realta virtuale e aumentata ad un concerto

Realtà virtuale e aumentata scendono in campo nella musica per portare artisti e musicisti direttamente a casa delle persone e non solo. Dai concerti a domicilio fino alle nuove esperienze di musica live sempre più coinvolgenti

Realtà virtuale e aumentata sono le nuove frontiere dell’intrattenimento anche nella musica. Se ascoltare concerti live insieme agli altri è una esperienza a cui i fans di tutto il mondo non vorrebbero mai rinunciare, la tecnologia sta facendo passi da gigante per fare provare nuove esperienze sempre più coinvolgenti tra immagini in 3d e suoni che si possono godere grazie ai nuovi visori o ad un semplice smartphone.

Cosa può fermare il pubblico dall’uscire di casa per godersi un concerto? Nel caso delle pandemie é evidente, ma ci sono motivi molto meno gravi come il prezzo dei biglietti elevato, forse la pigrizia, o il fatto che il concerto è dall’altra parte del mondo. In questo articolo vedremo come con la tecnologia anche l’ultimo degli ostacoli della musica live si possa superare. La realtà virtuale porta gli artisti direttamente a casa del pubblico, mentre con la realtà aumentata chi partecipa ad un concerto può vivere l’esperienza live in modo nuovo e coinvolgente a diretto contatto con il proprio artista preferito.

Realtà virtuale o aumentata

La differenza tra realtà virtuale o aumentata la identifica lo stesso nome. Nel caso della virtual reality (VR) si tratta di immergersi visivamente in un mondo del tutto virtuale, mentre nel caso dell’augmented reality (AR) la realtà viene in qualche modo incrementata con la sovrapposizione di contenuti digitali. Entrambi i sistemi fanno uso di smartphone o dei nuovi visori sul mercato. Oculos, Samsung, Lenovo sono alcune tra le migliori marche che cercano di conquistare il mercato dei videogame e dell’intrattenimento con caratteristiche innovative e prezzi sempre prezzi abbordabili.

Come possono questi sistemi virtuali interagire con la musica? In particolare per i concerti dal vivo ai musicisti basta una applicazione come Melody vr per riprendersi ed essere in onda in diretta ovunque, proiettati come suonassero dal vivo in qualsiasi appartamento. Perchè l’effetto risulti verosimile, giusto per intenderci sul modello del tanto famoso Pokémon Go, i musicisti devono avere solo l’accortezza di riprendersi con alle spalle uno schermo verde.

Nell’era digitale gli sviluppatori di questa applicazione e di altre simili, come Waves, sembrano essere pienamente consapevoli del ruolo che la musica può avere anche nel mondo della comunicazione e della pubblicità. Concerti a domicilio a parte, le performance possono adattarsi perfettamente ad avere come sfondo qualsiasi marchio o prodotto, oppure essere inserite in location specifiche come locali o eventi a tema.

Rapporto tra artista e pubblico

La realtà virtuale non sarà forse il massimo per i musicisti che ad inizio carriera sognavano di avere un contatto diretto e quasi fisico con il pubblico, ma a ben pensarci per gli artisti questo tipo di monetizzazione non è nemmeno eccessivamente penalizzante o invasiva. In fondo per chi fa musica è avere la possibilità di esibirsi la cosa più importante: in questo caso chi desidera suonare ed esibirsi può farlo su un palco virtuale senza sobbarcarsi nessun costo, basta iscriversi al servizio e impostare un profilo gratuito.

Assistere ad un concerto sul proprio smartphone o visore, in qualsiasi luogo ci si trovi ad un costo irrisorio non è l’unica possibilità di della realtà virtuale ed aumentata. I fans possono anche interagire direttamente con i musicisti in tempo reale, ad esempio per richiedere una specifica canzone, oppure per vedere i backstage in diretta tra la folla di un concerto. Peex è una applicazione che consente addirittura di mixare a piacimento i vari strumenti che suonano sul palco dal vivo, controllando cinque canali diversi di voce, chitarra, basso, tastiera e batteria. Testimonial del sistema è addirittura una star del calibro di Elton John che ha venduto centinaia di milioni di dischi in carriera.

Musica virtuale o aumentata

Realtà virtuale e aumentata vanno anche ben oltre i concerti e la musica dal vivo ad uso esclusivo del pubblico più giovane. Per gli appassionati di musica classica ad esempio Sibelius 360 è una applicazione per vivere le esperienze di una orchestra classica, come nel caso della Philarmonia Orchestra di Londra. Per chi ama i vinile e il mondo vintage Vinyl Reality promette di diventare veri dj con due piatti a disposizione per remixare brani a piacimento. Ma indossando un visore si possono anche suonare strumenti virtuali come nel caso di Playthingvr studiato per i bambini.

Quelle che abbiamo visto in questo articolo sono solo alcune delle applicazioni che cambieranno il modo in cui le persone ascoltano e interagiscono con la musica. In America sono quasi 40 milioni le persone che utilizzano app o dispositivi di virtual reality, ma siamo solo all’inizio. Come alcuni decenni fa i videoclip erano stati una rivoluzione, oggi l’industria musicale studia costantemente nuove integrazioni con la tecnologia per migliorare l’esperienza d’ascolto e spingere gli appassionati a spendere soldi.