Copie in rilievo di quadri famosi per consentire ai non vedenti di sperimentare la pittura. Succede al Museo del Prado che da qualche mese ha messo a disposizione una sala con sei delle sue opere presenti in galleria trasformate in dipinti tridimensionali, tutti da sentire nei minimi particolari

La volontà è quella di agevolare anche chi non ha gli strumenti per godere della vista di capolavori d’arte. Ecco che I più grandi musei del mondo hanno organizzato attività per visitatori non vedenti, tra visite e laboratori speciali che consentono di toccare le sculture: dal Metropolitan Museum of Art di New York alla National Gallery di Londra, fino al Louvre di Parigi che dispone di un’intera galleria così detta tattile con copie di alcune delle sue sculture famose. Mancavano i dipinti.

La sfida tecnologica è stata accolta dal Prado di Madrid che ha commissionato il lavoro a una società di stampa capace di creare un’immagine a rilievo a colori a partire da una foto ad alta risoluzione del dipinto (la tecnica si chiama Didu). Inchiostro speciale e processi chimici sono gli ingredienti fondamentali per una buona riuscita, altro è il prezzo: circa 6680 dollari a opera. Si parla di un’investimento costoso e di sfida tecnologica per il futuro nei musei di tutto il mondo.

Per ora Madrid risulta essere il primo museo in ordine di sensibilizzazione al problema e realizzazione con quadri di notevole importanza tra cui: il dipinto di un allievo di Leonardo che ritrae la famosa ‘Gioconda’, seguito dalla ‘Fucina di Vulcano’ di Velázquez e ‘Noli me tangere’ del Correggio. Non poteva mancare una quadro di Goya ‘The Parasol’, El Greco ‘Il nobile con la mano sul petto e una natura morta di van der Hamen, uniti nel progetto ‘Touching the Prado’ (fino al 28 giugno 2015).

Anche l’Italia con la Galleria degli Uffizi a Firenze, per esempio, partecipa oramai dal qualche anno con una versione più modesta del metodo del Prado 3D con una copia di uno dei suoi capolavori, “La nascita di Venere” di Botticelli che però compare in bianco e nero… un dettaglio che sembra non avere importanza. Secondo il curatore del museo del Prado sembra invece che il colore giochi un ruolo fondamentale nella percezione del non vedente capace di percepire con il tatto le variazioni cronomatiche dell’opera.

Miracolo della tecnologia? Certamente un nuovo metodo per vedere diverso.