Parco cittadino

La qualità della vita è un insieme di fattori oggettivi e soggettivi. Un pò siamo noi a dovere cercare la felicità tramite pensieri, stili di vita e comportamenti, ma certamente l’ambiente in cui viviamo condiziona le nostre scelte. Per migliorare la soddisfazione personale abitare in luoghi più vivibili è un buon punto di partenza. Quali caratteristiche hanno le città dove si vive meglio in Italia e nel mondo?

Sì potrebbe pensare che i paesi con la qualità della vita più alta siano anche quelli più ricchi. In effetti il PIL, prodotto interno lordo, misura il progresso economico e sociale delle nazioni, ma l’idea di felicità moderna va al di là della ricchezza e del fare soldi. Anche economisti e politici sono alla ricerca di alternative al denaro: quale ricetta devono applicare i nuovi centri urbani per migliorare davvero la vita delle persone?

Indice

Qualità della vita

Quando si tratta di definire il concetto di qualità della vita non tutti i cittadini hanno le stesse priorità e non è nemmeno detto che nelle città più vivibili i cittadini siano più felici. La soddisfazione personale può essere indipendente dal luogo in cui viviamo e dipendere da scelte personali, idee e atteggiamenti. Conta ciò che facciamo concretamente tutti i giorni ma c’è anche una attitudine generale a fare esperienze che fanno vivere meglio.

La qualità della vita ha a che vedere con la ricerca della felicità in cui si intrecciano aspetti psicologici come forza di carattere e resilienza. Si tratta della capacità di far fronte alle difficoltà, trovando sempre gli aspetti positivi delle cose e accettandosi per quello che si è. Ma vivere bene significa anche sentirsi parte di qualcosa di più grande dei nostri interessi personali. Contano quindi molto l’insieme di opportunità, incontri e relazioni che offre il luogo in cui viviamo.

Oltre ai classici aspetti sociali le città più vivibili devono in qualche modo integrarsi anche con i cambiamenti tecnologici e della rete in ogni ambito sociale, culturale ed economico. Il rischio della vita virtuale basata su big data e intelligenza artificiale è l’autosufficienza che fa perdere valore alle cose e alle persone come esseri che occupano uno spazio.

Quando la velocità prende il posto dell’approfondimento, la visibilità prende il posto delle relazioni. Sia che si tratti di fare musica, scrivere, produrre idee o prodotti innovativi, oggi l’esistenza dipende anche dal numero di click e follower che hanno messaggi e immagini: con quale influenza sui luoghi dove viviamo? Stabilire nuovi rapporti tra uomo, tecnologia e ambiente é alla base di ogni idea politica, industriale e finanziaria per la ricerca di un nuovo sviluppo urbano ed economico.

Benessere psicologico

L’Università di Harvard ha elaborato uno studio inter disciplinare per comprendere i meccanismi che determinano il benessere psicologico delle persone. Lo scopo è sperimentare sul campo tutte le varie discipline sociali e mediche per avere una visione ampia e particolareggiata e trovare soluzioni da proporre all’intera popolazione mondiale. Il mondo del lavoro é un tema che concentra molte dinamiche del vivere sociale e influenza la salute della persone con aspetti positivi e negativi.

Ricchezza, povertà e insicurezza incidono sulle aspettativa di vita, ma non solo. Tempo fa l’Office for National Statistics del governo inglese ha posto dieci domande sulla felicità ai suoi sudditi, mentre le stesse Nazioni Unite hanno creato una giornata mondiale della felicità per cercare come imparare a stare meglio indipendentemente dal denaro guadagnato.

La felicità è un mistero difficile da definire, attinge da molteplici pensieri, relazioni e progetti. La cosa certa è che ognuno cerca il benessere fisico e mentale in modi diversi che possono venire rielaborati per creare modelli esportabili in tutto il mondo. I punti cardine della qualità della vita sono avere cura degli altri, relazioni di amicizia importanti, prendersi cura del proprio corpo ed essere consapevoli. Essere curiosi di imparare cose nuove, sviluppare passioni e avere obiettivi nel futuro.

Misurare la qualità della vita

La qualità della vita si può anche misurare partendo dalle condizioni reali di vita delle persone. L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) da alcuni anni studia nuovi indicatori per avere una misura meno fredda del PIL nel valutare condizioni materiali e qualità della vita delle popolazioni. Lo studio chiamato Better Life Index comprende fattori come abitazione, reddito, occupazione, relazioni sociali, istruzione, ambiente, impegno civile, salute, soddisfazione, sicurezza ed equilibrio tra lavoro e vita.

