ricchi aumentano

Nel mondo i ricchi aumentano ma sono sempre più anche i poveri e le disuguaglianze. L’1% di persone ha come metà mondo: ecco cosa succede se la concentrazione della ricchezza è nelle mani di pochi

Non c’è niente da fare, mentre nel mondo e anche in Europa i problemi economici per la persone normali crescono, i ricchi aumentano così come la ricchezza concentrata nelle mani di pochi. Insomma i ricchi diventano sempre più ricchi e vivono tra lussi sfrenati, mentre la maggior parte delle persone alle nostre altitudini fatica ad arrivare a fine mese e nei paesi meno avanzati vive in condizioni di povertà assoluta. A mettere il dito nella piaga questa volta è un rapporto di Oxfam, associazione che si batte contro la povertà nel mondo.

Secondo le sue stime c’è un 1% di persone ricche che hanno più soldi del resto del mondo ed in particolare ci sono 62 Paperoni – di cui 53 uomini – che hanno una ricchezza maggiore di metà della popolazione mondiale più povera (3,6 miliardi di persone). Non è solo un problema di tipo etico: se i ricchi aumentano questa enorme concentrazione di ricchezza non può che creare distorsioni nelle relazioni con il potere economico e politico, favorendo logiche clientelari, leggi e regolamenti che aumentano ancora di più le disfunzioni del mercato a proprio beneficio. Non a caso si stima siano 7.600 i miliardi di dollari occultati in paradisi fiscali offshore. Soldi che non hanno nessun ricaduta sulla società e non contribuiscono in alcun modo al benessere collettivo.

Ricchezza dei più ricchi aumenta

Le persone più ricche del mondo dispongono di beni e patrimoni per 1.760 miliardi di dollari come dicono le classifiche di Bloomberg. Dal 2010 la loro ricchezza è aumentata del 44% (oltre 500 miliardi di dollari) ed è ancora destinata ad aumentare del 39% nei prossimi anni, mentre alla metà dei più poveri, considerando lo stesso lasso di tempo, mancano al saldo 1.000 miliardi di dollari (-41%). Non è certo una novità se pensiamo che dall’inizio del secolo i più ricchi hanno aumentato la ricchezza del 50% contro l’1% dei più poveri.

Paradossalmente le popolazioni più povere sono anche più sottoposte alla furia dei cambiamenti climatici causate dalle emissioni dell’uomo di cui contribuiscono solo per il 10%. Oltre agli effetti complessivi sulla popolazione, nei paesi in cui i ricchi aumentano e le disuguaglianze economiche sono maggiori si nota anche un maggior divario tra uomini e donne in termini di reddito, salute, partecipazione politica, istruzione.

Non c’è settore economico in cui le disuguaglianze non facciano sentire il loro peso: dall’industria estrattiva che favorisce guadagni enormi nelle mani di pochi, al settore finanziario sempre favorevole alle fasce più ricche della popolazione, al settore dell’abbigliamento che delocalizza la produzione producendo una concorrenza al ribasso nei paesi più poveri ampliando i margini di guadagno, fino al dominio delle grandi imprese che diventando monopoli arrivano a fissare i prezzi e a condizionare la vita delle persone.

Favoriti investimenti dei più ricchi

Infine fanno riflettere i dati di una recente inchiesta di tre economisti italiani che hanno cercato di capire i meccanismi dell’industria finanziaria prendendo come riferimento la situazione in Norvegia, paese avanzato sia sotto il profilo sociale che economico, anche perchè tutti pagano le tasse e gli squilibri tra ricchi e poveri dovrebbero essere minori.

Eppure non è così: per quale motivo? Alla base dei rapporti di forza economici delle famiglie c’è un fatto determinante, ovvero il diverso trattamento di banche e gestori che privilegiano sempre il rendimento dei patrimoni più grandi. Un gap che è stato calcolato in una percentuale di circa il 3% e che si auto alimenta in modo esponenziale nei decenni alimentando disuguaglianze anche nelle nazioni più evolute.