La qualità della vita è un concetto ampio che riflette il benessere complessivo di individui o comunità. Va oltre il semplice reddito o il livello di sviluppo economico e tiene conto di vari aspetti che influenzano la soddisfazione e il benessere personale

Oggi tutti sembriamo rincorrere il benessere, bombardati dai cartelloni pubblicitari che promettono felicità a basso prezzo. La ricerca della qualità della vita è diventata una delle preoccupazioni predominanti della società moderna, spingendo le persone a perseguire un equilibrio tra lavoro, relazioni, salute e tempo libero. In realtà, prima di parlare di qualità, sarebbe necessario discutere sul senso della vita e su cosa significhi veramente vivere bene.

Si potrebbe pensare che i paesi con la qualità della vita più alta siano anche quelli più ricchi. Non è sempre vero. La definizione di qualità della vita varia da persona a persona e può essere influenzata da una serie di fattori, tra cui le proprie esperienze di vita, i valori personali e le aspettative culturali. Economisti e politici sono alla ricerca di alternative al denaro: quale ricetta devono applicare per migliorare davvero la vita delle persone?

Indice

Cosa si intende per qualità della vita?

Nel contesto della società moderna, la ricerca della qualità della vita è diventata una delle preoccupazioni predominanti. Ma qual è il suo significato? Essa non può essere ridotta a un unico indicatore o a una misura oggettiva, poiché dipende dalle esperienze di vita, dai valori personali e dalle aspettative culturali di ciascuno e comprende diversi aspetti, tra cui il benessere fisico, psicologico, sociale ed economico.

La qualità della vita può variare da persona a persona e da comunità a comunità, influenzata da fattori come il reddito, l’istruzione, l’accesso ai servizi sanitari, l’ambiente circostante e le relazioni sociali. Sebbene il reddito non sia l’unico determinante del benessere, è importante avere risorse finanziarie sufficienti per soddisfare i bisogni di base e godere di opportunità di sviluppo personale e professionale.

Uno degli aspetti chiave della qualità della vita è allora il benessere psicologico, strettamente legato alla percezione soggettiva del proprio benessere e alla capacità di sperimentare emozioni positive. Include la soddisfazione personale, la felicità, la gratitudine e la capacità di affrontare lo stress e le sfide della vita in modo positivo mettendosi in gioco anche nelle difficoltà quotidiane con forza di carattere e resilienza.

La qualità della vita è data anche dalla capacità di far fronte alle difficoltà, trovando sempre gli aspetti positivi delle cose e accettandosi per quello che si è. Ma vivere bene significa anche sentirsi parte di qualcosa di più grande dei nostri interessi personali. Contano l’insieme di opportunità, incontri e relazioni con amici, familiari e  comunità del luogo in cui viviamo. La presenza di una rete di supporto sociale può contribuire a ridurre lo stress, migliorare l’autostima e promuovere un senso di appartenenza e connessione.

Oltre al benessere psicologico e alle relazioni sociali, la qualità della vita ha a che vedere con la salute e quindi anche con il benessere fisico. Una buona salute fisica è essenziale per godere pienamente della vita e perseguire i propri obiettivi. Ciò include l’accesso a cure mediche di qualità, ma anche la possibilità di avere uno stile di vita sano e naturale, una dieta equilibrata e l’esercizio fisico regolare.

Come si misura la qualità della vita?

Misurare la qualità della vita è una sfida complessa e multidimensionale, poiché coinvolge una vasta gamma di fattori che vanno oltre il semplice benessere materiale. Mentre il reddito e il PIL pro capite sono spesso utilizzati come indicatori di sviluppo e benessere economico, essi da soli non sono sufficienti a catturare l’intera gamma di esperienze e percezioni che compongono la qualità della vita di un individuo o di una comunità.

Una delle principali sfide nel misurare la qualità della vita è l’identificazione di indicatori appropriati che possano riflettere in modo accurato e completo il livello di benessere e soddisfazione di una persona o di una popolazione. Questi indicatori possono includere una serie di dimensioni, come il benessere fisico e mentale, la sicurezza economica, la qualità dell’ambiente, la coesione sociale e la partecipazione politica.

