Riciclare avanzi in cucina

Riciclare avanzi e non sprecare gas ed energia in cucina non è difficile e fa bene all’ambiente. Ridurre cibo buttato e consumo energetico può fare risparmiare molti soldi tra spesa e bollette: bastano poche sane abitudini

Riciclare avanzi in cucina è oramai diventato un obbligo non solo per risparmiare, ma soprattutto per non non sprecare e inquinare l’ambiente. Insieme alle corrette pratiche di risparmio energetico, cucinare in modo corretto fa parte di una serie di strategie che tutti possiamo adottare a casa per risparmiare soldi e sprecare meno. Adottare uno stile di vita sostenibile significa essere consapevoli della sacralità della terra: le abitudini alimentari più o meno corrette di miliardi di persone hanno un peso essenziale. Un imperativo etico poco alla volta adottato da aziende, associazioni e governi, ma che deve partire anche dal quotidiano, a cominciare dal pianificare la spesa.

Il primo passo per eliminare lo spreco in cucina infatti è fare una spesa oculata ma non solo: cosa succederebbe se tutte le persone riuscissero ad utilizzare meglio gli scarti di cibo o a riciclare gli avanzi, oppure a sprecare meno energia e gas tra i fornelli di casa? Tutti possono ridimensionare le proprie esigenze con piccoli accorgimenti e consigli, cominciando dal non acquistare cibo inutile, anche per rispamiare. Significa mettere nel carrello prodotti sapendo cosa già si ha in casa per non rischiare di accumulare alimenti che con il tempo inevitabilmente perdono principi nutritivi e lungo andare si deteriorano finendo nella spazzatura.

Riciclare avanzi contro lo spreco

In Italia e nel mondo c’è un enorme spreco alimentare. Senza quasi saperlo ogni anno gettiamo nella spazzatura tonnellate di prodotti alimentari, dimenticandoci che le risorse naturali sono limitate. Il 54% del cibo buttato ha origine casalinga. Per i soli prodotti vegetali lo scarto arriva fino al 40% del peso totale dell’articolo. Mancata attenzione di scadenze, conservazione errata o spesa eccessiva sono i motivi che alla fine producono solo in Italia quasi 4 milioni di tonnellate di scarti per un valore di 15 miliardi.

Nel mondo secondo gli ultimi rapporti della Fao le cifre sono addirittura di 1,3 miliardi di tonnellate per 128 miliardi di euro che, oltre a considerare all’impatto ambientale, potrebbero certamente anche essere distribuiti in modo migliore. Ma innanzitutto qualcosa può essere fatto all’interno delle famiglie. Per favorire il riciclo in cucina ci sono paesi che hanno adottato tasse sull’umido, o reso più facili le donazioni per recuperare gli alimenti lungo tutta la catena alimentare.

Riciclare avanzi per innovare

Riciclare avanzi in cucina è una vera arte che non può contare esclusivamente sul fai da te o sulle idee di chef innovativi. È uno stile di vita che nasce anche in seguito ad importanti iniziative patrocinate da università e istituzioni, anche perché il cibo avanzato e gli scarti alimentari non servono solo per cucinare. Non a caso si chiama Food innovation global mission il progetto patrocinato dal ministero degli affari esteri in collaborazione con il Future Food Institute di Bologna. Una vera missione condotta da ricercatori di 14 paesi che credono nell’importanza della sostenibilità nella produzione del cibo.

Fondamentale l’impatto che tecnologia e comunicazione possono avere nel convincere le masse ad adottare comportamenti più corretti. Trasformare il cibo in coloranti è ad esempio un piccolo esempio di riciclo in cucina per ridurre lo spreco alimentare. E tra le realtà più interessanti scovate dai ricercatori, c’è proprio quella di Dyelicious, una piccola azienda di Hong Kong che dai rifiuti alimentari crea colori per tessuti. Il colore rosso dal legno, giallo da cipolla e zenzero, blu da cavolo viola e grigi dal tè. Ma anche una buccia d’arancia dopo una serie di procedimenti può diventare un buon colorante arancione e un ananas marcio un color giallo ocra.

Cucinare gli scarti

L’arte del riciclare avanzi in cucina è basata sul trasformare. Con un poco di fantasia anche gli scarti possono rivivere e regalare piatti gustosi ricci di principi nutritivi. Tutto o quasi può servire. Si possono cucinare frittate anche con la pasta avanzata, mousse e passati di verdure con avanzi di finocchi. Poi ci sono parti di verdure solitamente ignorate come le foglie di sedano, la parte più verde del porro, le foglie più esterne di insalate, carciofi e cavolfiori, broccoli e verza. Scarti di verdure da frullare insieme e servire con pane raffermo condito con un goccio di olio extravergine. E ancora risotto al salto, ribollita e pappa al pomodoro come grandi classici per risparmiare in cucina.

Gli scarti sono una ghiotta occasione per mettersi alla prova e rivalutare sapori dimenticati. Le care polpette della nonna insieme ai numerosi piatti tipici regionali, quelli così detti ‘poveri’, sono creati con i prodotti di stagione a portata di mano. Un altro regalo all’ambiente è privilegiare i prodotti locali e la filiera corta, acquistare direttamente dal contadino oppure entrare nel circuito dei Gas di zona. Sono attenzioni che possono fare la differenza anche per risparmiare in cucina.

