programmi tv

Sempre più programmi radiofonici sbarcano in televisione. Cosa sta succedendo alla radio in tv, perchè ha bisogno di farsi vedere? Semplice, si adatta all’era di internet: il futuro è nei video. La gente ha poca voglia di leggere e di ascoltare?

Dopo Fiorello, che ha portato il fortunato varietà radiofonico Viva Radio2 in televisione con Marco Baldini, Linus e Nicola Savino con il programma Deejay chiama Italia… ma la musica e le parole non bastano più? Il fenomeno ovviamente non è solo italiano. Un articolo del New York Times rileva come tutte le stazioni radio commerciali americane siano impegnate da tempo nella produzione di video. Si va dalla semplice telecamera nella sala di trasmissione, alla copertura di eventi sportivi, ai video musicali, alla ripresa di performance live: l’obiettivo non è fare un prodotto di raffinata qualità televisiva.

Il fatto è che dopo internet e You Tube, tutti i media cercano di stare al passo e di trasformarsi in canali multimediali interattivi. L’hanno fatto i quotidiani con blog, podcast e streaming video; ora è il momento della radio. E pensare che qualcuno, ai tempi della nascita di Mtv, sosteneva che i video avrebbero ucciso i programmi radiofonici; ora potrebbero diventare la loro ancora di salvezza.

Perchè se è vero che oltre il 90% degli americani ascoltano la radio tradizionale, secondo la società di rilevazione Arbitron è anche vero che negli ultimi dieci anni è diminuito del 14% il tempo passato dagli americani con la radio accesa, mentre l’indice di borsa Bloomberg dei titoli delle società radiofoniche è diminuito del 40% negli ultimi tre anni.

Per adesso i video sono marginali e rappresentano solo una piccola parte dei 20 miliardi di dollari di entrate pubblicitarie fatturati dall’industria radiofonica, ma in un futuro che vedrà una sempre maggiore convergenza tra le varie piattaforme digitali, potrebbero rivelarsi la fonte decisiva per attrarre nuovi investitori.