prince

Ogni volta che se ne va un grande artista ognuno ha un modo personale per ricordarlo e rimpiangere la sua arte. Sui social le parole si sprecano ma con Prince tutti sembrano essere d’accordo: era un genio. Ecco cosa ha rappresentato davvero per la musica pop

Ogni volta che se ne va un grande della musica come Prince la gente è sgomenta e quasi incredula. Da fatto intimo, privato, magari da elaborare da soli ascoltando un disco in una stanza silenziosa, nell’era 2.0 tutto deve passare attraverso le parole delle pagine social e tutti ne vengono coinvolti. Anche se di queste star non avete mai ascoltato una canzone e non ve ne è mai importato nulla, basta spulciare tra i milioni di commenti dei fans di ogni parte del mondo su Twitter o Facebook per capire quanto questi personaggi fossero amati da un pubblico sterminato, ma non solo. Alle icone della musica sembra venga sempre richiesto il dono dell’immortalità.

D’altronde quando si spegne la vita di una artista che con le sue canzoni è stato capace di suscitare emozioni, è come se se ne andasse anche un pezzo della vita privata del suo pubblico. Così è stato per David Bowie e così è per Prince. In America era un vero idolo. Basti pensare che tra i milioni di messaggi successivi alla sua scomparsa ci sono quelli del Presidente degli Stati Uniti Barak Obama che lo ha definito come un “audace visionario dallo spirito forte e creativo capace con la su arte di trascendere le regole” e non da meno sono stati ad esempio i commenti di personaggi come Madonna (“Ha cambiato il mondo”), Paul McCartney, Kate Perry… Impossibile riunire tutti i commenti social in un articolo.

Meglio cercare di capire perchè Prince è considerato da tanti come il più puro talento della musica pop di tutti i tempi. Intanto perchè ha avuto il merito di separare la narrazione di sè, costruitagli attorno dal business, dalla sua vera e autentica passione per la musica. In tempi come quelli odierni dove per diventare famoso può bastare schiacciare un tasto di una drum machine o neanche quello, può sembrare quasi straordinario ma Prince amava suonare. Anzi sapeva suonare bene un’infinità di strumenti. Per questo ha scritto, arrangiato, suonato e prodotto personalmente centinaia di canzoni inventandosi riff di chitarra leggendari, armonie sorprendentemente ricche, soluzioni melodiche intelligenti, suoni passati alla storia.

L’orecchio, il cuore, la tecnica, erano tutti elementi al servizio della sua creatività di musicista sia che suonasse basso, chitarra, tastiera, batteria o che programmasse il computer. C’è chi sostiene che Prince sia uno dei chitarristi più originali di sempre. Da un punto di vista ritmico era senz’altro un vero maestro e alcuni suoi assolo sono molto belli. Come produttore era sempre alla ricerca di nuove sonorità, ritmi, atmosfere insolite con cui arrangiare i suoi brani.

La scrittura delle sue canzoni poteva essere semplicissima o tremendamente complessa, rifarsi al jazz, al blues o al funky o trovare spunto nella tradizione melodica cantautorale. La personalità della voce, con una gamma di colori soprendente e un gusto autenticamente sofisticato sia sui timbri medi che su quelli alti, faceva il resto. Anche i testi delle sue canzoni non sono mai banali, ma anzi divertenti, provocatori, originali e sempre curiosamente intelligenti, una parola rara anche in ambito musicale.

L’intelligenza è un lusso che fa rima con orgoglio e dignità e che spesso non ci si può permettere in ambito artistico, quando le esigenze del creativo incontrano il mercato. Sembra che per Prince invece l’obiettivo arrivasse prima del resto. Il 1980 ha pubblicato il primo album con una major che ha avuto il merito di farlo apprezzare al grande pubblico ma dalle cui logiche successivamente si è voluto allontanare cercando, anche dal punto di vista della distribuzione, nuove alternative. E’ stato tra i primi a credere nel web ma curiosamente ha sempre odiato i servizi che offrono musica in streaming: su Spotify non si possono ascoltare le sue canzoni ed è solo presente su Tidal.

Se volete ascoltare uno dei suoi 39 album, venduti in oltre 100 milioni di copie, dovete scaricarle da iTunes o entrare in un negozio di dischi. Cosa sempre più rara ma che in queste ore per lui hanno fatto in tanti, dato che nei giorni successivi alla sua prematura scomparsa Prince è tornato in testa alle classifiche sia in Usa che in Bran Bretagna. E se a 30 anni dalla sua uscita Purple Rain è ancora così attuale ci sarà un motivo, molto indipendente da quello che dicono i social: Prince era un genio.