I profili fake sono account fasulli creati con lo scopo di ingannare, manipolare o influenzare gli utenti dei social network. Si tratta di una pratica diffusa e dannosa, che mina la credibilità e la trasparenza del web. Come riconoscere i bot falsi e difendersi?

La presenza di profili fake sui social è diventata una problematica sempre più diffusa, con conseguenze che vanno dall’influenzare l’opinione pubblica alla frode online. Questi profili, noti anche come follower falsi, sono creati con lo scopo di ingannare, manipolare o influenzare gli altri utenti ma possono anche diffondere spam e malware. Tuttavia, non tutti i cosiddetti bot sono malintenzionati. Alcuni possono svolgere compiti utili.

Per usare i social media in modo consapevole è fondamentale essere in grado di distinguere tra profili fake e bot buoni, per proteggere la propria reputazione online e mantenere la sicurezza dei propri account. In questo articolo vedremo come possono venire utilizzati gli utenti falsi e come difendersi dalle truffe online adottando pratiche responsabili per massimizzare il valore del tempo speso su internet.

Indice

Click veri e profili falsi

Lo smartphone che tutti abbiamo in tasca e utilizziamo sempre più assiduamente è un dispositivo potente sotto molti punti di vista. Consente di rimanere in contatto con gli amici e ci informa su tutto ciò che accade in Italia e nel mondo. Sui social milioni di persone discutono ogni giorno di questioni sociali e politiche. Il flusso di informazioni condiziona il nostro pensiero, sia che si tratti di acquistare prodotti o di fare scelte di carattere etico o politico.

Come animali sociali siamo portati a pensare che le cose scritte da tante persone siano vere. Ma si tratta di persone in carne ed ossa o di messaggi creati artificiosamente per influenzare il dibattito pubblico? Siamo sicuri che gli utenti che seguono le pagine e interagiscono con i post su Facebook, Twitter o Instagram siano persone reali? Molti sicuramente lo sono, ma non tutti.

Esistono anche i bot, software in grado di generare traffico, cliccare e scrivere automaticamente miliardi di parole e messaggi. I bot possono creare profli fake comportandosi in tutto e per tutto come navigatori online. Possono visitare siti, caricare pagine web e cliccare ovunque e con precisione. Gli imitatori di click umani sono sempre più sofisticati e a volte tentano di accedere a profili, social, banche o di entrare nell’amministrazione dei siti.

Spammer, scraper e software automatici possono bloccare interi siti web cliccandoli milioni di volte, carpire informazioni personali, rubare contenuti, informazioni private e indirizzi di posta elettronica. Esistono diverse tipologie di profili fake. Se non vengono usati per pure finalità criminali, possono aiutare aziende e personaggi ad accrescere la loro fama con il marketing virale.

Tipologie e finalità profili fake

Un primo tipo di profili fake sono i cloni che copiano l’identità di una persona reale, utilizzando le sue foto, i suoi dati e le sue informazioni personali. Lo scopo è quello di trarre in inganno gli amici o i contatti della persona clonata, per estorcere denaro, informazioni sensibili o favori. I troll invece sono profili che provocano, insultano o offendono gli altri utenti, per generare polemiche, conflitti o disinformazione. Lo scopo è quello di creare caos, disordine o scompiglio nella rete, per divertimento, vendetta o motivi politici.

I falsi influencer si spacciano per esperti, opinionisti o leader di opinione in un determinato settore o ambito. Lo scopo è quello di guadagnare popolarità, credibilità o visibilità, per promuovere prodotti, servizi o idee. I falsi fan seguono o interagiscono con altri account, per aumentare il numero dei loro follower, dei loro like o dei loro commenti. Lo scopo è quello di creare una falsa impressione di successo, di fama o di consenso. I profili fake possono produrre:

  • Spam inviando messaggi indesiderati, pubblicitari o fraudolenti, a volte con link infetti o truffe online. Lo scopo è quello di attirare l’attenzione degli utenti, generare traffico verso siti web di dubbia qualità o rubare dati personali o finanziari.
  • Fake news diffondendo notizie false, manipolate o tendenziose, spesso con titoli accattivanti o immagini shock. Lo scopo è quello di influenzare l’opinione pubblica, creare confusione o polarizzazione, o favorire determinati interessi politici, economici o ideologici.
  • Cyberbullismo insultando, minacciando o molestando utenti reali, spesso con commenti offensivi, provocatori o discriminatori. Lo scopo è quello di intimidire, umiliare o danneggiare la reputazione delle vittime, o semplicemente di divertirsi a scapito degli altri.
  • Astroturfing simulando il sostegno o il dissenso verso una persona, un’organizzazione, un prodotto o un’idea, creando l’illusione di un consenso o di una protesta popolare. Lo scopo è quello di manipolare la percezione pubblica, aumentare la credibilità o la popolarità di qualcuno o qualcosa, o danneggiare la concorrenza.
  • Catfishing fingendosi persone reali, spesso attraenti o famose, e instaurano relazioni sentimentali o amicali con gli utenti reali. Lo scopo è quello di trarre in inganno, sfruttare emotivamente o estorcere denaro alle vittime, o semplicemente di soddisfare una fantasia personale.

