pressione arteriosa musica

Non è solo un piacere: ascoltare musica fa bene al cuore e alla salute, riduce lo stress e può anche aiutare ad abbassare la pressione arteriosa. Lo sostengono numerosi studi realizzati in questi ultimi anni

Buone notizie in arrivo per chi ama il mondo delle sette note. I benefici dell’ascoltare musica non riguardano solo la psiche, ma direttamente la salute del cuore. In particolare chi soffre di pressione arteriosa alta potrebbe riscontrare miglioramenti evidenti già dopo un mese di adatta terapia musicale.

Ascoltare musica fa bene e anche se non può certo sostituire totalmente una corretta terapia farmacologica, contrariamente all’assunzione di farmaci non ha nessuna controindicazione o effetto collaterale. Insomma, tanto vale tentare, anche perchè arrivano ogni giorno nuove conferme. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Firenze lo aveva già scoperto alcuni anni fa.

Lo studio presentato al meeting di New Orleans dell’American Society of Hypertension, condotto su 48 pazienti di età compresa fra i 45 e i 70 anni, si basava sull’ascolto di mezz’ora di musica classica, celtica o indiana al giorno, contemporaneamente allo svolgimento di un leggero esercizio fisico. In un solo mese di terapia musicale i miglioramenti della pressione arteriosa furono evidenti.

A conferma della validità della teoria arriva una nuova ricerca condotta dall’Università della Ruhr a Bochum in Germania e pubblicata sulla rivista Deutsches Ärzteblatt. Questa volta per l’esperimento è stata fatta ascoltare musica di Mozart e Strauss per 25 minuti al giorno. Addirittura le opere di questi due compositori, oltre ad abbassare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, avrebbero ridotto nel gruppo di pazienti sottoposti al test anche la concentrazione di colesterolo e dei trigliceridi nel sangue. Nessun risultato per i pazienti trattati con musica degli Abba e il silenzio.

Quale musica ascoltare per abbassare la pressione?

Se la Sinfonia n 40 in sol minore di Mozart sembra produca gli effetti migliori per chi soffre di ipertensione, in realtà è stato anche scoperto che tutti i generi musicali determinano concentrazioni di cortisolo notevolmente inferiori. L’effetto della musica è sempre molto maggiore rispetto al silenzio.

Gli studi sono abbastanza concordi, non ci sono generi musicali precisi, ognuno deve ascoltare la musica che ama. E’ comunque appurato che i ritmi lenti e le pause dei brani riescono ad indurre un maggior senso di calma interiore con conseguenze evidenti sulla salute. Per questo i grandi compositori di musica classica sono da preferire.

Non è una novità, ma piuttosto una conferma che il benessere dell’uomo è basato sull’equilibrio tra corpo e mente. Lo scollamento tra questi due elementi è causa di molti problemi, mentre l’arte e la buona musica sicuramente concorrono a recuperare un pò di armonia perduta nella vita quotidiana.

Se parole come pace e armonia interiore hanno molto a che vedere con la nostra salute, servirebbe capire perchè la musica che ci viene propinata tutti i giorni offre spunti esattamente opposti. Evidentemente si adegua alla realtà caotica, competitiva, spesso contraddittoria della società moderna: ma non è un bene. Oltre ad imparare a combattere ansia e tensione nervosa, l’uomo dovrebbe anche imparare a distinguere tra buona e cattiva musica. E se lo dice il cuore…