Nei paesi dove è più alta la qualità della vita si vive davvero meglio e c’è maggiore soddisfazione personale e felicità? Malgrado la percezione di cosa sia il benessere cambia in ogni paese, in linea di massima le città dove si vive meglio primeggiano per istruzione, sanità, sicurezza, tempo libero, distribuzione del reddito e ovviamente attenzione all’ambiente e ai temi della sostenibilità.

I cittadini più soddisfatti sono quelli di nazioni come Svizzera, Norvegia e Svezia. L’Italia come spesso capita in queste classifiche, a livello di Life Satisfaction naviga in fondo alla classifica. Come mai? La felicità o il benessere soggettivo si misurano in base ad esperienze positive, come l’orgoglio di realizzazione, e dipende dall’assenza di esperienze negative come preoccupazione o tristezza.

Qualità della vita nel mondo

Ci sono zone del mondo che affrontano enormi problemi di sicurezza, criminalità e stabilità sociale, per non parlare di standard scolastici, disponibilità dei media, censura e limitazioni della libertà personale. Altre popolazioni hanno problemi medici e sanitari o di scarsa disponibilità energia elettrica, acqua, trasporti pubblici o prodotti alimentari. Eppure la soddisfazione personale dei cittadini può essere molto diversa anche con lo stesso reddito medio percepito.

Potere disporre di un buon supporto sociale e avere fiducia dell’efficienza delle istituzioni sembra fare la differenza, innalzando il grado di benessere percepito ed effettivo. Il modello danese integra nel pacchetto per la felicità politiche green e attenzione alla salute: Copenaghen è una delle città più sane al mondo. L’abitudine di usare la bicicletta ogni giorno lontano da smog e traffico, il consumo di cibo sano e una sana informazione ha creato cittadini consapevoli e soprattutto educati.

I paesi del nord Europa sono sempre in testa nelle classifiche della qualità della vita. Si vive meglio dove ci sono corsi sull’alimentazione naturale, si combattono fumo, alcool e l’opinione pubblica viene sensibilizzata e coinvolta a partire dalle scuole. Assistenza medica gratuita e impianti sportivi a portata di tutti nelle molte aree verdi della città sono un’investimento importante. Noi fortunati occidentali quando pensiamo alla qualità della vita consideriamo lavoro, cultura, stili di vita, modelli che vogliamo seguire e cosa decidiamo di fare del nostro tempo libero.

Paesi dove si vive meglio

Ogni anno decine di paesi aderiscono ad una iniziativa per capire la qualità della vita delle nazioni. Il World Happiness Report prende in considerazione parametri come speranza di vita, libertà, sostegno sociale e reddito come i principali indicatori di benessere. L’attenzione all’ambiente, equità sociale e di genere sono aspetti fondamentali che concorrono ad alzare il livello di accettazione. Finlandia, Danimarca, Svizzera, Islanda e Olanda guidano la classifica scambiandosi i primi posti nelle varie edizioni che si susseguono negli anni.

L’Italia fino al 2020 era al 28 esimo posto della classifica, mentre tra gli ultimi figura il Venezuela. La nostra soddisfazione dipende anche dai maestri che scegliamo in modo più o meno consapevole. Per quanto ci riguarda forse sarebbe bene dare un occhio agli ultimi venti, trent’anni di politica italiana. Non è escluso che se l’immaginario collettivo di una nazione si forma attraverso Drive in, anche il ‘Life Satisfaction’ alla lunga può risentirne.

Classifica paesi felici

Classifica città migliori

Le metropoli sono sempre più densamente abitate come centro di attività, commerci, scambi di beni, prodotti, servizi e idee, ma quali sono le città più vivibili? La società di consulenza Mercier recentemente ha stilato una classifica della qualità della vita nelle grandi metropoli europee e mondiali. Sul gradino più alto ci sono molte città europee: Vienna in Austria, seguita da Zurigo, Auckland, Monaco di Baviera, Vancouver, Dusseldorf, Francoforte, Ginevra, Copenaghen e Basilea.

L’Italia con Milano è 41 esima appena dietro Londra, mentre Roma è 57 esima, appena prima di Los Angeles. Se guardiamo in Canada e America, oltre Vancouver al 5° posto, ci sono Toronto (16°) e Ottawa (18°), mentre San Francisco è solamente 29° seguiti da Boston (35), Honolulu (36), New York (44), e Seattle (45). Nella regione compresa tra Asia e Pacifico, Singapore è la città meglio classificata con un 25° posto. Per la zona Dubai che comprende Medio Oriente e Africa Dubai è in 74° posizione.