Il Better Life Index redatto dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), usa alcuni indicatori per valutare la qualità della vita. Il primo è legato alla salute e comprende l’aspettativa di vita, il tasso di mortalità infantile e la disponibilità di servizi sanitari di qualità. La salute è un elemento fondamentale del benessere complessivo di un individuo e ha un impatto significativo sulla vita delle persone.

Altri indicatori importanti includono quelli legati all’istruzione e alla formazione, come il tasso di scolarizzazione, il livello di alfabetizzazione e l’accesso all’istruzione superiore. L’istruzione svolge un ruolo cruciale nello sviluppo delle competenze e delle capacità di un individuo, nonché nell’accesso a opportunità di lavoro e di sviluppo personale. La sicurezza economica è un altro aspetto cruciale e comprende tasso di disoccupazione, livello di reddito e distribuzione del reddito.

Indicatori economici qualità della vita

Come abbiamo visto il benessere economico non è l’unico determinante del livello di soddisfazione e felicità di un individuo o di una comunità. Eppure nella valutazione della qualità della vita, il denaro gioca un ruolo significativo nel fornire un quadro dell’ambiente socioeconomico in cui le persone vivono. Uno dei principali indicatori economici della qualità della vita è il reddito medio pro capite.

Il reddito medio è spesso utilizzato come misura della capacità di una comunità di soddisfare i propri bisogni materiali e di prosperare economicamente. Tuttavia, è importante considerare che il reddito medio da solo non fornisce un quadro completo della distribuzione del reddito all’interno della popolazione, e le disuguaglianze economiche possono influenzare significativamente la percezione della qualità della vita.

Altri indicatori economici includono il tasso di disoccupazione, il costo della vita e la distribuzione del reddito. Il tasso di disoccupazione riflette la percentuale di persone in età lavorativa che sono senza lavoro e in cerca di occupazione. Una bassa disoccupazione è spesso associata a una maggiore stabilità economica e a un maggiore accesso alle opportunità lavorative che contribuiscono al benessere generale.

Il costo della vita è un altro indicatore importante della qualità della vita, poiché influisce direttamente sul potere d’acquisto e sullo standard di vita delle persone. I costi dei beni di consumo, dell’alloggio e dei servizi pubblici possono variare significativamente da una regione all’altra e possono avere un impatto significativo sul bilancio familiare e sulla capacità delle persone di soddisfare i propri bisogni fondamentali.

Infine, la distribuzione del reddito è un indicatore critico della qualità della vita e della giustizia sociale all’interno di una comunità. Una distribuzione del reddito più equa è associata a una maggiore coesione sociale, a una minore disuguaglianza economica e a una maggiore fiducia nelle istituzioni pubbliche. L’accesso alle opportunità educative e occupazionali gioca un ruolo fondamentale nel determinare il benessere complessivo di una società.

Dove c’è la migliore qualità della vita?

Quando si parla di qualità della vita, è inevitabile chiedersi in quale paese si vive meglio. In generale, le nazioni nordiche, come Norvegia, Danimarca, Finlandia e Svezia, sono citate come paesi in cui si vive meglio perché hanno un alto livello di benessere economico, un’eccellente assistenza sanitaria, un’istruzione di qualità e una forte coesione sociale. Inoltre, sono noti per la loro attenzione all’ambiente e alla sostenibilità, offrendo ai loro cittadini un ambiente pulito e sicuro in cui vivere.

Il World Happiness Report è un’altro rapporto che prende in considerazione parametri come speranza di vita, libertà, sostegno sociale e reddito come i principali indicatori di benessere. L’attenzione all’ambiente, equità sociale e di genere sono aspetti fondamentali che concorrono ad alzare il livello di accettazione. Finlandia, Danimarca, Svizzera, Islanda e Olanda guidano la classifica scambiandosi i primi posti nelle varie edizioni che si susseguono negli anni.

Viceversa ci sono zone del mondo che affrontano enormi problemi di sicurezza, criminalità e stabilità sociale, per non parlare di standard scolastici, disponibilità dei media, censura e limitazioni della libertà personale. Altre popolazioni hanno problemi medici e sanitari o di scarsa disponibilità energia elettrica, acqua, trasporti pubblici o prodotti alimentari. Eppure la soddisfazione personale dei cittadini può essere molto diversa anche con lo stesso reddito medio percepito.

