Oliver Sacks

L’inclinazione umana per la musica, l’uomo come creatura musicale, gli effetti della musica sulle funzioni celebrali, e poi allucinazioni sonore, amusia, disarmonia, epilessia musogena. Musicofilia, il libro dedicato alla musica di Oliver Sacks.

Oliver Sacks se n’è andato all’età di 82 anni. Tra i tanti interessi del celebre neurologo c’era la musica. Musicofilia, il bellissimo libro uscito per Adelphi nel 2008, è un viaggio alla scoperta del rapporto tra mente e musica raccontato attraverso le esperienze dei suoi pazienti. Una raccolta di 29 racconti su musica e cervello, dichiarazione d’amore per la musica e analisi di effetti che è in grado di scatenare nell’uomo a livello emozionale e motorio. Musica che può essere ascoltata, suonata o semplicemente immaginata se associata a ricordi o emozioni, come Beethoven che completamente sordo continuò a scrivere la musica che suonava solo nella sua mente.

Il libro analizza casi in cui l’immaginazione musicale diventa addirittura patologica e un motivetto diventa un tarlo che si ripete senza sosta nella mente per giorni e giorni. Ecco allora la possibile esistenza di agenti musicali cognitivamente infettivi – le musiche degli spot? – brani ripetitivi di cui tutti siamo vulnerabili, ma che hanno maggiore effetto su persone affette da determinate condizioni neurologiche.

Ancora diverse le allucinazioni musicali, in cui i soggetti riferiscono di ascoltare musica come avessero un iPod nel cervello. Alcune persone ne traggono piacere, altre vengono tormentate e non solo da frammenti di musica, ma anche da sibili, fischi, rozii e acufeni. “Musicofilia” ovviamente non parla solo di musica suonata dalla mente: molti paragrafi cercano di definire i contorni del linguaggio musicale e della percezione dei suoni, tra musicalità, orecchio assoluto e amusia, ovvero l’incapacità di riconosce le note e la musica.

Grazie alle testimonianze dei suoi pazienti, a volte davvero sorprendenti (tra cui spicca quella di Tony Cicoria, chirurgo americano che sviluppa una amore improvviso per il pianoforte solo dopo essere stato colpito da un fulmine), Sacks riconsidera una serie di interrogativi e si fa delle domande che mai ci saremmo posti (…perchè abbiamo due orecchie..?) offrendo nuovi spunti e prospettive anche per l’utilizzo della musicoterapia nella cura di alcune disfunzioni e malattie neurologiche.