vecchie radio fm

Ci abbiamo fatto l’abitudine, nella musica la tecnologia rende obsoleti sistemi a cui non basta essere affezionati affinchè non finiscano nel dimenticatoio. Così dopo avere messo in cantina le audiocassette, parlato di fine dei cd e vissuto la parabola degli iPod ora sembra venuto il momento di pensare all’addio della Radio Fm.

Nella lista come avrete visto non ci sono i vinili dato che la passione di tanti sembra scongiurare l’oblio – si assiste anzi ad vera rinascita del vinile – ma per quanto riguarda la radio in modulazione di frequenza il fenomeno prima o poi avverrà e non sarà reversibile perchè cambierà il sistema di trasmissione a monte. Significa insomma che prima o poi diremo addio alla manopola per sintonizzare le stazioni così come abbiamo detto addio a quella del televisore per sintonizzare i canali con l’avvento del digitale terrestre.

Tra quanto tempo anche la radio da analogica diventerà solo digitale? Impossibile saperlo, ma la novità è che sappiamo chi sarà il primo paese che effettuerà lo switch-off della radio: il Ministro della Cultura norvegese ha annunciato che la Norvegia trasformerà il sistema di trasmissione analogico delle sue stazioni nazionali FM in Digital Audio Broadcasting (DAB) nel 2017. Tranquilli, prima che ciò accada in tutti le altre nazioni del mondo passerà del tempo e in Italia probabilmente di più, purtroppo anche per problemi di arretratrezza delle infrastrutture.

In ogni caso quando verrà l’ora sarà impossibile non ricordare con una certa nostalgia il ruolo che la Radio Fm ha avuto nella società nel diffondere la musica alla fine degli anni ’60 e ’70 grazie anche alla nascita e alla diffusione di radio libere capaci di trasmettere nuova musica ad un livello qualitativo molto più alto rispetto alle vecchie grandi stazioni radio AM, sia in termini di qualità audio che di musica.

Attraverso le Radio Fm che ancora oggi malgrado tutto dominano le classifiche in quanto a sistemi d’ascolto più utilizzati, la musica ha cambiato il suo volto così come il suo mercato e la sua diffusione in tutti gli strati della popolazione. Attraverso le radio fm sono nati i miti pop e rock molto prima dei like e delle condivisioni social, semplicemente grazie ad una antenna e al passaparola tra amici.

Per la Norvegia la questione oltre che culturale è molto più prosaicamente economica: costa otto volte meno allo stato offrire 22 canali DAB rispetto a cinque canali FM e oltre ai 25 milioni di dollari risparmiati c’è il fatto che il 56% della popolazione norvegese già possiede e ascolta radio attraverso il DAB con un 20% di cittadini che hanno apparecchi in grado di ricevere il segnale digitale anche in auto.

Se gli ascoltatori norvegesi affronteranno i cambiamenti senza troppi patemi la stessa cosa non vale per le emittenti radiofoniche spaventate dal fatto che il pubblico, una volta trasformato tutto in digitale, per ascoltare musica si rivolgerà sempre più a servizi di streaming tipo Spotify lasciando le trasmissioni radio. Staremo a vedere, per adesso gli italiani possono stare tranquilli.