portafoglio monete

Spread e tassi di interesse sono parole che magari in tanti neppure conoscono. Ma c’è un dato chiaro che oggi preoccupa tutte le famiglie: la vertiginosa perdita di potere d’acquisto di tutti i salari.

Pensate a quanto costava un gelato dieci anni fa, oppure una pizza: oggi vi sembrano molto più cari rispetto ad un recente passato? Avete ragione e non solo perchè un cono nel 2001 costava 0,77 centesimi contro i 2 euro di adesso, o una pizza 5 euro rispetto ai 10 euro attuali, ma perchè facendo i dovuti calcoli, con lo stipendio che percepite fate molto più fatica oggi a comprarli rispetto a qualche anno fa.

Secondo i dati Istat, negli ultimi anni la forbice tra i salari e l’inflazione è costantemente aumentata, tanto che, prendendo in considerazione i prezzi di 100 prodotti, il potere d’acquisto effettivo dei lavoratori è calato quasi del 40% negli ultimi 40 anni. In pratica negli ultimi 10 anni c’è stata un’impennata dei prezzi del 53% e ogni famiglia è come avesse perso 10.850 euro. Se oltre a questo aggiungiamo la precarietà, i contratti di molti lavoratori che devono essere rinnovati e l’aumento dei disoccupati salito al livello più alto dal 2004 – il 29,3% degli under 25 e circa il 50% delle donne sono senza lavoro – ecco perchè il futuro non sembra tanto roseo. Nel presente toccherà cavarsela in qualche modo, ma magari la prossima volta sarà bene che tutti si mettano a capire il significato di parole come sviluppo, economia, spread e tassi di interesse diventando cittadini un pò più consapevoli delle scelte dei loro governi prima che il problema arrivi dritto al portafoglio.