Uomo indica con dito quanti libri leggono gli italiani

Sapete quanti libri leggono gli italiani? Sempre meno. Ma se leggere non è di moda non è solo un problema che riguarda il mercato, l’editoria o gli autori. Non c’entrano la crisi o gli ebook, ma il futuro della nostra nazione

Quanti libri leggono gli italiani? Prima di rispondere a questa domanda chiariamo una cosa. Nella lettura gli aspetti legati a cultura e conoscenza c’entrano, ma nemmeno tanto. Il numero di libri letti è un vero e proprio indicatore della soddisfazione personale e della felicità di una nazione. In questo basterebbe leggere le statistiche per vedere come siamo messi. Maluccio, ma andiamo oltre.

Conoscere quanti libri leggono gli italiani quindi non serve solo a comprendere la crisi dell’editoria, ma è utile proprio ad interpretare la società italiana nel suo complesso. Dicevamo che leggere libri aumenta la soddisfazione personale, rende più felici, consapevoli, liberi e attivi da un punto di vista culturale e sociale. Ci sono molti studi che sottolineano come la lettura sia anche tra le attività più stimolanti per la mente e il cervello dell’uomo. Leggere libri migliora il proprio vocabolario, la capacità di argomentare, di scrivere e quindi la propria autostima. Procura benessere e fa stare meglio.

La lettura migliora la memoria, il pensiero analitico e la capacità di osservare la realtà sotto diversi punti di vista. Leggendo aumenta anche la concentrazione e l’abitudine a focalizzare l’attenzione su dettagli importanti che aiutano a scegliere un percorso di vita. É dimostrato che chi legge fa anche più sport.

Quanti libri leggono gli italiani?

Dopo tutte queste premesse ci si potrebbe aspettare di vedere lunghe code fuori dalle librerie. Bambini, adulti e anziani in attesa di acquistare l’ennesimo libro dell’anno. Tutti a scambiarsi volumi di racconti e a raccontarsi storie capaci di cambiare una vita. Ovviamente niente di tutto ciò. Secondo gli ultimi dati Istat relativi allo scorso anno, legge almeno 1 libro all’anno solo il 40,5 % della popolazione italiana.

Non legge nemmeno un libro il 59,5% degli italiani sopra i 6 anni. Le donne (47,1% ) leggono più degli uomini (33,5%). Legge un libro al mese solo il 12,6% dei maschi e il 15% delle femmine. Ma com’è possibile che oltre 24 milioni di persone non leggano nulla? Evidentemente non sanno cosa si perdono. Il punto è che nessuno glielo spiega, se non la famiglia. Infatti leggono il 66,9% dei ragazzi che hanno genitori lettori, contro il 30,8% di chi non ha in famiglia nessuno che legge libri.

La scuola non insegna a leggere? Certo serve a qualcosa. In generale leggono più i laureati (73,6%) che i diplomati (48,9%) e nella fascia scolare tra 11 e 19 i lettori salgono al 51,1% della popolazione. Il problema è che il 10,1% delle famiglie non ha nemmeno un libro in casa. Il 63,2% ne ha al massimo 100, mentre gli ebook sono stati letti o scaricati dal 7,3% della popolazione. Esiste qualche differenza tra città e piccoli comuni sotto 2000 abitanti (51% contro 38,1%) e grandi differenze tra nord, sud Italia e isole, dove addirittura più di 2 persone su tre non leggono nemmeno un libro all’anno.

Quanti libri leggono le altre nazioni?

Per avere una visione più complessiva della situazione è bene dare un occhio anche a quello che succede nel mondo. Nei paesi del centro e nord Europa la percentuale di lettori è superiore al 75% con punte dell’89% in Svezia. Sotto il 60% oltre all’Italia ci sono solo Cipro, Romania, Ungheria, Grecia e Portogallo al 40%. Nella classifica del tempo che le persone dedicano alla lettura settimanalmente, l’Italia è al 25 esimo posto su 30 nazioni: 5 ore e 36 minuti. Prima è l’India con oltre 10 ore, seguita da Tailandia, Cina e Filippine.

Certo la crisi economica in Italia non ha fatto altro che aggravare la situazione. Ma non basta a giustificare il fenomeno. È vero che gli italiani tra il 2010 e il 2014 hanno ridotto in generale l’acquisto di beni e prodotti del 6%, ma nel comparto libri e giornali la riduzione è stata del 18%, pur rappresentando solo lo 0,4 e 0,6% del budget familiare. I bonus ai diciottenni non sono serviti a nulla.

In Italia manca una strategia complessiva che metta al centro la qualità dell’educazione e della formazione culturale e non. Fin dall’asilo si dovrebbe insegnare l’importanza della lettura. Ma ogni sforzo sarebbe vano se da adulti non si premiasse il merito. Le persone capirebbero subito a cosa serve leggere se avessero esempi degni a cui ispirarsi. E magari una classe dirigente formata da persone colte, intelligenti, consapevoli e sensibili. Quel tanto che basta per desiderare che tutti i cittadini si possano innamorare della lettura.