Riciclare vestiti

Idee e istruzioni per riciclare vestiti usati vecchi e non solo per risparmiare. Riciclo creativo è la parola magica di una tendenza eco friendly sostenibile anche nel campo della moda e dell’abbigliamento per bambini e adulti

Riciclare vestiti usati e vecchi, più che una moda, è una consapevolezza di cui fa parte anche l’attitudine a comprare e sprecare meno. Senza arrivare ad una vera e propria filosofia di vita minimalista della gioia del meno, recuperare e riutilizzare un oggetto, oltre a fare risparmiare, è una questione etica che coinvolge tutta la filiera di produzione.

Riciclare vestiti o acquistare abbigliamento usato vintage e di moda è parte di un nuovo atteggiamento mentale verso la sostenibilità. Se nei negozi prezzi bassi e nuovi trend invogliano i consumatori allo shopping compulsivo, il risultato è un accumulo che non solo fa spendere inutilmente soldi, ma è anche impossibile da gestire. Jeans, magliette e scarpe vengono prodotte e acquistate ogni giorno da milioni di persone ignare dell’enorme impatto ambientale per la loro produzione e smaltimento.

Perchè riciclare vestiti vecchi

Nel riciclo di prodotti di abbigliamento si utilizzano materie prime già raffinate con una conseguente riduzione di sprechi energetici e di materie prime. Si tratta di risparmiare soldi e risorse ambientali, oltre che sul lavoro delle persone. Un vecchio vestito può rinnovarsi e diventare un regalo gradito, oppure trasformarsi in materiale isolante, imbottitura per cuscini e tappeti, in carta e filati.

Questione di ambiente? Basti pensare che per realizzare una maglietta di cotone sono necessari 2700 litri di acqua. Per fortuna la maggior parte di questi tessuti, scarpe e accessori vari, può essere riciclata. Così un semplice indumento usato in qualsiasi condizione può diventare una ricchezza.

Dove riciclare vestiti usati

Annunci vestiti usati Vendere, donare, affidarsi a negozi di seconda mano oppure sviluppare la creatività. Subito, eBay, secondamano, girotondoweb, mercatopoli, mercatinousato, sono tra i più conosciuti in Italia. Videdressing invece è una piattaforma specializzata in abbigliamento di moda firmata.

Idee per il riciclo Il web si rivela una fonte inesauribile di idee e proposte per il riciclo di vestiti dvoe trovare negozi e mercatini di seconda mano. Se in buono stato è facile affidarsi a queste realtà di acquisto e scambio anche e soprattutto per l’abbigliamento dei bambini. Esistono catene dell’usato in tutta Italia, cooperative, negozi in conto vendita e molti siti specializzati e piattaforme di e-commerce che mettono in contatto le persone per scambio di merce a tutti i livelli.

Donare e riciclare vestiti per chi ha bisogno rimane un gesto semplice e immediato. L’importante è verificare che l’ente sia affidabile. Caritas e oratori accettano di buon grado vestiti usati. In Italia ci sono molte organizzazioni umanitaria a sostegno di progetti ambientali e sociali come il circuito Humana. Mettono a disposizione cassonetti riconoscibili per la raccolta di indumenti usati e permettono di fare shopping solidale. Si comprano vestiti di seconda mano a poco prezzo e il ricavato viene devoluto in progetti di sviluppo nelle zone più povere dell’Africa.

Moda sostenibile

La moda sostenibile è parte integrante di questo nuovo approccio allo shopping. Una pratica apprezzata e condivisa anche da grandi aziende di fama internazionale. La parola green e i progetti di riciclo sono anche un modo per fare marketing. H&M, Intimissimi, OVS, Patagonia, The North Face, Terranova e Kiabi. Tutte alle prese con impegni etici considerevoli e politiche attive per la sostenibilità a partire dal progetto iniziale fino alla fase conclusiva.

Il colosso norvegese di H&M ha lanciato la campagna Bring it – Portali da noi. Si possono consegnare nei punti vendita vestiti di qualsiasi marca e condizione per essere riciclati e in cambio si ottengono buoni sconto. Entro il 2020 l’obbiettivo è raccogliere 25 mila tonnellate di indumenti usati e vecchi ogni anno. L’azienda vuole anche che il cotone utilizzato per l’intera produzione entro il 2030 provenga da fonti rinnovabili.

Cotone organico La raccolta di qualsiasi indumento usato si accompagna all’utilizzo di cotone coltivato senza uso di pesticidi e con un minore consumo di acqua. Poi ci sono i tessuti ecocompatibili come canapa, bambù, lana e cashmere riciclati e colorati con prodotti naturali. Un occhio attento alla qualità del lavoro delle persone è fondamentale per assicurare l’aspetto etico dell’intero progetto. Intanto nascono e si moltiplicano marchi di abbigliamento moda sul web provenienti da tutto il mondo che fanno della sostenibilità la propria eccellenza.

Riciclo creativo

Riciclare vestiti ovviamente non è l’unica forma di riciclo possibile, ma uno stile di vita a cui partecipano architetti, design e artisti di fama internazionale. Vi partecipano architetti di fama mondiale come Frank Gehry, Robert Venturi e Peter Eisenmann. Un modo per contrastare un mondo basato sullo spreco con progetti creativi che hanno la capacità di mostrare le cose sotto un altro aspetto. L’ecologia non è più solo parte di una idea politically correct. La sostenibilità e il recupero parte dai vestiti e finisce nelle nostre città e dei nostri paesaggi come priorità e tendenza anche nel futuro dell’architettura.