Esempi di utilizzo profili fake

Gli influencer lo insegnano: avere tanti followers serve a veicolare contenuti e a produrre click e guadagni. Avere tanti utenti può servire ad accrescere la reputazione e la popolarità di un marchio per vendere prodotti, idee o per fare propaganda politica. Vi é mai capitato di ascoltare su Spotify o Youtube un artista solo per curiosità perchè vanta milioni di ascoltatori? La stessa cosa riguarda la comunicazione.

Come le pagine degli influencer più guardate possono condizionare le nostre scelte di acquisto, leggere commenti falsi e fake news potrebbe farci cambiare opinione o a mettere in cattiva luce qualcuno. Alcuni anni fa il quotidiano Usa Today scopì di avere oltre 5,8 milioni di utenti fake, oltre il 38% del totale. Per capire i risvolti di quella faccenda, si mosse l’Fbi. Insomma la questione degli utenti falsi è molto importante.

I profili fake non interagiscono davvero con i siti alla lunga non portano alcun vantaggio. Però avere tanto consenso può attrarre gli indecisi. Politici, marchi, artisti e personaggi dello spettacolo, più che una battaglia di idee e contenuti, per questioni di mercato si concentrano sempre più spesso sul numero di utenti e click. Se i programmi politici si basano sui sondaggi, avere tanti like sui social oggi fa conquistare voti.

Click e commenti falsi possono influire e anticipare eventi politici, sociali ed economici e condizionare le scelte delle persone. La stessa cosa successe anche quando fu inventata la stampa. La propaganda inondò libri, giornali e riviste di notizie false e i lettori ci misero un pò a capire che non tutto quello che leggevano corrispondeva alla realtà. I social hanno anche contribuito a creare movimenti come quello della primavera araba nel 2011, o ad alterare le elezioni americane.

Nello scandalo Cambridge Analytica i dati personali rubati da milioni di utenti di facebook sono stati fondamentali per fare eleggere il.presidente americano Trump nelle elezioni del 2016. Il 15% degli utenti attivi su Twitter erano bot e hanno creato il 20% delle discussioni sulla piattaforma di micro blogging. Nel Regno Unito i messaggi automatici sembra abbiano contribuito ad alterare la discussione sulla Brexit.

Follower falsi e profili fake sono stati usati per seminare dubbi e disinformazione anche durante la pandemia del Covid 19. Secondo una ricerca dell’Università Carnegie Mellon, il 50% dei messaggi favorevoli ad aperture indiscriminate delle attività era opera loro. I profili fake possono anche colpire attivisti e dissindenti bombardandoli di insulti e spam. Se fingere di essere un uomo su internet è abbastanza semplice, per fortuna a volte può essere anche utile.

Bot buoni e web crawler

Secondo l’ultimo rapporto di Incapsula oltre il 50% del traffico sui siti web non è reale ma generato artificiosamente. I dati riguardano oltre 16.7 miliardi di visite su 100.000 domini selezionati casualmente sulla rete. L’andamento percentuale nel tempo dei troll sta crescendo se confrontato con il traffico generato da esseri umani. Per fortuna non esistono solo i bot cattivi che si fingono utenti, ma anche bot buoni.

Sono bot buoni quelli usati nei sistemi di messaggistica di Facebook e WhatsApp e per scansionare le parole utilizzate nel tempo da ogni singolo utente e calibrare le proposte degli sponsor con prodotti e servizi basati direttamente sugli interessi. I bot possono sostituire l’uomo anche per specifici compiti ripetitivi, come rispondere a domande, o scrivere articoli contemporaneamente su diverse piattaforme.

Sono bot buoni o i web crawler utilizzati da portali e motori di ricerca, per offrire servizi e scansionare i siti online. Googlebot ad esempio è il crawling di Google con cui vengono rilevate nuove pagine da aggiungere ai risultati di ricerca. E’ molto ambito dagli editori online perchè essere visitati frequentemente da un crawler può contribuire alla Seo ovvero al buon posizionamento di un sito su Google relativamente ad una chiave di ricerca.

Viceversa venire costantemente visitati dai bot cattivi rallenta le prestazioni e la velocità di caricamento di un sito, con evidenti danni sulle performance pubblicitarie. Circa il 94,2 per cento dei siti web subisce costantemente attacchi Bot di varia intensità.

Comprare follower veri e falsi

Chi vuole aumentare i propri utenti in modo legale e autorizzato può utilizzare le inserzioni che tutti i social offrono per veicolare utenti reali sui propri commenti e contenuti. Il modello pubblicitario di Facebook e Twitter è simile a quello utilizzato da Adsense di Google per comparire nelle prime pagine dei motori di icerca o sui siti dei publisher associati. I click reali costano molto più di quelli falsi, ma offrono reali vantaggi in termini di presenza online.

