Quante volte utilizziamo la parola ‘rivoluzione’ parlando di tecnologia in campo musicale? Già, basta distrarsi un attimo e in un breve lasso di tempo tutto diventa vecchio e obsoleto: lp e nastri magnetici sono oramai solo un ricordo… i cd sono in via d’estinzione.

Eppure non è detto che il progresso arrivi solo per cancellare la storia, anzi. Irene, ad esempio, è una nuova macchina che resuscita la musica del passato. Il problema non è solo fare rinascere vecchi vinili in mp3. Chi ci ha provato si sarà accorto della difficoltà di ottenere risultati soddisfacenti, specialmente nel caso di dischi molto rovinati. A poco serve intervenire con software e filtri per eliminare i fruscii. Per migliorare la qualità è necessario operare all’origine del processo del suono analogico, ricostruendo i solchi del vinile. Già, ma come?

Irene lo fa semplicemente scattando una serie di fotografie digitali ad altissima risoluzione della superficie del disco. Successivamente le foto, attraverso un apposito software, vengono processate in un unica traccia audio e vengono riprodotte dal computer. Il risultato e decisamente migliore rispetto a quello ottenibile anche con i giradischi più sofisticati. Il sistema, attualmente in prova alla Libreria del Congresso americana, una volta ottimizzato potrebbe garantire la conservazione di un bel pezzo di storia culturale e artistica del ventesimo secolo. Milioni di vecchie registrazioni potrebbero essere archiviate in file digitali e rese disponibili a musicisti, studiosi e appassionati. Insomma un bel modo di utilizzare le tecnologie del futuro per recuperare e diffondere le conoscenze del passato.