Uomo mostra soldi che ha guadagnato

Quanto bisogna guadagnare per stare bene? II denaro è sinonimo di successo e realizzazione, ma essere troppo ricchi non rende felici. Come cambia con l’aumentare del reddito la soddisfazione personale in Italia e nel mondo

Quanto bisogna guadagnare per stare bene non è una domanda a cui è facile dare una risposta. In Italia l’esistenza di una classe media ha consentito negli scorsi decenni un discreto benessere economico diffuso, oggi minato da fatti oggettivi di impoverimento generale. Certo esistono soglie che definiscono ricchezza e povertà, ma oggi chiunque sembra volere diventare sempre più ricco. È una aspirazione che al posto di migliorare la vita può finire con il rovinarla?

Quanto guadagnare per essere felici è una domanda che tutti si fanno più o meno consapevolmente quando cercano lavoro, vogliono un aumento di stipendio o magari ambiscono a cambiare vita. Perchè, indipendentemente dal reddito percepito, c’è anche chi inizia a negare l’accumulo come modello di esistenza abbracciando la gioia del meno come filosofia per ribellarsi del superfluo. Per tutti gli altri invece questa società è fatta di consumo, divisa tra ricchi e poveri che possono o non possono comprare. Da una parte c’è chi ambisce a stili di vita sempre più sofisticati, che guardano al lusso come modello di riferimento, dall’altra ci sono persone che faticano ad arrivare a fine mese. Ma quali sono le soglie reali che definiscono il benessere economico?

Quanto guadagnare per stare bene

Ci sono studiosi che hanno calcolato quale reddito annuale servirebbe per vivere felici e stare bene. Due economisti italiani della Warwick University e della University of Minnesota ad esempio qualche tempo fa hanno fatto una ricerca in cui sostenevano come la soglia ideale di ricchezza corrispondesse a un reddito di 36 mila dollari, ovvero circa 31 mila euro al cambio attuale. Essere ricchi e felici insomma potrebbe essere un sogno non impossibile da raggiungere, almeno per qualcuno.

Un altro studio più recente pubblicato su Nature e realizzato attraverso un sondaggio su 1,7 milioni di adulti di 164 paesi, alza la soglia della felicità massima a 95 mila dollari. I ricercatori però dicono che anche un reddito tra 60 mila e 75 mila dollari possa bastare a sentirsi felici e realizzati. Le cifre discostano, ma tutti i ricercatori sono d’accordo su una cosa: accumulando sempre più soldi, l’aumento di felicità diminuisce fino a scomparire del tutto. Si è molto contenti passando da 10 mila a 20 mila dollari, molto meno da 100 mila a 200 mila dollari. Ma c’è di più, dopo una certa soglia, le cose rischiano di andare esattamente al contrario.

Guadagnare troppo rende infelici

Brutte notizie per i super ricchi? Secondo alcuni economisti guadagnare troppi soldi non migliorerebbe il proprio stato d’animo, ma creerebbe solo un sacco di problemi. Innanzitutto a livello di investimenti e amministrazione del patrimonio. Inoltre oltre un certo livello di ricchezza cambiano i livelli di ambizione della gente. In pratica, più si è ricchi e più elevata diventa l’aspirazione a diventare sempre più ricchi. Nelle persone scatta una competizione senza fine per tenere il passo con amici, familiari, colleghi di lavoro che condividono un certo status.

Oltre un determinato livello di ricchezza si viene a creare insomma un gap aspirazionale infinito tra reddito percepito e ambito, tale da compromette seriamente il livello di soddisfazione della propria vita. Questo avviene perchè il nostro stato sociale ed economico è sempre relativo al mondo che ci circonda. Insomma, tendiamo a non bastarci mai, ci confrontiamo sempre e troviamo chi è meglio di noi. Ciò vale a livello di carriera, reddito, dimensioni della casa, tipologia di vacanze e scuole frequentate dai figli. Se nelle persone normali può essere uno stimolo a migliorarsi, nei super ricchi diventa una vera ossessione.

Classifica nazioni più felici

Non a caso i paesi con più ampie prospettive di crescita e quindi forse anche più poveri allo stato attuale, sono paradossalmente quelli più felici. Nazioni con un PIL pro capite inferiore ai 6700 dollari hanno effettivamente il 12% di probabilità in meno di essere soddisfatti della propria vita rispetto a paesi con un reddito di circa 18 mila dollari. Ma secondo gli studiosi la differenza di livello di soddisfazione sale solo del 2% nei paesi con reddito di 54 mila dollari rispetto a quelli fermi a 20 mila dollari.

I dati Istat in Italia parlano di un livello di soddisfazione della popolazione oltre 14 anni pari a 6,9. La situazione economica, malgrado tutto, soddisfa il 50,5% degli italiani, con evidenti grandi differenze sul territorio. Da nord a sud cambiano costo della vita e stipendi. Guardando la mappa dei redditi dichiarati si scopre che a Milano il reddito procapite e di oltre 30 mila euro all’anno, che diventano circa 25 mila euro a Roma, 20 mila a Napoli e 16 mila a Ragusa.

Felicità oltre parametri economici

Ovviamente il denaro non è tutto nella vita e come visto non esiste una equazione precisa su quanto guadagnare per stare bene. E se non è facile dare parametri precisi sulla felicità delle persone, figuriamoci per quella delle nazioni. Malgrado tutto ci sono classifiche, come il Better Life Index dell’Ocse, che provano a spiegare l’esistenza di una soddisfazione personale che va oltre i parametri economici. Ad esempio lo sapevate che i paesi che vanno più a piedi e in bicicletta sono quelli ricchi e felici?

Quanto guadagnare per stare bene potrebbe quindi non essere l’unica domanda giusta. La felicità delle persone dipende dalla capacità della politica di offrire strumenti e servizi per migliorare la vita. Il World Happiness Report ad esempio mette tra i parametri della felicità reddito, assenza di corruzione, sostegno sociale, libertà nel compiere scelte e aspettativa di vita in buona salute. Lo studio riguarda oltre 150 Paesi. Si giocano i primi posti al mondo Finlandia Norvegia, Danimarca, Islanda, Svizzera, Paesi Bassi, Canada, Nuova Zelanda, Svezia e Australia. L’Italia è molto indietro: attenzione perché Ecuador, Bolivia e Polonia sono pronte al sorpasso…