differenza tra etichetta casa discografica

Si intitola ‘Investing in Music’ il report stilato dall’IFPI, associazione dell’industria discografica che evidenzia come le case discografiche nel corso del 2011 hanno investito 4,5 miliardi di dollari nel settore della musica.

Di questi 4,7 miliardi, 2,7 miliardi dollari vanno spesi nel settore A&R (Artists and Repertoire) che comprende anticipi per l’artista, costi di sviluppo e registrazione di nuovi album e video e organizzazione tour; ulteriori 1,8 miliardi servono per la commercializzazione dei nuovi album e singoli. Se le case discografiche sono state tacciate a lungo di una certa impreparazione e inerzia davanti ai nuovi mercati, l’IFPI fa notare come i 2,7 miliardi spesi in ricerca e sviluppo non siano diminuiti dal 2008 malgrado una contrazione del mercato del 16%, ovvero di come sia aumentata la quota percentuale destinata dalle etichette discografiche in attività di A&R.

Il costo per portare un nuovo artista in un mercato importante nel 2012 si calcola intorno a 1,4 milioni di dollari tra anticipi (200 mila dollari), registrazione (200-300 mila dollari), video (50-300 mila dollari), supporto tour (100 mila dollari) marketing e promozione (200-500 mila dollari). Dal rapporto emerge anche che investire in live non è prolifico nello sviluppo e nel lancio di nuovi talenti, mentre le partnership di sponsorizzazione e le sincronizzazioni audio video sono diventati fonti di reddito sempre più importanti per le case discografiche. Sarebbe auspicabile inoltre un maggiore investimento in artisti locali dato che nelle top 100 degli album più venduti le vendite di artisti nazionali hanno inciso positivamente in tutti i principali mercati: Stati Uniti d’America (62%), Giappone (77%), Germania (55%), Regno Unito (53%), Francia (54%) Italia (74%) .