Acquistare fan e follower falsi spesso invece non serve assolutamente a nulla, se non per motivi di immagine, anche se il numero di utenti è direttamente proporzionale alla possibilità di monetizzare i click con pubblicità ed altre attività. Nel dubbio l’acquisto e la vendita di fans di Facebook è diventato nel tempo una industria multi milionaria. Secondo alcune stime sarebbero falsi circa il 50% dei follower complessivi di moltissimi marchi e persone famose.

Tutti possono comprare follower falsi a prezzi davvero irrisori. Ci sono società che vendono pacchetti di utenti falsi. Per chi vuole incrementare i numeri sulle proprie pagine il listino prezzi parte da 50.000 falsi su Twitter followers per 20 dollari. C’è poi chi promette migliaia di like sulla propria pagina Facebook per aumentare i fans ed il valore presunto della propria attività o delle proprie idee. I click falsi sono dannosi ma talmente sofisticati da ingannare anche i software creati per scoprirli.

Social contro profili fake

Le grandi società che gestiscono i social e i servizi online hanno sempre dichiarato di non avere nessun interesse a gonfiare i numeri. Sono impegnate a debellare il numero di profili fake con ogni mezzo perchè il problema riguarda da vicino la sicurezza degli utenti. Facebook combatte costantemente contro gli spammer che utilizzano proxy privati per creare indirizzi IP virtuali attraverso dei bot automatici e ha assunto 20.000 persone per la loro verifica.

Gli utenti Facebook falsi o inattivi però sarebbero circa il 10%, in parte account duplicati e doppie identità. Poi ci sono utenti errati ‘non classificati’ che non corrispondono a persone reali, ma a cose o marchi. Infine c’è un 2-3% di chi si diverte a creare account appositamente per violare le norme di Facebook. Ovviamente si tratta di condotte vietate che una volta scoperte portano alla cancellazione del profilo social.

Negli ultimi anni i social hanno eliminato centinaia di milioni di profili inattivi, ma non è facile trovare gli utenti falsi perchè i bot si comportano come esseri umani per evitare il rilevamento. Ad esempio cambiando i tempi di caricamento delle pagine, collegandosi da proxy diversi e inserendo immagini di profilo apparentemente reali, ma rubate in rete o generate con l’intelligenza artificiale.

Twitter ha questioni di profili fake ancora più grandi ed è un bel problema per la sua autorevolezza. In generale è difficile stabilire se il fenomeno sia in aumento o in diminuzione. La stessa società ammette che la stima del numero di account falsi non è una scienza esatta. Secondo Twitter Audit, un servizio nato per controllare l’autenticità degli utenti di Twitter, dei 31 milioni di follower di Trump ce ne sarebbero almeno metà falsi.

Difendersi dai profili falsi

Riconoscere i profili fake non è sempre facile, soprattutto se sono ben fatti e mimano il comportamento degli utenti reali. Solitamente gli utenti falsi hanno poche informazioni personali, foto generiche o rubate, nomi improbabili o stranieri, errori ortografici o grammaticali. Tendono ad avere pochi amici o follower, oppure molti ma di scarsa qualità, come altri profili fake o account inattivi.

I profili fake solitamente pubblicano contenuti poco originali o irrilevanti, spesso copiati da altre fonti o ripetuti più volte. Commentano e condividono post di altri utenti in modo eccessivo o sospetto, usando frasi generiche, così come elogi esagerati o link ingannevoli. Non interagiscono in modo naturale con gli altri utenti, ma cercano di attirare la loro attenzione o di influenzare le loro opinioni.

I follower falsi possono diffondere notizie false, manipolate o tendenziose, provenienti da siti poco affidabili o sconosciuti. Per verificare la veridicità e la qualità delle informazioni che riceviamo sui social network, possiamo usare strumenti come Google News, Wikipedia o siti di fact-checking, che ci aiutano a confrontare le fonti e a scoprire eventuali bufale o fake news.

Per difendersi dai profili fake non accettare mai richieste di amicizia o di contatto da sconosciuti o profili sospetti. Potrebbero volere rubare i dati personali, spiare le attività o inviare messaggi indesiderati. Se capitasse di incrociarli bisogna segnalarli e bloccarli sui social network che possono intervenire per eliminarli o limitarne l’azione. Puoi anche denunciare un utente alle autorità competenti se ritieni che abbia commesso reati o violato i tuoi diritti.

Non cadere mai nelle trappole di profili fake che offrono vantaggi, premi o opportunità irrealistiche. Si tratta di tentativi di truffa, phishing o spam, che mirano a farti cliccare su link pericolosi, a farti scaricare malware o a carpirti dati sensibili. Educa te stesso e gli altri sui rischi dei web e segui le buone pratiche per navigare in sicurezza sul web. Diffondi la cultura della verifica delle fonti, del pensiero critico e del rispetto delle regole etiche e legali.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti, fondatore di Bintmusic.it, è un imprenditore online, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.