ragazza che pratica pugilato

C’è stato un tempo in cui l’enorme corpaccione di Cassius Clay nelle tv in bianco e nero o il Tyson dei tempi migliori tenevano incollati allo schermo centinaia di milioni di persone. Finita l’era degli epici scontri dei pesi massimi, i media oramai parlano raramente di incontri di pugilato. Ma al di là dei pugili famosi, lo sport della boxe può regalare forti emozioni ed essere una disciplina molto affascinante anche da praticare.

Ancora prima dell’ubriacatura mediatica che ha portato grandi pugili e campioni del pugilato alla ribalta con interessi economici enormi, i combattimenti tra uomini fanno parte della natura umana e hanno ispirato una folta schiera di scrittori, registi e artisti. Oggi la boxe è ritornata alle origini in tante piccole palestre dove grandi e piccoli campioni si allenano duramente e si sfidano come un tempo.

Storia del pugilato

Il ring è sempre stato una scuola di vita dove impegno e umiltà si incontrano con forza e intelligenza per raggiungere un risultato. Match di pugilato venivano disputati dagli antichi egizi che usavano cinghie di pelle per proteggersi le mani, mentre i romani mettevano il caestus, un guanto da combattimento con parti in metallo. Se all’Olimpiade lo scopo dei pugili professionisti è conquistare una medaglia, per i gladiatori si trattava di sopravvivere dato che i combattimenti terminavano con la morte di uno sfidante.

Lo sport del pugilato è scomparso per molti secoli fino a comparire a livello amatoriale in Inghilterra nel 1600 e organizzarsi in varie categorie di peso dal 1880. La boxe diventa sport olimpico nel 1904 a Saint Louis con il dominio degli atleti americani, mentre alle Olimpiadi di Stoccolma nel 1912 non si disputarono incontri poichè la legge svedese ne vietava la pratica. Dal punto di vista della sicurezza degli atleti oggi le regole del pugilato si sono molto evolute.

La boxe è comunque uno sport violento che con gli anni ha cercato di contenere gli eventuali danni causati dai pugni con l’utilizzo del casco obbligatorio. Oggi la giuria dispone anche di un punteggio elettronico pe determinare il vincitore sulla base dei colpi andati a segno e dello svolgimento degli incontri. Queste nuove regole hanno consentito la pratica femminile in uno sport che al di là della violenza fine a se stessa, rappresenta bene la drammaticità dei conflitti della vita.

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Boxe cinema e arte

Il ruolo epico del ring spiega perchè il rapporto tra pugilato e cinema è stato sempre così importante, così come quello tra boxe e letteratura, teatro o pittura. Da Rocky a Toro scatenato di Martin Scorsese, fino ai romanzi di Ernest Hemingway, i questo sport è la cruda metafora della vita tra sofferenza e riscatto, cadute agli inferi e momenti di gloria codificate all’interno di regole precise gestite con cervello e forza, ovvero con stile.

La boxe può essere dramma teatrale e ha potenziale espressivo enorme, ma vive di narrazione e storie che richiedono molto tempo per arrivare al cuore della gente. Se oggi non ci sono più incontri in grado entusiasmare milioni di telespettatori probabilmente non è per la mancanza di bravi pugili, ma perchè nell’epoca dei social che tutto bruciano e consumano in un battito di ciglia, il business dello sport insegue altre vie più facili da monetizzare.

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Chessboxing scacchi pugilato

Se il pugilato uno sport da persone rudi, la combinazione con gli scacchi può regalare forti emozioni e diventare una disciplina affascinante. Il chessboxing combina due discipline all’apparenza diverse eppure legate da elementi comuni. Corpo e mente giocano una partita in cui contano strategia, forza, concentrazione e velocità di reazione. Un sistema per spogliarsi dei finti abiti della società del consumo e per tornare a darsi dei colpi mettendo in gioco la propria forza, a suon di pugni, dati anche solo per gioco.

Il Chessboxing è stato inventato nel 1992 dall’artista olandese Iepe Rubing che nel 2003 ha organizzato e vinto il primo campionato del mondo tenuto ad Amsterdam. Da allora si è diffuso a Londra, Berlino e nei Paesi dell’Est con la Russia in prima fila. Le partite si disputano in undici round alternati con sei partite di scacchi giocati in un tempo di quattro minuti e cinque di boxe di tre minuti ciascuno e gli incontri possono essere vinti sia per KO che per scacco matto. Le mosse vengono mostrate al pubblico su uno schermo gigante per uno spettacolo particolare anche da vedere.

Combinare boxe e scacchi significa passare da un’estremo all’altro di fisico e mente, entrambi indispensabili per vincere. Se gli scacchi sono uno dei giochi più formativi e utili per sviluppare la personalità di bambini e adulti, a chessboxing giocano molti scacchisti che vogliono mettere alla prova anche il fisico. In Italia è attiva la Federazione Italiana Scacchi Pugilato su cui trovare informazioni regolamento nazionale, eventi, protagonisti e indicazioni per praticare questa nuova disciplina che acquista ogni anno nuovi proseliti in tutto il mondo.

Allanamento boxe

Il pugilato è tra le discipline sportive più rivalutate negli ultimi anni anche per le donne. L’allenamento della boxe regala un fisico asciutto e un’aumento della capacità di concentrazione. Scaricare le tensioni a livello fisico aiuta a tenere a bada ansia e stress, come in ogni sport, ma nella boxe la concentrazione è fondamentale. Il fisico è impegnato nel coordinare i movimenti e trovare una strategia adatta alla situazione che può cambiare in ogni istante.

Nel pugilato non esiste esitazione, bisogna imparare a reagire immediatamente e così coraggio e stima di sè stessi aumentano. La consapevolezza delle proprie azioni e i risultati raggiunti aiutano a fortificarsi anche mentalmente. L’abitudine all’attenzione e concentrazione implicano una buone dose di sacrificio intellettuale che al giorno d’oggi non è poi così scontato. Il cervello viene stimolato e il risultato è un’aumento della sua capacità nel gestire situazioni e stati d’animo come rabbia e stress.

Gli scacchi sono un gioco altrettanto impegnativo a livello psicologico e il duro allenamento in palestra nel chessboxing riguarda entrambe le discipline. Impegno, costanza e sacrificio diventano gli ingredienti fondamentali per entrare letteralmente in una ‘nuova dimensione’. La difficoltà è riuscire a creare un equilibrio tra un round e un’altro, passare dal rapporto fisico e quello mentale ma soprattutto mantenere consapevolezza e controllo sulla mente.