Ricette a base di avanzi

Le ricette del riciclo in cucina sono davvero infinite anche per le modalità di cottura e conservazione. Polpette fritte, in umido con sugo di pomodoro e persino cotte in pentola a pressione, come una minestra, possono creare una divertente e gustosa alternativa. Fondamentale è l’uso di erbe aromatiche come prezzemolo, rosmarino, timo e salvia che in piccole quantità regalano un sapore piacevole inconfondibile. Per la conservazione degli scarti l’attenzione deve essere rivolta all’igiene di contenitori, del frigorifero e del freezer.

Esistono luoghi e persone che oltre a riciclare avanzi e scarti in pietanze appetitose, mischiano nuove fonti di cibo con vecchie tecniche di conservazione. Si possono cucinare bucce di banana e anguria, per esempio insieme a radici, semi e molti altri scarti che di solito finiscono in pattumiera. In Danimarca e nei paesi scandinavi questa mentalità si chiama New Nordic Cousine, lanciata alla scoperta di nuove fonti di cibo come di sorta di esplorazione scientifica e creativa, ma anche di sopravvivenza.

Il riciclo in cucina diventa così sperimentazione culinaria per valorizzare il locale e il sano. Cosa può regalare il luogo dove si vive? Alghe, aghi di pino, licheni e insetti? I risultati sono sensazionali, tanto che importanti chef di Copenaghen hanno attinto alle nuove ricette create dal nuovo movimento nordico. Gunnar Gíslason, mente culinaria di Noma, uno dei ristoranti più famosi al mondo, è uno dei nuovi maestri che fondono le tradizioni della cucina islandese come salatura, fermentazione e affumicatura insieme ai principi della nuova filosofia di cucina nordica.

Risparmiare gas ed energia

Oltre a riciclare gli avanzi, una buona strategia antispreco in cucina prevede anche di diminuire l’energia e il gas utilizzato per cucinare gli alimenti. Quanto consumano i fornelli? Tutto dipende dal cibo che si vuole preparare e dagli strumenti utilizzati, ma possono bastare alcuni semplici consigli per risparmiare soldi ed emissioni, senza arrivare a soluzioni complesse che necessitano l’introduzione di nuove tecnologie.

Fondamentale sarebbe ottimizzare gli impianti e utilizzare energie alternative, ma si può cominciare con l’eliminare gli sprechi più evidenti. La crisi economica d’altronde ha portato un nuovo vento che a partire da una maggiore consapevolezza sui consumi, parla di sostenibilità. Risparmiare cucinando con abilità può diventare una abitudine, mentre l’utilizzo di padelle e pentole della giusta dimensione aiuta a non disperdere il calore dei fornelli. Infine si possono trovare soluzioni alternative che sfruttano il calore rilasciato dai cibi subito dopo il breve momento della cottura tradizionale.

Come risparmiare gas e corrente

Alcuni piccoli consigli pratici per il risparmio energetico in cucina sono tornati d’attualità in tutta la filiera della preparazione di piatti e ricette. Tra i principi base dell’ecologia domestica che ognuno dovrebbe adottare quotidianamente ci sono altri semplici consigli. Per prima cosa quando si cuoce il cibo non bisogna mai dimenticare di utilizzare il coperchio. Forno a microonde, pentola a pressione e tostapane assicurano un risparmio energetico maggiore rispetto al forno tradizionale e alle classiche pentole sui fuochi.

Se si utilizza il forno, eliminare preriscaldamento e non aprirlo durante la cottura dei cibi, magari cercando di sfruttare il calore della cottura per più alimenti. Si può spegnere il gas prima che il cibo sia cotto, dato che il calore residuo è perfetto per cuocere risparmiando sulla bolletta del gas. Le pentole devono avere la giusta dimensione rispetto al bruciatore: usare piccole pentole con grandi bruciatori e viceversa fa sprecare energia inutilmente.

Il frigorifero è l’elettrodomestico che consuma più energia di tutta la casa. Per risparmiare senza sprecare decine di euro all’anno, basta regolare il termostato su una temperatura giusta (2 su una scala 1-5) non eccessivamente fredda ed evitare di aprirlo in continuazione. Infine la temperatura della lavastoviglie non deve essere troppo elevata, più è alta e più il consumo energetico sale. Se i piatti non sono troppo sporchi e vengono prima risciaquati sotto al rubinetto, può bastare l’acqua fredda o tiepida. Riempire la lavastoviglie sempre bene dato che il ciclo di lavaggio è uguale con ogni tipo di carico.

Tecnologie risparmio energetico cucina

Per cuocere i cibi attenti al risparmio energetico in cucina esistono anche soluzioni ecologiche brevettate da aziende leader nel settore delle tecnologie rinnovabili. Un vero rimedio contro la penuria energetica è l’utilizzo di sacche isolanti che trattengono il calore e il freddo. Si chiama Wonderbag e può prolungare il calore mantenendo la cottura nella pentola per ore. Questo contenitore intelligente inventato da Sarah Collins è perfetto come metodo di cottura lenta. Il calore si mantiene anche dopo che la fonte energetica è stata spenta e può essere utile per le popolazioni in via di sviluppo come vero e proprio strumento di sopravvivenza.

PowerPot è una pentola che riscalda l’acqua e nello stesso tempo diventa un generatore termoelettrico leggero che converte il calore in energia elettrica a corrente continua. Come dire che oltre a riscaldare la minestra la fantastica pentola può caricare lo smartphone.

onEPuck è una piastra che genera energia elettrica dalle differenze di temperatura. Il principio è semplice: assorbe energia dalla differenza disparità termica. La stessa elettricità prodotta viene poi incanalata e in seguito utilizzata un modo da ricaricare un telefono cellulare o altro dispositivo mobile utilizzando una bevanda calda o fredda.