Uomo mostra soldi che ha guadagnato

Quanto bisogna guadagnare per stare bene? II denaro è sinonimo di successo e realizzazione, ma essere troppo ricchi non rende felici. Come cambia con l’aumentare del reddito la soddisfazione personale in Italia e nel mondo

Quanto bisogna guadagnare per stare bene non è una domanda a cui è facile dare una risposta. In Italia l’esistenza di una classe media ha consentito negli scorsi decenni un discreto benessere economico diffuso, oggi minato da fatti oggettivi di impoverimento generale. Certo esistono soglie che definiscono ricchezza e povertà, ma oggi chiunque sembra volere diventare sempre più ricco. È una aspirazione che al posto di migliorare la vita può finire con il rovinarla?

Quanto guadagnare per essere felici è una domanda che tutti si fanno più o meno consapevolmente quando cercano lavoro, vogliono un aumento di stipendio o magari ambiscono a cambiare vita. Perchè, indipendentemente dal reddito percepito, c’è anche chi inizia a negare l’accumulo come modello di esistenza abbracciando la gioia del meno come filosofia per ribellarsi del superfluo. Per tutti gli altri invece questa società è fatta di consumo, divisa tra ricchi e poveri che possono o non possono comprare. Da una parte c’è chi ambisce a stili di vita sempre più sofisticati, che guardano al lusso come modello di riferimento, dall’altra ci sono persone che faticano ad arrivare a fine mese.

Rapporto tra soldi e felicità

Ma tra soldi e felicità esiste un qualche rapporto oggettivo? Tra crisi economica, crolli in borsa e lavoro precario o inesistente, oggi siamo tutti più poveri rispetto ad un recente passato e le disparità tra ricchi e poveri sono sempre maggiori. Eppure viviamo in un mondo totalmente basato sul consumo. Tutto sembra suggerirci che il nostro valore come persone è direttamente proporzionale al conto in banca e a quanto guadagnamo.

I soldi non fanno la felicità ma tutti siamo costantemente impegnati a guadagnare di più, spesso per acquistare e circondarci di cose inutili. Come negarlo? Tra tante belle cose l’America, paese da cui traiamo ispirazione, è sempre stata anche il regno del consumismo sfrenato e dell’ostinata ricerca della ricchezza. Ma da quando è cominciata la grande crisi, che ha colpito larghi strati della popolazione, studiosi, psicologi, ricercatori e intellettuali vari si sono dedicati assiduamente ad un nuovo gioco: dare senso alla povertà. I saggi sull’argomento si sprecano, ma è sempre attuale quello apparso sul Journal of Consumer Psychology scritto dai tre ricercatori Elizabeth Dunn, Daniel Gilbert, e Timothy Wilson.

Se i soldi non rendono felici

Il titolo del saggio era questo: “Se i soldi non ti rendono felice, probabilmente li spendi male”. Un pò come dire: non ti preoccupare se hai poco denaro, la gente ricca non sa nulla di felicità. In pratica si tratta di una serie di accorgimenti alla portata di tutti che consentirebbero di vivere felici anche con le tasche vuote, o quasi. Eppure, bombardati da stimoli consumistici in ogni istante delle nostre vite, sembrerebbe facile e scontato ridurre il concetto di soddisfazione personale al possesso di beni materiali capaci di offrire l’apparenza di uno status elevato.

Ma quali sono le cose superflue e soprattutto quanto costano le cose che ci fanno stare bene? Studiosi e sociologi sono abbastanza concordi nell’affermare che i guai iniziano oltre una certa soglia di denaro guadagnato. Più che un problema di ricchezza assoluta, per essere felici conta la ricchezza relativa o di stato, ovvero quanto denaro le persone guadagnano rispetto al proprio gruppo sociale di riferimento. Vale sia in un senso che nell’altro, perchè amici, parenti e colleghi sono sempre pronti a scatenare sentimenti di invidia o compassione. Essere ricchi e felici insomma potrebbe essere un sogno non impossibile da raggiungere, almeno per qualcuno.

Quanto guadagnare per stare bene

Sarà anche vero che i soldi non danno la felicità, ma oggi, più che guadagnare poco o tanto, a molte persone basterebbe guadagnare qualcosa. Ne è ben consapevole anche la politica quando propone soluzioni di successo come il reddito di cittadinanza. Ma per chi ha un lavoro o è in carriera, si tratta semplicemente di smettere di dannarsi per il denaro, eliminando le cose inutili e dando più valore alla vita.

Quanti soldi servono per essere felici? Dipende ovviamente da molti fattori e dal costo della vita del luogo in cui si vive. Le cifre stabilite dai ricercatori non sono uguali. Secondo uno studio realizzato dalla University of Minnesota, la soglia della felicità sarebbe raggiungibile a 27 mila euro all’anno netti, mentre l’Università di Princeton alza l’asticella a 56 mila euro all’anno. Oltre questo reddito aumenterebbero solo preoccupazioni e stress. Insomma le persone ricche sarebbero solo preoccupate di perdere i propri soldi o di investirli nel modo sbagliato, piuttosto che pensare a come goderseli per stare bene.

Un altro studio più recente pubblicato su Nature e realizzato attraverso un sondaggio su 1,7 milioni di adulti di 164 paesi, alza la soglia della felicità massima a 95 mila dollari. I ricercatori però dicono che anche un reddito tra 60 mila e 75 mila dollari possa bastare a sentirsi felici e realizzati. Le cifre discostano, ma tutti i ricercatori sono d’accordo su una cosa: accumulando sempre più soldi, l’aumento di felicità diminuisce fino a scomparire del tutto. Si è molto contenti passando da 10 mila a 20 mila dollari, molto meno da 100 mila a 200 mila dollari. Ma c’è di più, dopo una certa soglia, le cose rischiano di andare esattamente al contrario.

