“Poptimism. Media algoritmici e crisi della popular music” si distingue per l’approfondimento e la chiarezza con cui affronta un tema tanto complesso quanto attuale: l’impatto degli algoritmi e dei nuovi media sulla musica popolare

Massimiliano Raffa, nel suo libro “Poptimism. Media algoritmici e crisi della popular music,” pubblicato da Meltemi, offre una riflessione acuta e dettagliata sul panorama musicale contemporaneo. Intrecciando le dinamiche culturali, sociali e tecnologiche che influenzano la musica pop odierna, l’autore si pone domande fondamentali su presente e futuro della creatività musicale.

Il concetto di “poptimism” è al centro del discorso di Raffa. Questo termine, nato per descrivere una rivalutazione positiva della musica pop da parte della critica, diventa qui il punto di partenza per esplorare come i gusti musicali siano sempre più conformi e plasmati da meccanismi algoritmici e dalle piattaforme digitali che mettono al centro prevalentemente gli interessi economici delle media company.

Raffa comincia analizzando in modo dettagliato la dialettica tra produzione e consumo, chiedendosi come le piattaforme di streaming e i social media influenzino non solo le preferenze degli ascoltatori, ma anche la stessa produzione musicale. In un mondo in cui le classifiche e le playlist personalizzate sono determinate da complessi algoritmi, la domanda su cosa sia autentico e cosa sia costruito per il mercato diventa centrale.

L’autore evidenzia come l’industria abbia sempre agito da mediatore tra artista e pubblico, ma nell’era moderna le logiche della media economy sembrano lasciare sempre meno spazio al valore culturale della musica. Un aspetto particolarmente interessante del libro è l’analisi critica delle conseguenze sulla creatività musicale, in termini di omologazione e standardizzazione della musica, più che di democratizzazione e differenziazione dell’offerta.

La tendenza alla ripetizione e alla sicurezza economica dell’industria, più che aprire nuovi spazi creativi, può soffocare l’innovazione, promuovendo le canzoni più facili da ascoltare e relegando le proposte musicali più audaci e sperimentali ai margini. L’autore tuttavia non adotta una posizione semplicemente pessimistica: offre anche esempi di come alcuni artisti stiano sfruttando questi stessi mezzi per sovvertire le aspettative e creare qualcosa di nuovo.

Raffa esplora inoltre il ruolo dei media tradizionali e digitali nella promozione e nella costruzione delle star della musica pop. La sua analisi è illuminante, mostrando come l’immagine degli artisti sia curata nei minimi dettagli per massimizzare l’engagement e la visibilità online. L’uso strategico dei social media, delle campagne virali e delle collaborazioni tra influencer, rivela le dinamiche dietro la costruzione di artisti gestiti come brand.

Il libro non trascura l’evoluzione degli aspetto socio culturali della popular music. Raffa discute come i testi e i video musicali riflettano e, talvolta, influenzino le tendenze sociali, politiche e culturali. La musica pop, oltre ad essere uno specchio della società, ha sempre rappresentato anche uno strumento di cambiamento e di espressione di nuove identità e aspirazioni. Ma tutto ciò è ancora vero o in un contesto di fruizione dominato dai big data la musica è entrata in crisi smarrendo questo ruolo?

L’autore non offre risposte certe, ma sembra volere stimolare la consapevolezza del pubblico. Lo fa con uno stile rigoroso ma accessibile, usando esempi concreti che rendono il libro interessante sia per i lettori appassionati di musica, sia per quelli interessati agli studi culturali e mediatici. Le argomentazioni sono ben strutturate e supportate da un’ampia gamma di fonti, che spaziano da articoli accademici a interviste con professionisti del settore.

In conclusione “Poptimism. Media algoritmici e crisi della popular music” è un libro interessante che ci aiuta a comprendere le trasformazioni della musica popolare nell’era digitale offrendo una panoramica esaustiva e critica del fenomeno. Dopo averci invitato a riflettere sul futuro della musica, Massimiliano Raffa finisce con una considerazione provocatoria: in un mondo sempre più omologato e dominato dagli algoritmi, sarà l’intelligenza artificiale a propore qualcosa di nuovo?


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Titolo: Poptimism. Media algoritmici e crisi della popular music
Autore: Massimiliano Raffa
Editore: Meltemi


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.