Per quanto riguarda le città italiane con la qualità della vita più alta si può dare un occhio alla annuale classifica dell’università La Sapienza di Roma che considera parametri come reddito e ricchezza, istruzione e formazione di capitale umano, reati e sicurezza, qualità dell’ambiente e del tempo libero. Tra 107 province d’Italia, in generale le città più vivibili sono quelle di piccola o media provincia, ma ai primi cinque posti ci sono Parma, Trento, Bolzano, Bologna e Milano.

La qualità della vita delle città del nord sembrerebbe più alta che altrove, specialmente se consideriamo che Roma  è al 54esimo posto e che agli ultimi posti ci sono Siracusa, Foggia, Napoli e Crotone. Questi sono i riusultati generali, mentre per l singole voci possono esserci sorprese. Ad esmpio Milano è ultima nella sicurezza, mentre soffrono alivello di disagio sociale alcune province del centro nord come Udine, Prato, Rimini. Come qualità del sistema salute invece ci sono ai primi posti Isernia, Ancona Catanzaro e Terni.

Città a misura d’uomo

Come aumentare la qualità della vita dei cittadini? Restituendo gli spazi agli abitanti delle zone periferiche dove il verde urbano deve prendere il posto delle aree dismesse e le aree pedonali delle auto. Piazze e strade devono tornare ad essere il centro nevralgico della vita per ricostruire quartieri a misura d’uomo in grado di esprimere un senso di comunità che la pandemia ha fatto perdere.

Per ridisegnare le città del futuro non basta parlare di decoro urbano o mettere due fiori in una rotonda. I non luoghi diventano belli non con l’architettura o il design ma soprattutto nel momento in cui vengono vissuti dai cittadini. Residenti, commercianti, associazioni di quartiere devono essere coinvolti in progetti che sappiano riportare al centro il benessere mentale e fisico dell’uomo.

Qualità della vita delle persone e transizione energetica sono strettamente legati nel breve e lungo termine. Se nelle grandi città entro il 2050 vivranno 6,5 miliardi di persone producendo l’80% del Pil globale e consumando il 75% dell’energia totale del mondo, la sostenibilità ambientale è uno dei cardini attorno a cui costruire le metropoli del futuro. Alcuni esempi virtuosi si stanno delineando un po’ ovunque in Europa.

Per ridurre le emissioni Amburgo utilizzerà solo veicoli elettrici nei trasporti pubblici e i nuovi edifici dovranno essere progettati ad emissioni zero. Londra ha annunciato che entro il 2030 utilizzerà solo energie rinnovabili per alimentare la metropolitana, mentre Parigi vuole dimezzare le emissioni per la stessa data. Per migliorare la qualità dell’aria i sindaci di tutta Europa sono impegnati a implementare la mobilità sostenibile costruendo nuove piste ciclabili e limitando la circolazione delle auto nei centri storici.

Città più oneste al mondo

Per finire questo articolo su vivibilità e qualità della vita dei centri urbani, é stato fatto un interessante esperimento sociale sulle città più oneste al mondo. L’onestà è una caratteristica che fa vivere meglio? Per appurarlo Readers Digest ha finto di perdere il portafogli in vari luoghi del mondo, nella speranza che il legittimo proprietario fosse contattato, o che fosse restituito alle autorità integro e completo di denaro e documenti. Nel test sono stati fintamente smarriti 192 portafogli, di cui 90 (47%) sono stati restituiti.

Le città più oneste sono risultate Helsinki in Finlandia (11 portafogli restituiti su 12) seguita da Mumbai in India (9 su 12), Budapest, in Ungheria (8 su 12). Fuori dal podio New York (8 portafogli su 12), Mosca a pari merito con Amsterdam (7 su 12), Berlino (6 su 12), Lubiana in Slovenia (6 restituiti), Londra e Varsavia (5), Bucarest e Rio de Janeiro. A Zurigo solo 4 portafogli restituiti su 12, seguita da Praga, Repubblica Ceca (3 su 12), Madrid (2 su 12) e Lisbona con un solo fortunato su 12 ad avere indietro il suo portafoglio. Città italiane e francesi non pervenute.

Qual è il profilo dei cittadini onesti? L’età non conta, così essere maschi, femmini, ricchi o poveri. Avere uno spiccato senso civico, essere consapevoli e fieri dei propri diritti e doveri nei confronti della comunità è una caratteristica che si impara fin da piccoli se si hanno buoni maestri. Alla domanda sul perchè di tanta integrità e correttezza, alcuni cittadini hanno risposto che l’onestà è una convinzione interiore, frutto di una comunità piccola, tranquilla, solidale e senza corruzione.