circuito Humana. Mettono a disposizione cassonetti riconoscibili per la raccolta di indumenti usati e permettono di fare shopping solidale. Si comprano vestiti di seconda mano a poco prezzo e il ricavato viene devoluto in progetti di sviluppo nelle zone più povere dell’Africa.

Riciclo creativo

La raccolta di indumenti usati si accompagna all’utilizzo di cotone coltivato senza uso di pesticidi e con un minore consumo di acqua. Poi ci sono i tessuti ecocompatibili come canapa, bambù, lana e cashmere riciclati e colorati con prodotti naturali. Un occhio attento alla qualità del lavoro delle persone è fondamentale per assicurare l’aspetto etico dell’intero progetto. Ma c’è chi fa del riciclo creativo la propria arte.

Riciclare vestiti usati vecchi è un trend a cui partecipano anche architetti, design e artisti di fama internazionale. Un modo per contrastare un mondo basato sullo spreco con progetti creativi di architetti di fama mondiale come Frank Gehry, Robert Venturi e Peter Eisenmann. Come sempre l’arte ha la capacità di mostrare le cose sotto un altro aspetto. La sfida è declinare l’ecologia non come parte di una idea politically correct. Dal recupero dei vestiti fino alle città o ai paesaggi: riciclare è una priorità nel futuro dell’uomo.