rapper più ricchi

Il rap è nato come movimento culturale underground e di protesta al sistema. Ma oggi è la musica del momento e i rapper più ricchi, oltre a conquistare le classifiche musicali, sono diventate imprenditori in vari ambiti del mercato

Il rap è la musica del momento. Un successo testimoniato dai tanti rapper più ricchi che scalano le classifiche in italia e in tutto il mondo con giovani artisti meno che vent’enni e star affermate che sorpassano i 40 anni.

La rivista Forbes, specialista in classifiche sugli uomini più ricchi del pianeta, si è chiesta quali fossero i rappers più ricchi al mondo stilando una classifica in base ai redditi. A dire il vero più che parlare di rap e hip hop, qui si tratta di personaggi diventati in breve tempo imprenditori capaci di differenziare le attività ad ogni livello. Spesso attorno al loro marchio girano interessi milionari di vere e proprie aziende che si dividono tra spettacolo, editoria, commercio e altre iniziative commerciali.

Classifica rapper più ricchi

Non sarà un caso che al primo posto della classifica troviamo il rapper e produttore Dr. Dre che malgrado sia dal 1999 che non pubblica un disco a suo nome, è arrivato a racimolare un patrimonio di 620 milioni di dollari principalmente per i 3 miliardi di dollari spesi da Apple per acquistare la sua società di cuffie Beats.

Dopo Dr. Dre troviamo molto staccati a a parimerito Jay Z e Puff Daddy con 60 milioni di dollari dovuti principalmente a vendite di album, commercio e distribuzione di liquori vari, sponsorizzazioni e altro. Al quarto posto troviamo invece Drake con 33 milioni di dollari di guadagni ottenuti tra album, concerti e come testimonial della Nike.

Macklemore & Ryan Lewis completano la top five con 32 milioni di dollari. La musica almeno in questo caso sembra in cima ai loro pensieri, con 7 nomination ai Grammy Awards, tra cui Best New Artist e Best Rap Album. Oltre Dr. Dre che è chiaramente un caso a parte, tutti i rappers hanno incrementato e di molto i loro guadagni rispetto al 2013. Insomma la crisi della musica qui non c’entra: ma forse nemmeno la musica.