Riciclare cose oggetti prodotti e beni per risparmiare, ridurre gli sprechi e salvare l’ambiente. Il riciclo creativo e il riuso come filosofia di vita e tendenza di designer e artisti visionari nella moda, design, architettura che progettano in modo sostenibile

Decenni di bulimia del consumo ci stanno presentando il conto. Inquinamento dell’aria, crisi climatica, siccità sono problemi sempre più evidenti che non possiamo ignorare. Lo hanno capito anche gli economisti, una società basata sulla crescita infinita non è sostenibile per il pianeta. Oltre a parlare di transizione ecologica e di consumo consapevole, si affacciano nuove tendenze che tutte le persone possono far proprie. Il riciclo creativo è una di queste.

Riciclare l’esistente per sprecare meno energia è un imperativo che deve adottare l’industria per salvare il pianeta, ma può essere anche un gioco divertente capace di coinvolgere grandi e bambini. Dal ridurre lo spreco in cucina fino all’utilizzare vestiti usati o a riutilizzare cose e materiali di ogni tipo, i cittadini possono adottare nuovi stili di vita cercando di limitare l’impatto dei loro consumi sull’intero pianeta.

Indice

Industria del riciclo

Prima di essere uno stile di vita, riciclare é una vera e propria industria che ha importanti risvolti dal punto di vista economico. Secondo il report l’Italia del riciclo realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, i rifiuti riciclati stanno diventando il motore dell’economia circolare anche nel nostro paese. Rifiuti urbani e speciali riciclati permettono di risparmiare 63 milioni di tonnellate equivalenti di CO2.

In prima posizione tra i materiali più riciclati c’è la carta. Secondo il rapporto Comieco sulla raccolta differenziata in Italia ogni anno vengono riciclati carta e cartone per 60 chili pro capite. Il 62% della fibra utilizzata dalle cartiere è prodotta con carta riciclata, mentre tra gli imballaggi in cellulosa si arriva all’85%. Il 73% degli imballaggi viene riciclato per un risparmio di decine di milioni di euro all’anno.

Dopo la carta l’industria del riciclo vede ai primi posti acciaio, alluminio e vetro. Tra i settori emergenti il legno riciclato segna la crescita più significativa. Anche altri settori registrano un incremento e rientrano nel ciclo dell’industria i rifiuti ricavati da apparecchiature elettriche ed elettroniche, gli pneumatici, gli scarti di stoffe e i vestiti. La moda sostenibile è impegnata a rivoluzionare la filiera produttiva per sfruttare la sostenibilità anche a livello di marketing.

Riciclo creativo e riuso

Oltre all’industria del riciclo che rimette nel circolo produttivo gli scarti ed è legata alla trasformazione dei prodotti, riciclare può assumere anche significato di riuso. La differenza tra riciclare e riusare è sempre più sottile per i tanti architetti e designer impegnati sul fronte dell’architettura moderna. L’obiettivo è dare nuova vita a strutture e oggetti esistenti, oppure riutilizzarli con nuove finalità.

In questo caso più che di riuso si parla di riciclo creativo come sistema che tutti abbiamo a disposizione per ridurre gli sprechi che riguardano tutte le attività quotidiane. Come possiamo imparare a ridurre lo spreco alimentare, possiamo riutilizzare oggetti in modo creativo. C’è chi usa un vasetto di vetro di marmellata come vaso di fiori, oppure un bancale per costruire una panchina o la struttura di un letto. Ma si può fare molto di più.

Il riciclo creativo non riguarda quindi solo oggetti e prodotti di uso comune. In Nigeria uno studio di architettura ha costruito una scuola galleggiante in mezzo al mare utilizzando materiale di riciclo e legno trovato direttamente sul luogo. La Makoko Floating School è un perfetto esempio di come con buone idee e un pò di fantasia si possa unire la bandiera della sostenibilità ambientale con l’impegno sociale.

Riciclo urbanistico

Il riciclo urbanistico si occupa di rigenerare e riutilizzare vecchie aree dismesse per renderle fruibili ai cittadini. Non si tratta di ripensare solo lo stile di vita dei privati, ma tutto lo sviluppo economico delle città attraverso un interscambio di esperienze tra aziende, università, centri di ricerca e società civile. Questo modello di economia circolare ha lo scopo di diffondere valore nell’interesse collettivo, appoggiandosi anche alla finanza etica.

Quando denaro e sensibilità si incontrano è possibile migliorare la qualità di vita in nome della sostenibilità. Un gruppo di architetti danesi ad esempio ha progettato la Upcycle House seguendo i principi di riciclo e riuso dei materiali. Si tratta di una abitazione di 129 metri quadrati che dal punto di vista estetico non ha niente a cui invidiare alle moderne abitazioni. La struttura principale è realizzata con due container navali in disuso, mentre il resto con legno, vetro e tappi di sughero.

Un esempio di riciclo urbanistico riguarda le Ferrovie dello Stato che da alcuni anni hanno messo a disposizione 1700 stazioni dismesse in Italia a chiunque presenti progetti o attività di riqualificazione in linea con le comunità e l’ambiente. Spesso in totale abbandono, queste strutture sono in attesa che qualcuno si prenda cura di loro e le faccia rinascere. Già centinaia di stazioni sono state assegnate a varie associazioni in intesa con le istituzioni.