Guadagnare troppo rende infelici

Brutte notizie per i super ricchi? Secondo alcuni economisti guadagnare troppi soldi non migliorerebbe il proprio stato d’animo, ma creerebbe solo un sacco di problemi. Innanzitutto a livello di investimenti e amministrazione del patrimonio. Inoltre oltre un certo livello di ricchezza cambiano i livelli di ambizione della gente. In pratica, più si è ricchi e più elevata diventa l’aspirazione a diventare sempre più ricchi. Nelle persone scatta una competizione senza fine per tenere il passo con amici, familiari, colleghi di lavoro che condividono un certo status.

Oltre un determinato livello di ricchezza si viene a creare insomma un gap aspirazionale infinito tra reddito percepito e ambito, tale da compromette seriamente il livello di soddisfazione della propria vita. Questo avviene perchè il nostro stato sociale ed economico è sempre relativo al mondo che ci circonda. Insomma, tendiamo a non bastarci mai, ci confrontiamo sempre e troviamo chi è meglio di noi. Ciò vale a livello di carriera, reddito, dimensioni della casa, tipologia di vacanze e scuole frequentate dai figli. Se nelle persone normali può essere uno stimolo a migliorarsi, nei super ricchi diventa una vera ossessione.

Classifica nazioni più felici

Non a caso i paesi con più ampie prospettive di crescita e quindi forse anche più poveri allo stato attuale, sono paradossalmente quelli più felici. Nazioni con un PIL pro capite inferiore ai 6700 dollari hanno effettivamente il 12% di probabilità in meno di essere soddisfatti della propria vita rispetto a paesi con un reddito di circa 18 mila dollari. Ma secondo gli studiosi la differenza di livello di soddisfazione sale solo del 2% nei paesi con reddito di 54 mila dollari rispetto a quelli fermi a 20 mila dollari.

I dati Istat in Italia parlano di un livello di soddisfazione della popolazione oltre 14 anni pari a 6,9. La situazione economica, malgrado tutto, soddisfa il 50,5% degli italiani, con evidenti grandi differenze sul territorio. Da nord a sud cambiano costo della vita e stipendi. Guardando la mappa dei redditi dichiarati si scopre che a Milano il reddito procapite e di oltre 30 mila euro all’anno, che diventano circa 25 mila euro a Roma, 20 mila a Napoli e 16 mila a Ragusa.

Felicità oltre parametri economici

Ovviamente il denaro non è tutto nella vita e come visto non esiste una equazione precisa su quanto guadagnare per stare bene. E se non è facile dare parametri precisi sulla felicità delle persone, figuriamoci per quella delle nazioni. Malgrado tutto ci sono classifiche, come il Better Life Index dell’Ocse, che provano a spiegare l’esistenza di una soddisfazione personale che va oltre i parametri economici. Ad esempio lo sapevate che i paesi che vanno più a piedi e in bicicletta sono quelli ricchi e felici?

Quanto guadagnare per stare bene potrebbe quindi non essere l’unica domanda giusta. La felicità delle persone dipende dalla capacità della politica di offrire strumenti e servizi per migliorare la vita. Il World Happiness Report ad esempio mette tra i parametri della felicità reddito, assenza di corruzione, sostegno sociale, libertà nel compiere scelte e aspettativa di vita in buona salute. Lo studio riguarda oltre 150 Paesi. Si giocano i primi posti al mondo Finlandia Norvegia, Danimarca, Islanda, Svizzera, Paesi Bassi, Canada, Nuova Zelanda, Svezia e Australia. L’Italia è molto indietro: attenzione perché Ecuador, Bolivia e Polonia sono pronte al sorpasso.

Come essere felici con pochi soldi?

Se guadagnare troppo non funziona, privarsi del superfluo secondo molti studi non solo non costa niente, ma fa stare bene e potrebbe cambiare davvero la vita. Si potrebbe fare insomma di necessità virtù, parlando molto più ateisticamente di un’idea di esistenza minimalista molto migliore di una basata sulla ricchezza. Certo non c’è nulla di nuovo, questa filosofia sottolinea un cambio di prospettiva ampiamente trattato anche da Papa Francesco quando parla di ricchezza e vanità o dai conflitti tra guadagno e dono o tra profitto e solidarietà.

La felicità non si raggiunge passando il pomeriggio al centro commerciale, o tentando la fortuna giocando i numeri al lotto con la speranza di diventare ricchi. E anche i maniaci dello shopping compulsivo che poi magari faticano ad arrivare alla fine del mese quando fanno la spesa, possono aumentare il loro grado di soddisfazione semplicemente osservando alcuni consigli di carattere generale. Non costa niente e si può provare, magari cominciando a rinunciare all’ennesimo paio di scarpe nuovo o all’ultimo smartphone.

Soldi e felicità? C’è altro da fare

Imparare ad essere un pò meno consumatori e un pò più cittadini è il primo passo per aumentare la propria soddisfazione personale. Fa stare meglio sfruttare il proprio tempo aiutando persone in difficoltà o anziani. Oppure discutere con persone all’interno di piccole comunità, quartieri e condomini. Fa bene sviluppare progetti comuni e passioni, cercare di migliorare le cose di tutti i giorni, lavorando insieme. Cose da fare ce ne sono molte. Si può impiegare il proprio tempo in modo proficuo tra bambini, anziani, lavoro, educazione, oppure tempo libero, cultura e tutto il resto.

  • Comperare esperienze invece di cose
  • Aiutare gli altri invece di se stessi
  • Comperare tanti piccoli piaceri invece di pochi grandi
  • Spendere meno soldi in assicurazioni
  • Pagare adesso e consumare più tardi
  • Pensare a ciò che non si sta pensando