radio locali

La prima grande mostra dedicata alle radio libere italiane al museo della tecnica di Milano. Una mostra pensata per far conoscere a tutte le generazioni di italiani uno dei processi socio-culturali più importanti nella trasformazione dell’Italia negli ultimi decenni

Un percorso che comprende memoria, abitudini e curiosità che non si esaurisce nella sua funzione espositiva, ma intende coinvolgere attivamente il visitatore attraverso postazioni multimediali ed exhibit interattivi. Fotografie, suoni, immagini, musica, jingle, sigle di apertura e di chiusura dei programmi, filmati, oggetti, materiali storici, strumentazioni legate al mondo radiofonico con i racconti dei protagonisti… tutto a testimoniare i trent’anni anni di Libertà d’Antenna.

Dovete sapere che esattamente trent’anni fa una celebre sentenza della Corte Costituzionale sancisce la legittimità di trasmissioni radiofoniche private, purché a copertura locale. Questo evento fa uscire dalla clandestinità i pionieri dell’etere e segna la fioritura di centinaia di “radio libere”. Nasce così un fenomeno destinato a caratterizzare dal punto di vista sociale, culturale e politico i decenni a venire.

La storia è particolarmente interessante. Nel 1966 iniziano le trasmissioni in italiano di Radio Monte Carlo mentre l’Italia del boom economico ascolta in onde medie: al microfono disc-jockey-animatori (come Awanagana, Robertino, Herbert Pagani, Ettore Andenna, Riccardo Heinen, Luisella Berrino) che si fanno chiamare solo per nome e hanno un ritmo sconosciuto alla radio pubblica. L’influenza del suo stile sulla radiofonia privata italiana sarà enorme.

La prima esperienza di radio libera in Italia dura soltanto due giorni: tra il 25 e il 26 marzo 1970 trasmette Radio Libera Partinico (Radio Sicilia Libera). Nata per iniziativa di Danilo Dolci, la radio dà voce ai terremotati del Belice, ma viene chiusa dalla polizia dopo 27 ore.

Tre anni più tardi iniziano a trasmettere in maniera episodica e irregolare varie emittenti radiofoniche considerate “clandestine” o “pirata”. Si intensifica così la fase di sperimentazione delle radio “libere”. Tra le tante esperienze, Radio Potenza Centrale, attiva tuttora, il cui fondatore Bonaventura Postiglione trasmetteva da un’automobile mai parcheggiata nello stesso posto, e Radio Bologna, nata per iniziativa del regista Roberto Faenza.

Il 1° gennaio 1975 iniziano le trasmissioni regolari di Radio Parma. Tra i primi a trasmettere c’è un ragazzino alto e magro, di nome Mauro Coruzzi, ora meglio noto come Platinette. Il 10 marzo nasce Radio Milano International per opera di Nino Cozzi, in arte P3 e dei fratelli Piero e Rino Borra. L’emittente irradia da una frequenza vicinissima a quella del programma nazionale della Rai, cui contrappone una programmazione di non stop music. Presto la chiusura decisa dal pretore e poi la riapertura.

Qui nascono, tra gli altri, Gerry Scotti, Leopardo, Claudio Cecchetto e Albertino. Alla fine dell’anno le radio private segnalate sulle varie riviste specializzate, tra cui Millecanali, superano le 100 unità. Quella straordinaria stagione di fermento sarà ricordata come la stagione dei “Cento Fiori”.

La mostra è collocata nella vasta area Telecomunicazioni del Museo che rappresenta una delle più importanti collezioni in Europa dedicate al settore della tecnologia delle Telecomunicazioni.