In Toscana la stazione di Ronciglione si è trasformata in casa di accoglienza per famiglie con bambini affetti da tumore, mentre un’altra idea è incentivare la costruzione di percorsi greenways sulle vecchie tratte ferroviarie. L’idea di riciclare e riqualificare spazi inutilizzati situati in luoghi dimenticati meravigliosi o di qualche valore storico culturale non è nuova in Italia. Associazioni come Temporiuso operano sul territorio con progetti di riutilizzo di spazi aperti vuoti pubblici o privati, per creare attività culturali e non.

Riciclare è un’arte

Nel riciclo creativo si riducono gli sprechi saltando la fase di produzione, dato che produrre e riciclare materiali biodegradabili (come la plastica) comunque comporta l’utilizzo di energia. Un esempio sono le posate commestibili Bakeys made in India create con farina di miglio, riso e sorgo mischiate con acqua. All’impasto base vengono aggiunti aromi naturali, sale o zucchero e nessun conservante. Le posate sono pronte per essere gustate a fine pranzo o essere buttate tra i rifiuti umidi.

Per trovare idee di riuso e riciclo creativo di oggetti di uso comune basta perdersi tra le soluzioni più disparate dei video di YouTube, ma riciclare é una vera prerogativa dell’arte. Tanti sono gli artisti che decidono di sfidare la creatività utilizzando materiale ricilato. Dai vecchi container trasformati in case moderne, alla moda pret a porter realizzata con bottiglie in plastica, passando da illustrazioni di semplici oggetti quotidiani.

Riciclare nell’arte diventa un messaggio di denuncia contro gli sprechi dell’umanità e può aiutare chi è in difficoltà. La trash art può partire dai rifiuti per creare nuovi trend per le mode del futuro. A volte cambiare prospettiva e guardare il mondo con occhi diversi può far scattare la scintilla, un’idea capace di trasformare gli scarti in oggetti che tornano a vivere con una leggerezza simile a poesia.

Per l’artista californiano Gregory Kloehn adattare vecchie porte, finestre, contenitori e vari rifiuti abbandonati in strada ha anche uno scopo umanitario: donare una casa davvero ‘alternativa’ a chi non può permetterselo. Altro discorso per Javier Pérez, meglio conosciuto come Cintascotch che si occupa di illustrazione. I suoi disegni hanno la particolarità di far rivivere linguette di lattine trasformate in ali di farfalle, resti di cannuccia in telescopi, cucchiaini incastonati in vecchie chitarre.

Riuso nella moda

Nella moda un esempio di riciclo creativo riguarda l’artista Enrica Borghi che dagli anni novanta lavora con bottiglie di plastica e strisce di resti di sacchetti dell’immondizia intrecciati all’uncinetto per creare abiti trasparenti in plastica e non solo. Le sue installazioni, decorazioni e sculture evocano esempi classici con significati che vanno ben al di là del semplice riciclare oggetti.

Il riuso nella moda non riguarda solo forme estreme e stravaganti e va oltre il fascino degli abiti vintage usati. Per i grandi stilisti l’eccesso di scarti e capi sempre più difficili da vendere e smaltire sta facendo crescere il trend del riuso creativo o upcycling. L’idea è elaborare rimanenze di stoffe, tessuti d’archivio e vecchie collezioni per trasformarle in qualcosa di nuovo e attuale.

Il vintage d’autore nella moda si alimenta di talento e artigianato. Per scomporre e ricomporre vecchi abiti e rielaborarli secondo i nuovi paradigmi dello stile non si spreca nulla. Dal progetto Upcycled di Miu Miu fino al brand Upcycling Ideology del designer di Louis Vittuon Virgin Abloh, le idee dei creativi tra passato e presente non mancano. Si tratta di pezzi esclusivi numerati che dipendono dalla quantità di stoffa disponibile.

Riclo e riuso: ma gli scarti?

Alla fine di questa carrellata sul ricliclo creativo non poteva mancare lo sterco: se pensiamo ai rifiuti cosa più lo rappresenta? Il museo dello sterco lo declina in ogni aspetto. Scienza, arte della trasformazione e spirito ecologico guidano questo insolito progetto ricavato nello spazio di un vecchio castello limitrofo all’azienda agricola di Castelbosco, in provincia di Piacenza. Ci sono reperti scientifici, manufatti, opere d’arte nel tempo all’uso e riuso di tanti oggetti curiosi.

Gianantonio Locatelli, proprietario e produttore di Grana Padano, qui tiene 2500 bovini da latte e mette in mostra scarabei stercorarii, abitazioni africane antichissime, opere storico-letterarie come la Naturalis Historia di Plinio, fino alle ricerche scientifiche attuali e alla produzione artistica a base di riuso di scarti e rifiuti. Ci sono anche oggetti realizzati in merdacotta come vasi, portafiori, ma anche piatti e tazze.

Parlando di questo argomomento è impossibile dimenticare il contributo dato dall’artista Piero Manzoni degli anni ’60 con le famose scatolette intitolate Merda d’artista. Ancora oggi fanno discutere e valgono un patrimonio: una delle 90 scatolette di Manzoni è stata venduta nel 2012 per circa 120mila euro. Più vicino ai giorni nostri c’è artista belga Wim Delvoje che ha creato Cloaca, una macchina mastodontica con tubi e meccanismi capaci di digerire e produrre sterco come una persona umana. Un modo efficace per ricordare a tutti che riciclo e riuso sono indispensabili più che il consumo destinato a produrre scarti.