Città dove si vive meglio

Le metropoli sono centri di attività, commerci, scambi di beni, prodotti, servizi e idee, ma quali sono le città più vivibili? Qualità della vita e transizione energetica sono strettamente legati nel breve e lungo termine. Se nelle grandi città entro il 2050 vivranno 6,5 miliardi di persone producendo l’80% del Pil globale e consumando il 75% dell’energia totale del mondo, la sostenibilità ambientale è uno dei cardini attorno a cui costruire le metropoli del futuro.

La società di consulenza Mercier recentemente ha stilato una classifica della qualità della vita nelle grandi metropoli europee e mondiali. Sul gradino più alto ci sono molte città europee: Vienna in Austria, seguita da Zurigo, Auckland, Monaco di Baviera, Vancouver, Dusseldorf, Francoforte, Ginevra, Copenaghen e Basilea. L’Italia con Milano è 41 esima appena dietro Londra, mentre Roma è 57 esima, appena prima di Los Angeles.

Se guardiamo in Canada e America, oltre Vancouver al 5° posto, ci sono Toronto (16°) e Ottawa (18°), mentre San Francisco è solamente 29° seguiti da Boston (35), Honolulu (36), New York (44), e Seattle (45). Nella regione compresa tra Asia e Pacifico, Singapore è la città meglio classificata con un 25° posto. Per la zona Dubai che comprende Medio Oriente e Africa Dubai è in 74° posizione.

Per quanto riguarda le città italiane si può fare riferimento alla classifica dell’università La Sapienza di Roma che considera indicatori come reddito e ricchezza, istruzione e formazione di capitale umano, reati e sicurezza, qualità dell’ambiente e del tempo libero. Tra 107 province d’Italia, in generale le città più vivibili sono quelle di piccola o media provincia, ma ai primi cinque posti ci sono Parma, Trento, Bolzano, Bologna e Milano.

La qualità della vita delle città del nord sembrerebbe più alta che altrove, specialmente se consideriamo che Roma è al 54esimo posto e che agli ultimi posti ci sono Siracusa, Foggia, Napoli e Crotone. Questi sono i riusultati generali, mentre per l singole voci possono esserci sorprese. Ad esmpio Milano è ultima nella sicurezza, mentre soffrono a livello di disagio sociale alcune province del centro nord come Udine, Prato, Rimini. Come qualità del sistema salute invece ci sono ai primi posti Isernia, Ancona Catanzaro e Terni.

Città più oneste al mondo

Per finire questo articolo sulla vivibilità e sulla qualità della vita dei centri urbani esiste anche una classifica sulle città più oneste al mondo. Alcune persone di Readers Digest hanno finto di perdere il portafogli in vari luoghi del mondo per vedere le reazioni. Ad esempio sebil proprietario fosse contattato, o se il portafoglio fosse restituito alle autorità integro e completo di denaro e documenti. Nel test sono stati fintamente smarriti 192 portafogli: 90, il 47% del totale, sono stati restituiti.

Le città più oneste sono risultate Helsinki in Finlandia (11 portafogli restituiti su 12) seguita da Mumbai in India (9 su 12), Budapest, in Ungheria (8 su 12). Fuori dal podio New York (8 portafogli su 12), Mosca a pari merito con Amsterdam (7 su 12), Berlino (6 su 12), Lubiana in Slovenia (6 restituiti), Londra e Varsavia (5), Bucarest e Rio de Janeiro. A Zurigo solo 4 portafogli restituiti su 12, seguita da Praga, Repubblica Ceca (3 su 12), Madrid (2 su 12) e Lisbona con un solo fortunato su 12 ad avere indietro il suo portafoglio. Città italiane e francesi non pervenute.

Qual è il profilo dei cittadini onesti? A giudicare dal test, l‘età non conta così come il sesso, o la ricchezza personale. Avere uno spiccato senso civico, essere consapevoli e fieri dei propri diritti e doveri nei confronti della comunità, è una caratteristica che si impara fin da piccoli, se si hanno buoni maestri. I cittadini più onesti hanno affermato che integrità e correttezza sono parte di convinzioni interiori, frutto di piccole comunità tranquille, solidali e in cui anche la corruzione è considerata disdicevole.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.